Huawei P8: la nostra prova del light painting

Redazione -

Huawei P8 è stato sicuramente una gradita sorpresa tra i nuovi smartphone Android provati in questa calda estate. Parlando dal punto di vista del design e costruzione siamo di fronte ad uno dei migliori Android di sempre, molto vicino al rivale di Apple, l’iPhone 6. Nonostante le dimensioni abbastanza generose del monitor (5,2”) l’ergonomia del dispositivo è sempre ottima e devo dire che il suo punto di forza è proprio lo spessore estremamente ridotto che conferisce un ottimo bilanciamento del dispositivo in mano. Ad essere pignoli, una forma leggermente meno squadrata avrebbe migliorato ancora di più l’impugnatura, in ogni caso la sensazione di solidità è estremamente elevata.

Parlando della fluidità dell’interfaccia Android, Huawei P8 non delude. Non ho mai riscontrato rallentamenti né in fase di scatto, né in fase di elaborazione delle immagini. Parlando dell’unico punto debole a livello hardware, devo dire che non ho trovato una grande luminosità massima dello schermo: in situazioni di forte luce ho infatti avuto delle difficoltà a vedere correttamente lo schermo.

Parlando del comparto fotografico, Huawei P8 implementa un sensore sensore con matrice RGBW la quale, almeno sulla carta, migliora la resa delle fotografie scattate in presenza di poca luce. Per quanto riguarda le foto, infatti, Huawei P8 assolutamente non delude: le fotografie sono ben bilanciate e i colori sono vivi. Mi è piaciuta molto inoltre l’implementazione “stile Apple” della correzione dell’esposizione facendo scorrere il dito verso l’alto per alzare l’esposizione e verso il basso per abbassarla. Dal mio punto di vista sono rimasto un po’ contrariato dalla elaborazione post scatto applicata automaticamente alle immagini: utilizzando l’app fotocamera predefinita del P8, una volta inquadrata la scena e scattata l’immagine, si potrà notare come la stessa foto visualizzata nella galleria risulti essere leggermente diversa dall’esposizione e contrasto che vedevamo nel momento dello scatto, segno che il software lavora dopo l’esposizione per compensare a modo suo le ombre e i colori, cosa che trovo indesiderata in quanto è preferibile farlo a mano successivamente. Non ho trovato nessuna opzione per disattivare questo post-processing automatico e spero sarà implementato come opzione in un update software futuro.

La funzionalità fotografica che però mi è piaciuta di più è relativa agli scatti con lunghe esposizioni, chiamati nel software di Huawei in maniera generica come “Light Painting”. All’interno di questa voce, l’azienda ha introdotto quattro sotto categorie che ho analizzando proponendo di seguito alcune foto descrittive.

Prima di passare alle foto e alla descrizione operativa, volevo specificare che tutte le immagini sono state scattate con lo smartphone montato all’interno di un piccolo treppiede da cameraphone. La comodità di questo piccolo treppiede consiste nel fatto che la base può essere svitata lasciando così montare la struttura soprastante su un vero treppiede fotografico, molto più facile da gestire e regolare in altezza.

Scie luminose urbane

Scie Luminose urbane è l’effetto fotografico che si ottiene quando scattiamo con tempi di esposizione lunghi. Di solito il problema in questo genere di riprese risiede nel fatto che bisogna controllare l’esposizione generale per impedire che la luce dell’ambiente vada a sovraesporre l’immagine finale. Nel caso del programma “scie luminose urbane”, Huawei ha creato una implementazione software molto intelligente che lavora in due fasi: nella prima parte lo smartphone creare una esposizione di base per l’ambiente, successivamente “blocca” (probabilmente attraverso una maschera di luminosità) la prima parte esposta permettendo solo alle luci che passano davanti alla scena di aggiungere esposizione (e quindi una scia luminosa) all’immagine finale.

Utilizzando questa modalità ho creato le immagini che vedete di seguito:

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Guy, Light Painting

Ho montato lo smartphone su un treppiede e l’ho posto alla stessa altezza del viso della persona. L’ambiente era quasi totalmente buio e quindi non c’era luce ambiente che andasse a creare un’esposizione di base nella fotografia. Ho fatto vari passaggi camminando in cerchio attorno alla persona utilizzando la luce del flash di un secondo smartphone. Per esporre il viso del soggetto ho aggiunto un po’ di esposizione attraverso la luce emanata dallo schermo del secondo smartphone settato al massimo. L’esposizione totale per eseguire questa fotografia è stata di circa 30/40 secondi.

