Huawei P9 nelle mani di un fotografo

Redazione -

Huawei con P9 ha voluto puntare molto sul comparto fotografico, ambito che ormai sembra spostare gli interessi di scelta degli utenti: da anni la fotografia con smartphone si sta facendo strada, andando a sostituire il segmento delle fotocamera compatte e andando ad intaccare anche le vendite delle macchine mirrorless e reflex: ovviamente per molti aspetti queste ultime saranno impossibili da sfidare (sopratutto per la grandezza del sensore e le ottiche che permettono lunghezze focali diverse) però è molto interessante come l’ambito mobile con gli smartphone moderni stiano alzano ogni anno l’asticella della competizione tra i brand i quali stanno investendo ingenti risorse per poter proporre fotocamere sempre migliori.

Siamo quindi in un momento molto interessante in quanto i produttori hanno capito che forse abbiamo raggiunto un (momentaneo) limite di sfruttamento dei sensori da smartphone tradizionali. Nell’attesa quindi delle prossime tecnologie che andranno a rivoluzionare la progettazione dei sensori (a quando il famoso sensore curvo di Sony?) si cercano nuove strade con i sensori tradizionali. C’è da un lato chi come Samsung che ha percorso la strada un po più “tradizionale” nel proporre con Galaxy S7 un sensore leggermente più grande, una apertura focale maggiore (f/ 1,7) e un minore numero di megapixel (12 megapixel totali) così da beneficiare nelle situazioni di poca luce e chi come LG con G5 ha proposto invece uno smartphone con doppia lente, una con lunghezza focale da grandangolo “estremo” (vicini al Fisheye per intendersi) e l’altra con una focale più tradizionale così da simulare la classica zoomata propria di una reflex con obiettivo zoom.

Huawei ha percorso invece una terza strada: innanzitutto ha stretto una preziosa collaborazione con un storico brand fotografico come Leica la quale fornisce le lenti a questo ultimo nato della casa cinese.

La collaborazione con Leica però non si è fermata solo alle lenti: assieme i due costruttori hanno voluto implementare lo stesso sistema visto con la celebre Leica Monochrome cioè una macchina senza la classica matrice di Bayer, in grado quindi di poter catturare solo le informazioni di luminosità senza la componente del colore.

Ricordiamo infatti che il colore digitale è ricostruito in maniera algoritmica dal processo di demosaicitzzazione che avviene in un tradizionale sensore con matrice di Bayer. In pratica l’immagine catturata a colori dal sensore con matrice di Bayer è una immagine con un pattern ripetitivo di colori 2×2 dove 2 pixel sono di colore verde, uno blu e uno rosso. I colori restanti e le sfumature sono ricostruiti grazie a funzioni matematiche. Da questo processo possono venire fuori dei problemi con pattern molto fini (problema di moirè) che vengono ad essere minimizzati dai produttori introducendo dei filtri davanti ai sensori che sfuocano leggermente l’immagine registrata (filtro antialias).

Leica-Monochrome

Quindi diciamo che un classico sensore con matrice di Bayer perde un po di sensibilità alla luce a causa dei filtri colorati posizionati sopra al sensore stesso e perde anche un po di nitidezza della lente a causa del filtro antialias. Huawei ha quindi deciso di implementare due fotocamere: una “classica” a colori con matrice di Bayer e una monocromatica come nella Leica monochrome senza filtro di Bayer. I vantaggi sulla carta dovrebbero essere una maggiore sensibilità del sensore e quindi una migliore performance della lente sia nei dettagli che in situazioni ad alti ISO. Si può notare infatti come in situazioni di luci difficili dove bisogna alzare gli ISO, la resa della foto a colori diventa più rumorosa e con meno dettaglio rispetto alle foto scattata in modalità monocromatica. I due sensori si comportano molto bene nei compiti ai quali sono stati assegnati.

Vediamo allora il nostro test fotografico e come si è comportato il dispositivo.

Set in studio, modalità Bianco e Nero

monmon

Per queste fotografie scattate in studio, siccome ero in presenza di molta luce, ho impostato la modalità “Pro” (facendo uno swipe dal basso verso l’alto nella parte inferiore dello schermo, sopra al bottone di scatto) che consente di regolare manualmente le impostazioni di scatto: in questa maniera si può agire su Iso, Tempi di esposizione, Compensazione dell’esposizione (se si vuole lavorare in maniera semi-automatica), tipo di autofocus e Bilanciamento del bianco. E’ possibile inoltre variare anche il tipo di lettura esposimetrica tra il Multimetering (o Matrix), sistema a media centrale e spot.

Questa serie di foto sono state ottenute con valori di ISO tra 160 e 200 per poter garantire così un tempo di 1/100s ed evitare alcun tipo di mosso.

