Google vuole aumentare la stabilità di Android: parametri più severi per le app del Play Store

Edoardo Carlo Ceretti - Tempi duri per gli sviluppatori pigri.

Con una cadenza divenuta ormai annuale, Google presenta una nuova versione di Android inseguendo un unico vero obiettivo: migliorare l’esperienza d’uso e la soddisfazione dei propri utenti. Per raggiungere tale traguardo, da qualche anno Google si sta impegnando ad aumentare stabilità ed efficienza del suo OS mobile, tuttavia tali aspetti non dipendono soltanto dal sistema, ma anche dalle applicazioni che ci girano. Infatti, app compilate male che risultano instabili, crashano, sono lente, poco fluide e consumano molta batteria, compromettono anche la percezione dell’utente sul sistema operativo. Google lo sa bene e sta pensando dei nuovi modi per indurre gli sviluppatori ad alzare gli standard qualitativi delle app presenti sul Play Store.

Stabilità e autonomia sono per ora le parole chiave legate ad Android O, emerse anche dal recente Google I/O 2017. Fergus Hurley, Project Manager di Google, si è espresso proprio sul nuovo modo con cui il Play Store penalizzerà le app meno meritevoli secondo dei precisi parametri, che in totale sono sei e riguardano i dati raccolti su alcuni problemi che possono affliggere le app:

  • La restituzione del messaggio “l’app non risponde”
  • Il numero di crash subiti
  • L’eccessivo consumo in background (lasciando il dispositivo ‘sveglio’ per più di un’ora)
  • Il risveglio del dispositivo più di 10 volte in un’ora
  • Frame rate inferiori a 60 fps
  • Blocchi e lag vari

Quando anche soltanto uno di questi parametri cadrà sotto la soglia del 25% secondo le segnalazioni degli utenti e i dati raccolti da Google Play Services, scatteranno automaticamente delle ‘sanzioni‘: attualmente non si parla ancora di una vera e propria rimozione dal Play Store, tuttavia queste app scadenti dovrebbero sprofondere nell’oblio, smettendo di essere pubblicizzate e consigliate all’interno del Play Store stesso. A quel punto gli sviluppatori, se davvero interessati a non essere dimenticati, dovranno migliorare la qualità delle proprie app, creando un benefico circolo vizioso che dovrebbe alzare l’asticella in generale. Staremo a vedere se questo nuovo approccio darà i frutti sperati.

Via: Engadget