Google risponde all’Unione Europea circa le accuse di concorrenza sleale su Android

Nicola Ligas -

Google risponde ora alle accuse della Commissione Europa di aprile 2015, circa un presunto abuso di posizione dominante su Android, volto a favorire le applicazioni di Google stessa. La replica giunge a pochi giorni di distanza da un’altra, relativa alle accuse di aver privilegiato Google Shopping a scapito di analoghi servizi concorrenti.

La risposta di Google si basa sul presupposto che “i sistemi open-source sono fragili”, e possono sopravvivere solo bilanciando le esigenze di sviluppatori ed utenti. La presa di posizione della UE rischierebbe di turbare questo equilibro, spingendo in direzione di sistemi closed-source (sembra quasi una velata minaccia – NdR), ovvero con meno innovazione, meno scelta, meno competizione e prezzi più alti. La replica si articola quindi su tre punti fondamentali:

  1. La tesi della UE è basata sull’idea che Android non sia in competizione con iOS di Apple, cosa sulla quale Google non concorda affatto. (Per ovvi motivi – NdR)
  2. Google lavora con i propri partner per assicurare un minimo livello di compatibilità attraverso tutti i dispositivi Android, in modo che di un’app non vadano realizzate multiple versioni. Questa è una delle principali preoccupazioni degli sviluppatori, ed uno dei punti di forza dei sistemi concorrenti, e la proposta della Commissione Europea rischia solo di peggiorare la frammentazione attuale.
  3. Secondo la Commissione, le Google apps non dovrebbero far parte di un’unica suite. Nessun produttore è però obbligato a a pre-installarle, ed al contempo la loro presenza assicura all’utente un insieme di servizi comuni basilari. La concorrenza, Apple e Microsoft, non solo fa la stessa cosa, ma con un numero di app assai superiore. Inoltre, su Android, le app sono facilmente disattivabili. Distribuire Google Search insieme a Google Play permette inoltre a Google di offrire l’intera suite gratuitamente, consentendo così anche di contenere i costi degli smartphone, e rendendo comunque proficuo il sostanziale investimento di Google in android e Play.

Senza voler entrare eccessivamente nel merito legale della questione, che Android sia in competizione con iOS (e non solo) ci sembra una cosa davvero palese.

È più nebuloso il secondo punto, dove gli sviluppatori vengono un po’ usati come scusa per giustificare la presenza di un framework di base (a vantaggio di Google): diciamo che il vantaggio è quantomeno mutuo, e che comunque già adesso non sono pochi i problemi nel doversi assicurare che un’app funzioni bene su qualsiasi dispositivo.

Il terzo punto infine, ci sembra che abbia ragione da vendere nel paragone con la concorrenza, anche se, per quanto l’installazione delle app di Google non sia obbligatoria di per sé, lo diventa di fatto, altrimenti sei fuori dal principale store Android. Diciamo che se sbaglia Google, sbagliano a maggior ragione anche Apple e Microsoft: ma quindi sbagliano tutti o nessuno?

Trovate il testo completo del comunicato di Google nel link alla fonte, di seguito vi lasciamo un breve video che perora la causa di Android (e Google), ed un’animazione che illustra efficacemente la situazione su iOS e Windows 10 Mobile.

app ios windows phone

Fonte: Google