Editoriale: Cara LG ti scrivo

Nicola Ligas -

Cara LG, iniziamo dando a Cesare ciò che è di Cesare: sei una delle aziende che hanno fatto la storia di Android. Lo penso davvero, senza falsi complimenti. Sei stata con il robottino fin quasi dall’inizio, e sia nella “storia antica”, che in quella recente, alcuni dei dispositivi più iconici hanno portato il tuo marchio.

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Iniziamo da Optimus One, nel lontano 2010. Uno smartphone che andava praticamente a ruba, e che rese felice anche la modella inglese Kelly Brook (o viceversa), sua testimonial. Guardare la sua recensione fa un po’ sorridere pensando ai modelli di oggi, ma nessuno nasce imparato, e tu di gavetta con Android ne hai fatta eccome, imparando anche dai tuoi stessi errori (alle volte). La rivalità con Samsung è stata forse una delle molle che più ti hanno spinta, tanto che da una parte c’erano Apple vs Samsung e dall’altra Samsung vs LG; ma andava bene così, la rivalità e la competizione sono sempre state l’anima del successo. Peccato che col tempo questa tensione tra di voi sia un po’ scemata; ma questa è forse la conseguenza, e non la causa del problema.

Nel corso del tempo, anno dopo anno, c’è sempre stato un tuo smartphone che “ha fatto discutere”, come Optimus Dual, tanto all’avanguardia dal punto di vista tecnico, per l’epoca, quanto problematico a causa dei mancati aggiornamenti (e non solo), che sono però anche un segno di quanto sia stato apprezzato dai clienti, che lo avrebbero voluto più “coccolato” da te.

Col tempo siamo arrivati alla serie G, che con G2 ha visto forse uno dei suoi modelli più riusciti, e che ha perso un po’ smalto solo nel corso del tempo, e principalmente per colpa tua. Scusa la franchezza, ma il problema non è mai stato troppo tecnico: bene o male i tuoi top di gamma hanno sempre avuto soluzioni abbastanza innovative, o comunque all’altezza del momento. Il problema è che, ad un certo punto, tu stessa hai forse smesso di crederci abbastanza, schiacciata da una Samsung che stava decollando e con la quale era difficile tenere il passo, e da una concorrenza sempre più agguerrita nella fascia medio-bassa, dove Huawei iniziava a far man bassa.

LG G5 SE - 6

Quando ho visto LG G5, la mia impressione è stata proprio questa: che non ci avessi creduto a sufficienza. Certo, avevi fatto bene il tuo compito lavoro sull’hardware, in particolare con le doppie fotocamere, tanto che alla prova dei fatti sono poche le cose che si potevano rimproverargli; però mancava davvero troppo di sex-appeal, se capisci cosa intendo. L’idea di modularità poteva essere buona, ma è stata declinata così male che degli LG Friends non si è saputo più nulla, e mancava ogni tipo di continuità con i modelli degli anni passati. Prima cercavi di imporre le tue idee, sintomo di un’azienda che sa ciò che vuole; poi però hai smesso. Penso ad esempio ai pulsanti sul retro, che fino a G4 bene o male sono stati lì. Ed anche se inizialmente hanno diviso l’opinione pubblica, poi non sono stati cosi bistrattati; e poi anche loro che fine hanno fatto? Qual è la vera ragione che ti ha spinto ad abbandonarli in parte (hai lasciato solo pulsante di accensione/lettore di impronte sul retro), ammesso che ce ne sia una? Perché ho la sensazione che ad un certo punto sia venuta meno una visione di lungo periodo, e che tu abbia piuttosto iniziato a “vivere alla giornata”?

Da quello che si vede (qui trovate il nostro riassunto) con G6 c’è stato un buon cambio di rotta, anche se non mi sembra comunque che tu abbia osato granché, mantenendo alcuni elementi del passato quasi come volessi per forza dare un senso di continuità che ormai non è necessario; ma sarò ben lieto di ricredermi. Però sarai tu a dovermi convincere, non il contrario. A volte, se vuoi che tutto cambi, bisogna che tutto cambi davvero: bisogna gettare via il passato e provare qualcosa di davvero nuovo ma comunque ragionato, non azzardato solo per il gusto di esserlo. Non è facile, altrimenti riuscirebbe a tutti, ma credo che tu abbia le conoscenze e “la storia” per poterlo fare.

A proposito di storia, non ho ancora detto niente sui Nexus, dei quali sei stata uno dei portabandiera più illustri. Nexus 4 rimane ad oggi uno dei dispositivi più belli, a parer mio ovviamente, che tu abbia mai fatto, ed il suo gemello Optimus G sfigura al confronto. Certo, all’epoca i clienti italiani si arrabbiarono non poco per la sua mancanza in Italia al lancio ed il suo arrivo tardivo e caro, ma ti facesti perdonare l’anno successivo con Nexus 5, che non avrà certo brillato per design, ma che rimane ad oggi uno dei Nexus più amati, per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Non è finita qui, perché in tempi più recenti è arrivato anche Nexus 5X: non avrà fatto la storia, ma è comunque un ulteriore segno del tuo stretto legame con Google. E sempre tu, cara LG, sei stata la prima azienda impegnata con Android Wear, con G Watch, e la prima a realizzare degli smartwatch direttamente per volere di BigG, anche se questi ultimi non sappiamo bene se arriveranno in Italia.

Cara LG, lo vuoi questo schiaffo o no?

Il punto è che comunque ci sei, ci sei sempre stata: dagli smartphone, ai tablet, agli smartwatch, a tutto ciò che è Android. Che le cose però non ti vadano bene in questo settore, non te lo devo dire io; il punto è: vuoi esserci ancora solo per fare presenza, o vuoi esserci davvero? Se hai esitato prima di rispondere, considerati schiaffeggiata. Anche un paio di volte.

Questo articolo, come editoriale, riporta le opinioni personali di chi scrive e quindi non rispecchia necessariamente l’opinione della redazione o del resto del team.