Google Pixel 2: ecco le possibili specifiche di Walleye e Taimen, con uno strano riferimento ai Nexus

Vezio Ceniccola

Walleye e Taimen sono i nomi in codice dei due nuovi Google Pixel che dovrebbero essere presentati nella seconda parte dell’anno. Sebbene ci siano già stati molti rumor a riguardo, finalmente il nuovo report di XDA è in grado di darci qualche indizio in più sulle specifiche dei due dispositivi.

Google Taimen

Taimen dovrebbe essere la versione più grande tra i due Pixel di seconda generazione, con un display da 5,99″ dotato di tecnologia OLED, risoluzione 1440p e bordi ridotti al minimo. A produrre questo smartphone dovrebbe essere LG, che potrebbe utilizzare hardware di fascia alta, come il SoC Snapdragon 835, affiancato da 4 GB di RAM e 128 GB di memoria interna.

Ci si aspetta che il design riprenda quello dei modelli 2016, con un corpo in metallo e il ritorno della piccola finestra in vetro sulla parte posteriore, che dovrebbe essere ridotta rispetto ai Pixel originali, lasciando al di fuori il lettore per le impronte digitali. Per quanto riguarda il reparto fotografico, si parla di una singola fotocamera posteriore con flash LED.

Google Walleye

Passando al dispositivo più piccolo, sembra che il nuovo Walleye possa montare uno schermo da 4,95″ a risoluzione Full HD, anche se in questo caso le cornici rimarrebbero più simili ai Pixel dello scorso anno – quindi non proprio borderless. Anche per questo modello è previsto l’uso dello Snapdragon 835 con 4 GB di RAM, ma ci dovrebbero essere solo 64 GB di memoria interna.

La verà novità dovrebbero essere i nuovi speaker stereo, che però porteranno alla scomparsa del jack per le cuffie da 3,5 mm. Un sacrificio forse necessario, ma che sicuramente non farà felici molti dei nostri lettori.

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Nexus Imprint

Tra le varie novità apparse sul conto dei nuovi Pixel, XDA cita anche un curioso riferimento agli ormai defunti Nexus. Sembra, infatti, che nel software di pre-produzione di Taimen, ci si riferisca al suo lettore per le impronte digitali chiamandolo “Nexus Imprint“. Tale nome appare strano, e non viene confermato dal software dell’altro dispositivo, che cita invece un più coerente “Pixel Imprint”.

Per ora, dunque, non sappiamo a cosa possa riferirsi tale specifica, che potrebbe anche essere un errore o l’ennesimo scherzetto a cui Google ci ha già abituato in passato. Nelle prossime settimane ne sapremo quasi certamente di più, quindi continuate a seguirci sulle nostre pagine!

Via: XDA Developers