Amazon ha bloccato la vendita degli smartphone BLU: rischi per la sicurezza degli utenti (agg: tornati)

Giuseppe Tripodi -

Tra i tanti produttori di smartphone, BLU non è certo il più noto tra i marchi: l’unica volta che ne abbiamo parlato nelle pagine del nostro sito, era per segnalare la presenza di un malware preinstallato che ruba dati sensibili agli utenti.

D’altronde, non è certo l’unica compagnia ad essere stata criticata per motivi simili: numerose società, soprattutto cinesi, sono state spesso al centro di scandali simili, solitamente accusate di inviare di nascosto dati a server con sede in Cina. Il caso più recente, segnalato da Dr Web Research Institute, riportava la presenza di Triada, uno dei più pericolosi trojan Android, che era preinstallato su alcuni dispositivi cinesi, quali LEAGOO M5 Plus, LEAGOO M8, Nomu S10 a Nomu S20.

Nel caso di BLU non si trattava di Triada ma, stando a quanto riferito da CNET, c’era comunque qualcosa che non andava nel software preinstallato sui dispositivi dell’azienda: per questo motivo, Amazon ha sospeso le vendite degli smartphone BLU, a causa di possibili rischi legati alla sicurezza e la privacy degli utenti.

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Nonostante la società sia statunitense, anche in questo caso il rischio è legato ad una backdoor che raccoglie informazioni sugli utenti e li invia in Cina: si parla di dati come SMS, log delle chiamate, contatti, IMEI e altro.

È particolarmente interessante sottolineare che BLU era anche parte del programma Amazon Prime Exclusive Phones, che offre dispositivi a prezzo particolarmente basso in cambio di pubblicità sulle lockscreen. Nel caso di BLU R1 HD, il costo era di soli 50$.

In ogni caso, il problema non si porrà più, almeno per gli acquirenti Amazon: come già accennato, la società non venderà più dispositivi BLU, almeno fino a nuovo ordine.

Aggiornamento07-08-2017 ore 09.30

BLU avrebbe negato di includere ancora (come invece aveva fatto in passato) sofrware malevoli all’interno dei suoi dispositivi e che le informazioni raccolte sono informazioni standard per l’invio di aggiornamenti OTA. La spiegazione ha convinto Amazon che ha rimesso in vendita i dispositivi.

Via: 9to5Google