Nuovi malware sul Play Store: scovate centinaia di app che generano click fasulli sugli ad

Vezio Ceniccola

Ancora brutte notizie per la sicurezza delle app sul Play Store di Google. I ricercatori di eZanga hanno scovato centinaia di app contenenti bot e malware, in grado di generare click fasulli sugli ad presenti al loro interno.

In pratica, dopo essere state installate sul dispositivo, tali app riescono a riprodurre in modo fraudolento i click sulle loro stesse pubblicità, anche quando lo smartphone ha lo schermo spento e non è in uso. In questo modo, l’utente non si accorge di nulla, ma gli sviluppatori guadagnano in maniera truffaldina dalle società che forniscono ad per le loro app.

Da quanto appare dalle prime analisi, sembra che le app fraudolente presenti sullo store ufficiale di Android siano oltre 300, ma sarebbe ben più di 1.300 quelle disponibili sui canali di terze parti. Il danno prodotto da questi malware ammonterebbe già a oltre 6,5 miliardi di dollari nel corso di quest’anno, ma la stima potrebbe essere anche più elevata.

Numeri altissimi anche riguardo al numero di download: i ricercatori di eZanga hanno calcolato che ci sarebbero stati tra i 4,1 e i 14,2 milioni di installazioni di queste app contenenti malware, la maggior parte delle quali sarebbero app per sfondi live, app per fotocamera e web browser.

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Tra i tanti sviluppatori che hanno pubblicato servizi fraudolenti sullo store di Google, i più attivi sarebbero Attunable, Classywall, Firamo, FlameryHot, NeonApp, Goopolo, Litvinka Co, Livelypapir, Tuneatpa Personalization, Waterflo, X Soft e Zheka.

App di questo tipo, oltre ad essere un serio problema per la privacy dell’untente, procovano un danno gravissimo all’intera industria dei servizi mobili, perché truffano le società specializzate in advertising mobile e generano profitto in maniera illecita.

Il consiglio, dunque, rimane sempre lo stesso: scaricate app e giochi solo da fonti sicure e fate attenzione a come si comportano una volta che le avete installate sul vostro dispositivo. La prudenza non è mai troppa.

Via: Android Authority