Xiaomi Mi VR, la nostra prova (foto e video)

Emanuele Cisotti

Xiaomi dopo aver tastato il terreno con il suo visore VR Play compatibile con qualsiasi smartphone (o quasi) si lancia nel mercato con qualcosa di un po’ più evoluto. Parliamo di Mi VR un vero e proprio visore per la realtà virtuale avanzata. Quello che differenzia infatti questo dispositivo da un semplice cardboard (o anche dal precedente visore Xiaomi) è la presenza di componenti attivi in questo device per migliorare la resa della realtà virtuale.

Prima di tutto abbiamo una struttura in plastica e gomma rivestita di tessuto decisamente più comoda, con la possibilità di stringere la parte posteriore per avere una migliore aderenza. Nel complesso è abbastanza comodo ma abbiamo comunque avuto bisogno di tenerlo un po’ “sulla punta del naso” in certi casi per una visione ottimale. È comunque presente sulla parte superiore una regolazione per la messa a fuoco. Sul lato destro in alto abbiamo anche un tasto fisico di conferma.

Ma per controllare le app e navigare nei menù Xiaomi ha pensato ad un controller Bluetooth dedicato. Questo somiglia molto a quello visto con il visore Daydream View di Google e offre funzioni simili. Funge da puntatore ma ha anche una parte superiore touch. Infine abbiamo due tasti fisici: indietro e home. La precisione è stata discreta anche se la qualità costruttiva ci è parsa solo sufficiente.

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All’interno del visore ci sono dei sensori di movimento integrati che vengono utilizzati al posto di quelli del telefono. Parlando di telefoni qui viene fuori la “patata bollente”. Proprio come per il Gear VR a cui questo dispositivo palesemente si ispira sotto vari aspetti, anche qui la compatibilità è limitata ai soli top dell’azienda produttrice. Potrete quindi usare Mi VR solo con Mi5, Mi5s, Mi5s Plus e Mi Note 2. La scelta ha ovviamente senso per Xiaomi, ma questo dimostra un forte limite del prodotto: è pensato fortemente per il mercato cinese e non c’è modo, almeno al momento, di bypassare il software Mi VR di Xiaomi quando si collega il telefono al connettore Type-C del visore.

Questo software è ovviamente incentrato sui contenuti pensati per il mercato asiatico. Qualche simpatico gioco, testato un po’ alla cieca, lo abbiamo trovato, ma non possiamo sbilanciarci nel definirlo davvero utile o funzionale. L’esperienza di realtà virtuale poi è discreta ma non eccelsa. La risoluzione degli smartphone citato è solo Full HD con la conseguenza che i pixel si notano eccome e la latenza ridotta a 16ms non basta per evitare qualche fastidio dovuto al motion sickness.

Noi abbiamo preso Xiaomi Mi VR su Gearbest che lo propone a 71€. Il prezzo è adeguato al prodotto che però al momento non è ancora consigliabile, visti i limiti sopracitati. Speriamo che qualcuno riesca a “sbloccarlo” per la riproduzione di contenuti a piacimento.