I download dal Play Store diminuiscono: ecco i piani per invertire la tendenza

Andrea Centorrino -

L’app economy starebbe raggiungendo il punto di saturazione: gli utenti scaricano meno app, e spesso molte delle nuove installazioni vengono rimosse dopo poco tempo, o dimenticate e mai più aperte. Google ha notato il problema, e per aiutare gli sviluppatori a generare ancora profitti attraverso il Play Store, starebbe varando tutta una serie di iniziative per invertire la tendenza.

Sotto la guida di Sameer Samat, ex-presidente di Jawbone, Google sta integrando sempre più algoritmi di machine learning nel Play Store, in modo da analizzare i dati d’uso degli utenti e fornire i migliori risultati, scegliendo non soltanto fra i soliti noti, ma anche fra sviluppatori minori.

Il rinnovamento ha positivamente colpito James Knight, ex-googler che aveva definito il Play Store, rispetto alla controparte Apple, “il Far West”. Tuttavia c’è ancora del lavoro da fare, visto che, nonostante lo store Google raccolga il 70% dei download di app da dispositivi mobili, generi soltanto il 35% dei ricavi globali.

Per cercare di monetizzare da tutti gli utenti Android, anche quelli che non possiedono una carta di credito, la società di Mountain View ha esteso la possibilità di effettuare pagamenti attraverso il credito telefonico a ben 47 paesi in totale.

Nel corso dell’evento Playtime, tenutosi nella giornata di oggi, Google ha annunciato che le app nel Play Store potranno presto sfruttare un nuovo sistema di abbonamenti, che permetterà di scontare il costo mensile sulla base di vari parametri (prima iscrizione, periodi promozionali, ecc.). Questo, unito alla nuova ripartizione dei ricavi (85/15), dovrebbe aiutare gli sviluppatori a rimanere competitivi.

Sembra infatti che siano gli abbonamenti gli elementi che stanno vedendo la crescita maggiore all’interno del negozio virtuale: si parla del 1000% in 3 anni. Di questo nuovo modello flessibile potrebbe giovarne YouTube Red, che a quanto pare non ha ancora raggiunto il successo sperato dalla società.

Uno dei cardini del Play Store restano i videogiochi, e con titoli del calibro di Pokémon GO e Super Mario Run (in arrivo probabilmente entro marzo), i ricavi generati dovrebbero tornare a crescere. Ciononostante, lo stato della frammentazione Android e la grande varietà di dispositivi in gioco non permettono agli sviluppatori di raggiungere il 100% degli utenti.

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Nonostante queste soluzioni, all’apparenza banali, la vita per le normali app continuerà a non essere facile: sempre più servizi vengono integrati all’interno della singola applicazione, e l’utente non sente quasi più la necessità di eseguire nuove installazioni. Il mercato sembra ormai saturo: voi che ne pensate?

Via: RecodeFonte: Reuters