BMW dice no ad Android Auto e sta realizzando una sua piattaforma cloud (foto)

Vezio Ceniccola

Da qualche anno, il MWC di Barcellona attrae anche le aziende automobilistiche, interessate a presentare i loro servizi connessi con il mondo mobile. Nell’edizione annuale ha fatto la sua comparsa anche BMW, che per bocca del suo senior vice president Dieter May ha fatto capire quale sarà la propria strategia per il futuro dei sistemi smart integrati.

Tra le tante rivelazioni interessanti, la più importante è sicuramente quella che riguarda Android Auto: May ha detto esplicitamente che il sistema di Google non sarà implementato sulle auto BMW, né ora né mai. Sebbene sui prodotti dell’azienda tedesca sia già presente CarPlay di Apple, May ritiene che debba essere la stessa BMW a controllare l’interfaccia utente dei suoi prodotti, integrando in maniera profonda i servizi e gli strumenti all’interno del sistema meccanico.

Proprio per questo motivo, una specifica divisione della società sta si sta già occupando della propria piattaforma cloud A2A (Apps for Auto), servizio integrato nelle macchine a marchio BWM che permetterà di salvare tutte le preferenze del cliente online, in modo da poter sincronizzare il proprio profilo utente anche su più auto, senza dover personalizzare ogni volta i vari parametri desiderati.

Secondo il presidente, questa mossa consentirà a BMW di avere due grossi vantaggi sul mercato automobilistico del futuro. Il primo sarà quello di poter sviluppare liberamente la propria piattaforma software senza dipendere dagli altri produttori di auto o dalle aziende tecnologiche che dominano il settore smart. L’azienda tedesca punta a costruire un’ecosistema in grado d’integrare gli altri servizi già presenti sul mercato, come ad esempio gli assistenti vocali Amazon Alexa e Cortana, dando modo all’utente di scegliere quale prodotto utilizzare, senza far torto a nessuno.

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Il vantaggio più grande riguarda, però, la capacità commerciale di questa strategia. La società tedesca, infatti, punta sull’utenza premium, quella più avvezza a spendere per qualche extra in più. La piattaforma in sviluppo permetterà non solo di guadagnare dai servizi integrati, ad esempio prendendo percentuali sulle prenotazioni di hotel e ristoranti effettuate tramite l’assistente vocale dell’auto, ma offrirà anche l’acquisto di optional a seconda delle situazioni del passaggero, come sedili riscaldati quando si sta progettando un viaggio verso mete innevate.

Grazie alla volontà di lavorare in autonomia e al grande impegno profuso nel progetto, BMW dichiara che lo sviluppo delle sue soluzioni software sarà molto più veloce rispetto agli altri competitor, ed alcune delle novità citate dovrebbero essere già pronte per il prossimo CES, previsto a gennaio 2018.

A quanto pare, l’azienda tedesca ha le idee ben chiare su come si stia muovendo il mercato, e vuole essere protagonista assoluta della fascia alta. Come abbiano detto, lo sviluppo di soluzioni proprietarie, in un mercato sempre più connesso e mutevole, comporta molti vantaggi ma anche grandissi rischi. L’impressione, al di là delle buone intenzioni, è che BWM voglia concentrarsi molto di più sull’aspetto commerciale dei servizi online integrati, ma questo potrebbe far perdere il focus sul vero core business dell’azienda, che dovrebbe ancora essere quello della produzione di automobili.

Via: TechCrunch