Tutto quello che avreste sempre voluto sapere su Project ARA (video)

Vezio Ceniccola

Avevamo parlato di Project ARA già la settimana scorsa, svelando le caratteristiche tecniche e le immagini reali del dispositivo che, purtroppo, non vedremo mai in commercio.

Dopo averlo provato per qualche giorno, i colleghi di Phandroid hanno provato a rispondere ad alcune delle domande più comuni che probabilmente ogni utente si sarà fatto a proposito di questo smartphone così particolare, e questo è quello che ne è venuto fuori.

Prima di tutto, è importante dire che non si conoscono i motivi precisi per cui Google abbia deciso di cancellare il progetto. Di sicuro non sono stati “motivi tecnici”, dato che il prodotto sembra funzionare bene e non presenta particolari problemi, se non quelli legati alle dimensioni un po’ esagerate, soprattutto lo spessore.

Non c’è accesso diretto al comparto SIM, che probabilmente si nasconde sotto al vano per inserire il modulo batteria, così come non si possono vedere né cambiare le componenti interne come CPU, memoria interna, RAM, batteria interna e altri sensori. Tutto l’hardware di base è stato, infatti, integrato all’interno del corpo dello smartphone, ed è indipendente dalla parte modulare. L’autonomia è abbastanza scarsa e tipicamente si attesta intorno alle 8-10 ore, con sole 2 ore di schermo acceso.

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Il meccanismo dei moduli funziona in maniera abbastanza semplice: per staccarne uno, basta avviare l’app My ARA premendo il pulsante sul lato del dispositivo, scegliere quale modulo rimuovere e capovolgere il telefono. A questo punto il modulo si staccherà dall’aggancio elettromagnetico e salterà fuori dal suo alloggiamento. Questo meccanismo con inserimento ed estrazione dall’alto è stato preferito perché prevede l’uso di agganci elettromagnetici con una tenuta maggiore rispetto a quelli a scorrimento.

I moduli possono essere sostituiti solo quando il cellulare è acceso e dopo aver immesso la password utente, sono ricoperti in plastica morbida e hanno due attacchi sul retro: uno per l’aggancio elettromagnetico appena citato e l’altro per la connessione col dispositivo. Ogni modulo può avere due forme differenti e si può inserire liberamente in qualunque vano rispetti la sua dimensione, anche se è prevista una “posizione ottimale” indicata dallo smartphone.

Queste quindi alcune delle risposte più interessanti, ma se volete saperne di più vi lasciamo qui di seguito il video dell’hands-on con altre curiosità spiegate per quanto riguarda Project ARA.

Via: Phandroid