Android Things è il nuovo (?) sistema operativo per l’Internet of Things

Marco Giannino -

Se avete già sentito parlare di Android Brillo, saprete già che Google stava cercando di portare Android nel mondo dell’IoT, e quest’oggi l’azienda compie un passo ulteriore, annunciando la prima Developer Preview di Android Things.

Si tratta in pratica di un’evoluzione di Brillo, che permetta facilmente di inserire Android in dispositivi pensati IoT, integrandovi i servizi Google, e mantenendo il tutto sicuro e aggiornato direttamente da BigG stesso. Quest’ultimo passo è molto importante, perché abbiamo già visto come, solitamente, la sicurezza di questo tipo di dispositivi sia molto scarsa, mentre la sicurezza di un sistema bene o male robusto come il core di Android e la certezza di aggiornamenti celeri direttamente da Google, sono dei bonus non indifferenti.

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Android Studio, l’Android Software Development Kit (SDK), Google Play Services, e Google Cloud Platform faranno tutti parte dell’ecosistema di Android Things, e con gli aggiornamenti della Developer Preview dei prossimi mesi arriverà la possibilità per gli sviluppatori di aggiungere patch e update propri ai vari dispositivi, oltre al supporto a Weave, il protocollo di comunicazione introdotto con Brillo (in realtà lo stesso nome è anche quello di un analogo protocollo di Nest, ma d’ora in poi i due saranno unificati nelle funzioni, oltre che nel nome). Ed ovviamente sia chiaro che sebbene il sistema sia basato su Android, i dispositivi che ne saranno dotati potranno benissimo avere una companion app su iOS, grazie alle API che arriveranno nei prossimi mesi.

Gli sviluppatori interessati possono consultare il sito ufficiale di Android Things, ed anche il link alla fonte.

Fonte: Android Developers