Recensione-Huawei-P9-Fotocamera-Alessandro-Michelazzi-2Dett
Foto di dettaglio ingrandimento 100%

monmon

 

C’è da far notare che facendo uno swipe nello schermo dal bordo destro in dentro è possibile accedere al pannello delle opzioni: in questo pannello oltre a poter impostare le griglie di composizione è possibile impostare nella voce “regolazione immagine” un contrasto a proprio gusto. Questa è una opzione che consiglio se si vogliono ottenere delle fotografie in bianco e nero più morbide o più contrastate. Giocare con il contrasto può inoltre aiutare a salvare dei dettagli in situazioni di luci forti.

monmon

Come per esempio: in questa situazione di alto constato la pelle del viso della modella risulta essere senza dettaglio. Abbassando il contrasto si può recuperare del dettaglio.

mon

Un dettaglio al 100% - Valore ISO 500
Un dettaglio al 100% – Valore ISO 500

Fotografie con un contrasto settato ad un valore superiore:

Set in studio, modalità colore

Alcune foto scattare in modalità colore dove è anche disponibile lo scatto in modalità RAW. Sono rimasto piacevolmente colpito dalla qualità del colore ottenuto dalle foto scattate con Huawei P9. I colori sono intensi ma non ipersaturi, diciamo che è una resa che si avvicina di più a quella delle macchine fotografiche della Fuji che sono al momento uno dei punti di riferimento per la fotografia a colori.

Dettaglio al 100% - ISO 640
Dettaglio al 100% – ISO 640

Street Photography

Ho voluto sperimentare la modalità bianco e nero scattando delle foto per le strade di Firenze. Ho ottenuto le immagini sempre attivando la modalità “Pro” però lavorando in maniera alternata: alcune immagini sono state scattate impostando manualmente tutti i parametri ottimizzando così gli ISO (tentando ovviamente di tenerli sempre più bassi possibile) e il tempo di scatto. Altre foto invece, quelle che esigevano maggiormente una rapidità nello scatto, mi sono affidato all’esposizione automatica del dispositivo. In ogni caso mi posso ritenere soddisfatto dei risultati. Un nota riguarda la velocità di messa a fuoco che può ancora essere migliorata con futuri aggiornamenti software. Consiglio di impostare e lasciare fissa la messa fuoco sul valore manuale ed impostare il setting su Infinito: con questa regolazione si avrà a fuoco praticamente tutto quello che è a 5 metri da noi fino all’infinito. Nel caso di soggetti più vicini ai 5 metri dovremo ovviamente regolare la messa a fuoco.

Analisi foto a colori contro foto B/W Dal dettaglio delle due foto ingrandite al 100% si può notare come la fotografia ottenuta nella modalità in bianco e nero (e quindi con il sensore solamente monocromatico) goda di un maggior dettaglio e nitidezza nei particolari.

Recensione-Huawei-P9-Fotocamera-Alessandro-Michelazzi-32Confronto

Ecco alcune foto di dettagli per poter evidenziare la qualità delle lenti Leica utilizzate. Si può vedere dall’ingrandimento al 300% come le lenti riescano ad ottenere un ottimo dettaglio sul particolare architettonico della torre di Giotto.

Recensione-Huawei-P9-Fotocamera-Alessandro-Michelazzi-35Dett100
Ingrandimento al 100%
Recensione-Huawei-P9-Fotocamera-Alessandro-Michelazzi-Dett300
Ingrandimento al 300%

 Situazioni ad alto contrasto

Nelle situazioni ad alto contrasto la modalità a bianco e nero mostra i suoi limiti: è molto difficile infatti preservare i dettagli senza rischiare di bruciare le luci od ottenere delle ombre completamente scure. Consiglio quindi in queste situazioni di utilizzare sempre la modalità HDR che consente di risolvere i problemi evidenziati.

Extra

Huawei P9 implementa alcune funzionalità extra che erano già presenti per la prima volta sul modello P8 che abbiamo provato questa estate. Una di queste è la modalità Light Painting che come dice la parola consente di “disegnare con la luce”. Per realizzare quindi queste immagini ho posizionato lo smartphone fisso un piccolo treppiede ed impostato la modalità “scie luminose”. In seguito la scena era quasi completamente buia e ho provveduto ad aggiungere gradualmente la luce nelle zone che mi interessavano attraverso la luce Led di uno smartphone.

bshbsh

In conclusione quello che mi è piaciuto di Huawei P9 e del modulo fotocamera:

  • Modalità bianco e nero: eccellente nella resa e nei dettagli soprattutto in situazioni di poca luce e in notturna
  • Qualità delle lenti
  • L’ottima resa del colore nella impostazione di base
  • Le fotografie non possiedono quel estremo oversharp (sovra nitidezza) che si trova su foto scattate con smartphone concorrenti
  • Possibilità di impostare il doppio tocco del volume per far aprire velocemente la fotocamera anche da schermo sbloccato
  • La velocità e reattività del dispositivo: davvero un fulmine
  • La durata della batteria anche scattando molte fotografie

Cosa si può migliorare:

  • Scatto .raw quando si è nella modalità monocromatica
  • Introdurre una simulazione “grana della pellicola” che renderebbe il bianco e nero ancora più convincente
  • Velocità autofocus
  • Gestione del file raw: i file sono nascosti dal sistema e quindi sono difficili da recuperare per il trasferimento su computer.

Una nota: le foto proposte non sono state modificate con alcun programma di postproduzione. Sono così come scattate dalla fotocamera Huawei e dalle impostazioni nella stessa applicazione.

Vi lascio infine con dei brevi video realizzati da Huawei, dove altri fotografi professionisti mostrano P9 sul campo in luoghi e contesti diversi da quelli in cui l’ho provato io.

Articolo di Alessandro Michelazzi

Qui trovate tutte le foto di questo articolo:

Articolo sponsorizzato