Project Ara è stato cancellato: Google lo conferma

Nicola Ligas -

Google avrebbe interrotto lo sviluppo di Project Ara, lo smartphone modulare nato all’epoca in cui Motorola non era ancora di proprietà cinese. Secondo fonti di Reuters, la decisione sarebbe dovuta sia a difficoltà tecniche, che al desiderio di concentrare gli sforzi hardware dell’azienda in progetti concreti, sotto la guida di Rick Osterloh. Google potrebbe concedere le licenze dietro la tecnologia di Ara ad altre aziende, ma non realizzerà più in prima persona lo smartphone.

La cosa potrebbe sembrare priva di fondamento, dato che al Goole I/O di quest’anno BigG aveva annunciato una versione per sviluppatori di Project Ara, ed una commerciale, in arrivo rispettivamente in autunno e nel 2017, ma i segnali di crisi c’erano tutti. Dopo le difficoltà dello scorso anno, non avevamo più sentito parlare di Project Ara per mesi e mesi, ed anche dopo il rilancio all’I/O, è stato abbastanza chiaro che il progetto era stato ampiamente ridimensionato, al punto da aver perso tutta la “modularità” che aveva un tempo.

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Forse il progresso tecnologico non è ancora arrivato al punto da farci realizzare uno smartphone che possiamo smontare a rimontare “a caldo”, forse l’appeal presso il grande pubblico potrebbe non essere lo stesso di quello degli appassionati, complice anche un’estetica che difficilmente potrebbe essere impeccabile, ma che un’azienda grande come Google, in grado di “realizzare l’impossibile“, continui a fallire proprio nei suoi progetti più avveniristici, non è comunque un bel segnale.

Google non ha commentato questo report, pertanto c’è ancora spazio per la speranza, ma rimangono altrettanto valide le ragioni degli scettici, e per quanto ci piaccia sognare, anche noi ormai facciamo parte di questi ultimi. Peccato, Google, davvero peccato.

Aggiornamento:

Un portavoce di Google ha confermato che Project Ara è stato sospeso, declinando tuttavia di commentare ulteriormente la cosa. Rimangono quindi valide le considerazioni che abbiamo fatto qui sopra, in attesa magari di un comunicato più esaustivo da parte dell’azienda.

Fonte: Reuters