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Fireworks, Rovigno

La modalità “Scie luminose urbane” può essere usata per fotografare in maniera abbastanza innovativa i fuochi d’artificio. Anche in questo caso, come descritto sopra, lo smartphone ha creato prima una esposizione di base per l’ambiente ed in seguito ha aggiunto il disegno della luce solo nelle parti dove stavano esplodendo i fuochi. Voglio fare notare che durante l’esposizione si può vedere sullo schermo in tempo reale il disegno della luce che andrà a formare la fotografia finale. L’esposizione totale per eseguire questa fotografia è stata di circa 8 secondi.

Graffiti luminosi

La modalità graffiti luminosi è esattamente uguale alla modalità precedente cioè “Scie luminose urbane”. L’unica differenza sta nel fatto che, alla fine dell’esposizione, la fotografia viene ad essere specchiata. Perché questa operazione? La modalità è pensata per poter “disegnare o scrivere con la luce”. Quando però scriviamo di fronte alla fotocamera con una penna luminosa, la scritta verrà visualizzata alla rovescia nella foto finale. Ecco allora che il software specchia automaticamente l’immagine per riportare la scritta alla normale direzione di lettura.

Ho usato questa modalità per creare le seguenti due immagini (nota: ripeto che lo stesso identico risultato poteva essere ottenuto con “Scie luminose urbane” con la differenza che non avrei ottenuto l’immagine specchiata).

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Girl. Light Painting

Come negli esempi precedenti, anche la ragazza era seduta in un ambiente totalmente scuro, non c’era quindi luce ambiente che poteva creare una illuminazione di base. Ho utilizzato una piccola torcia LED per dare dei colpi di luce su alcune zone delle scalinate e creare così delle zone esposte e delle zone di ombra. Come ultimo passaggio ho illuminato il viso e il corpo della ragazza per fare apparire anche lei nella foto finale.
L’esposizione totale per eseguire questa fotografia è stata di circa 40 secondi.

Girl 2, Light Painting
Girl 2, Light Painting

La maniera operativa è stata la stessa della foto precedente. La differenza in questo caso è data dal fatto che ho fatto accendere alla ragazza una sigaretta la quale ha creato la scia luminosa rossa davanti al suo viso, in seguito ho illuminato le rocce e il suo viso come nella foto precedente e come ultimo passaggio ho camminato con la torcia led dietro alla testa della ragazza in direzione dello smartphone per creare la scia luminosa. L’esposizione totale per eseguire questa fotografia è stata di circa 40 secondi.

Acqua effetto seta

Questa modalità nasce per fotografare degli oggetti o elementi organici non statici e creare l’effetto scia dato dal movimento continuo degli stessi. Una delle classiche implementazioni consiste nel fotografare lo scorrere dell’acqua e creare così l’illusione di un movimento continuo nel tempo.

The Croatian sea, Study I
The Croatian sea, Study I

Per realizzare questa immagine ho utilizzato un piccolo treppiede da smartphone appoggiato sopra una roccia. Come nella modalità “Scie luminose urbane”, il software crea l’esposizione in due fasi, la prima nella quale si concentra sulla luce ambiente, la seconda nella quale aggiunge solo il movimento del mare all’esposizione finale.
L’esposizione totale per eseguire questa fotografia è stata di circa 10 secondi.

The Croatian sea, Study II
The Croatian sea, Study II

La tecnica di scatto è stata la medesima della foto precedente. In questo caso ho solo ridotto l’esposizione a 5 secondi per provare la differenza nell’uso di differenti esposizioni anche nel calcolo della luce ambiente.

The Croatian sea, Study III
The Croatian sea, Study III

Modo operativo come nelle foto precedenti. Tempo di esposizione di circa 8 secondi.

Scie stellari

La quarta modalità è quella che mi ha convinto di meno e quella che ho utilizzato in solo uno scatto che è quello qui proposto:

Star Trails, Summer 2015
Star Trails, Summer 2015

Con la modalità “scie stellari” lo smartphone nuovamente calcola un’esposizione di base per la luce ambientale (in questo caso ha esposto e bloccato il traliccio dell’alta tensione) e successivamente aggiunge esposizione nel tempo per catturare il movimento delle stelle. C’è da dire ovviamente che in questa modalità è fondamentale avere un ottimo treppiede saldo in quanto l’esposizione è molto lunga (nel mio caso 5 minuti) e lo smartphone non si deve muovere. Il risultato finale delle immagini prodotte in questa modalità sono delle scie luminose delle stelle date dalla rotazione della terra. Consiglio di eseguire questa modalità quando la luna è calante in modo tale da avere meno esposizione nel cielo e vedere maggiormente le stelle.

Nota: le foto mostrate sono state corrette in post-produzione in Lightroom. Trovate qui le foto originali.

Articolo a cura di Alessandro Michelazzi.

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