G DATA: “Android è un colabrodo”, 750.000 nuovi malware solo nel primo trimestre del 2017

Lorenzo Delli

Gli esperti di G DATA Security Lab hanno rilasciato un nuovo report che, in parte anche giustamente, ci va giù pesante definendo Android un vero e proprio “colabrodo“. Il perché è presto detto: solo nel primo trimestre del 2017, il team di G DATA ha individuato oltre 750.000 nuovi malware per Android, ma i problemi non finiscono qui.

Sul Play Store, e attraverso canali secondari, transitano qualcosa come 8.400 nuove app dannose al giorno, una ogni dieci secondi. Numeri davvero stratosferici, che influiscono pesantemente anche sull’Italia visto che circa il 69% di utilizzatori di smartphone italiani usano un dispositivo Android (fonte: Statcounter, marzo 2017).

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Non è certo una novità che Android abbia delle vulnerabilità, tanto che ogni mese Google rilascia puntuale nuove patch di sicurezza in grado di risolvere problemi di vario genere. Il problema è che ben pochi degli smartphone attualmente in circolazione sono aggiornati ad Android 7 Nougat, e anche la percentuale di quelli aggiornati a Marshmallow non poi così alta. Sempre secondo Statcounter, in Italia oltre il 40% dei naviganti con smartphone Android impiegava dispositivi a marchio Samsung. Su scala globale solo il 4,9% degli utenti può dire di avere uno smartphone aggiornato a Nougat, nonostante sia disponibile da agosto 2016.

I consigli sono un po’ i soliti, ve li abbiamo rinnovati anche in un articolo di poche ore fa: evitate applicazioni provenienti da sviluppatori poco attendibili; evitate qualsiasi applicazione che sembra volervi fornire trucchi o consigli di particolare genere per i videogiochi; e dulcis in fundo, cercate di scaricare applicazioni o dal Play Store o da fonti sicure come Apkmirror.

G DATA inoltre conclude il suo report con una affermazione in cui anche molti nostri lettori si ritroveranno:

Sebbene le moderne soluzioni complete per la sicurezza mobile siano in grado di tutelare gli utenti, riteniamo quanto mai opportuna una massiccia riduzione dei tempi di reazione da parte di tutti i produttori e un repentino cambio di rotta nei processi di distribuzione degli aggiornamenti di Android.

Fonte: G DATA