Editoriale: Galaxy Note 7 è il miglior Android di sempre. Galaxy Note 7 è il peggior Android di sempre.

Nicola Ligas - Entrambe queste frasi sono vere.

Samsung ha fatto una cosa molto difficile quest’anno, o meglio ancora rara: ha ascoltato gli utenti. Galaxy S6, per quanto sia stato rivoluzionato rispetto ai precedenti modelli, presentava anche dei sensibili passi indietro, che inizialmente l’azienda ha cercato di giustificare, ma che poi ha corretto l’anno successivo. Galaxy S7 è così nato impermeabile, con memoria espandibile e con un’autonomia decisamente migliore del precedente modello, in particolare nella variante edge. Non è un cambiamento di poco conto, in un solo anno, e se ci pensate bene non è comune che un produttore “accontenti” a questo modo gli utenti.

Ironia della sorte: se Samsung avesse reintrodotto anche la batteria removibile, i problemi di Galaxy Note 7 (forse), sarebbero stati arginati facilmente; ma mi sto portando avanti con il discorso. Ritorniamo all’inizio.

Galaxy Note 7 era un successo scontato

Questo preambolo serve a dimostrare un punto che in realtà non potremo dimostrare mai: Galaxy Note 7 sarebbe stato un grande successo. Partiva da una base solida, che non presentava vistosi difetti o particolari lacune, e non poteva fare altro che migliorare il suo già elevato punto di partenza. E così è stato. Pur condividendo un hardware praticamente identico a quello di Galaxy S7 edge, Note 7 riusciva ad essere migliore sotto vari punti di vista: dall’interfaccia più rifinita e completa (con un display always-on davvero utile, con il filtro luce blu e con altri accorgimenti), alla fotocamera ancora più ricca di opzioni e con app riveduta e corretta, per non parlare della S Pen, da sempre suo cavallo di battaglia.

LEGGI LA RECENSIONE: Samsung Galaxy Note 7

Non ritornerò punto-punto su quello che avrete già letto nella nostra recensione, ma la morale è che, se Galaxy S7 ed S7 edge sono i migliori Android del 2016, Galaxy Note 7 è di fatto migliore di loro. E dato che abbiamo già visto che c’è stata comunque un’evoluzione rispetto al passato, Galaxy Note 7 è in pratica il migliore smartphone Android di sempre.

Sì, lo so, questa dichiarazione aprirebbe un dibattito infinito, che in parte esula dagli scopi di questo articolo, ed il bello è che, alla fin fine, non potremo mai arrivare in fondo alla questione, perché Galaxy Note 7 non esiste più (e la maggior parte di voi non l’avrà mai nemmeno toccato con mano, quindi dovrete fidarvi un po’ più del solito, in questo caso).

In tanti anni di Android, non era mai successo niente di simile, e difficilmente succederà di nuovo. Mai nessun top di gamma (e nemmeno modelli di rango inferiore) aveva dato così tanti problemi (e così gravi) da dovere essere cancellato e ritirato dal commercio. Ovviamente in rete ci sono mille teorie sul perché una cosa simile sia successa: “Samsung ha avuto troppa fretta e non ha controllato bene“, “ci sono problemi di simmetria, batteria, voltaggi, kernel ecc.” ma se devo essere sincero, devo ancora leggere una spiegazione che sia davvero convincente e realistica.

Samsung, come tutte le grandi aziende, pianifica i propri modelli non con mesi, ma anche con anni di anticipo, soprattutto quelli più importanti, che di volta in volta si aggiornano. Galaxy Note 7 esiste già, sotto un’altra forma, e si chiama Galaxy S7 edge: se confrontate la loro scheda tecnica vi accorgerete che è in pratica identica, al netto di differenze dimensionali o comunque minori. Com’è stato quindi possibile sbagliare partendo da una base già consolidata? A causa della fretta? E quale fretta? Galaxy Note 5 è stato rilasciato praticamente nello stesso periodo del 2015: non c’è stato un particolare anticipo quest’anno né c’è ragione di credere che Samsung fosse per qualche motivo in ritardo.

Galaxy Note 7 ed S7 edge: così vicini, così lontani

Eppure, nonostante le differenze tra S7 edge e Note 7 siano risibili, in quelle differenze c’è qualcosa che ha causato il danno. Forse il difetto è stato proprio pensare che Galaxy S7 edge fosse un test di affidabilità attendibile, o forse è stata una fatalità talmente imprevedibile che nemmeno Samsung è riuscita a spiegarsela (il fatto che anche i modelli sostituitivi abbiano continuato ad esplodere, è segno che nemmeno l’azienda ci ha capito granché).

Non si è trattato di mandare in commercio un software incompleto (come spesso accade), pensando poi di rimediare con una patch. Se Samsung avesse avuto anche il minimo sentore che simili problemi potessero presentarsi, di certo ci avrebbe pensato due volte. E tenete poi conto che comunque, in relazione ai volumi di smartphone prodotti, i casi di incidenti riportati rappresentano una percentuale numericamente trascurabile: è ovvio che, data la gravità del problema, non potessero essere ignorati, ma questo significa anche che il difetto poteva non essere così generalizzato, soltanto che, in mancanza di un colpevole, Samsung ha fatto l’unica cosa che poteva fare per evitare di perdere ulteriormente la faccia e danneggiare al contempo la sua reputazione e noi acquirenti.

È divertente poi vedere come un giorno si parli di “cancellazione della serie Note” e quello dopo del contrario. Dubitiamo che Samsung abbia già deciso il da farsi per il prossimo anno, e se da una parte avere un precedente simile rappresenta un forte deterrente alla prosecuzione della serie, dall’altra è vero che ad oggi la serie Galaxy Note era ancora ineguagliata, tanto che per trovare un’alternativa a Note 7 dobbiamo comunque rivolgerci su modelli di stampo diverso, piuttosto che su concorrenti diretti.

Rimane poi il problema dello smaltimento di tutti questi Galaxy Note 7: c’è un’interessante analisi di motherboard al riguardo, che vi invito a leggere, perché l’impatto ambientale di una simile operazione non è trascurabile, e fa risaltare ancora di più la già considerevole ampiezza dell’errore commesso.

La morale è quindi che, a dispetto delle premesse, Galaxy Note 7 è il peggior Android di sempre, e difficilmente potrà mai essere superato in questa non certo agognata classifica al ribasso. È proprio vero che più grande è la salita e più brusca sarà la discesa, al punto che, su quest’ultima frase, è davvero difficile non concordare.