7.8

Xiaomi Mi Box 3 con Android TV, la recensione (foto e video)

Nicola Ligas -




Recensione Xiaomi Mi Box 3

Xiaomi Mi Box 3, come suggerisce il nome, è la terza iterazione dei box TV Android di Xiaomi, la prima però con Android TV. Si tratta di un dispositivo adatto anche anche al nostro mercato, perché non monta software cinese o comunque poco user-friendly, al punto che la versione internazionale ha anche la presa europea. In un mondo in cui i box Android TV si contano sulle dita di una mano, riuscirà Xiaomi ad imporsi grazie al suo proverbialmente ottimo rapporto qualità/prezzo?

7.5

Confezione

La confezione di Xiaomi Mi Box 3 contiene, oltre al device stesso, alimentatore, cavo HDMI, telecomando (senza batterie) e basta. Si tratta dello standard per questo tipo di dispositivi, e si fa forse un po’ sentire solo l’assenza di un controller dedicato, come quello che Xiaomi già realizza. La sua mancanza è però solo un’ulteriore conferma che Xiaomi non pensava al lato ludico quando ha realizzato questo Mi Box 3, ma di quello riparleremo a breve.

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7.0

Hardware

  • CPU: Amlogic S905x quad-core Cortex-A53 a 2 GHz con GPU Mali 450
  • RAM: 2 GB DDR3
  • Memoria interna: 8 GB eMMC espandibile
  • Video out: H.265/VP9 (profile-2) fino a 4K@60fps, H.264 fino a 4K@30fps, HDR10/HLG HDR
  • Audio out: DTS 2.0+, Dolby Digital Plus
  • Connettività: Wi-Fi 802.11a/b/g/n/ac dual-band 2.4GHz / 5GHz, Bluetooth 4.0, una porta USB 2.0, uscita HDMI, uscita audio
  • Dimensioni: 101 x 101 x 19,5 mm
  • Peso: 176,5 grammi
  • OS: Android TV

La scheda tecnica di Xiaomi Mi Box 3 non è assolutamente nulla di eccezionale, ed in linea con quella di tanti altri box cinesi in commercio. I SoC di Amlogic sono tra i più utilizzati in questo ambito, e quello impiegato non è nemmeno l’ultimo arrivato, ma ciò che stupisce (in negativo) è la scarsa memoria interna, accompagnata dall’assenza di microSD. Per espandere una memoria potete usare una pendrive o disco USB, ma non è esattamente la stessa cosa, ed in ogni caso c’è una sola porta USB a disposizione. E niente Ethernet.

C’è insomma il minimo indispensabile, a conferma del fatto che Xiaomi intende questo box soprattutto per lo streaming video, piuttosto che per la fruizione di contenuti locali. Ma anche di questo parleremo a breve.

7.0

Telecomando

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Al contrario di altri box, che propongono magari telecomandi universali, da usare in congiunzione con l’HDMI-CEC per controllare altri dispositivi, il telecomando di Xiaomi Mi Box 3 serve per lui e per lui soltanto. Questo perché è un telecomando per Android TV, ovvero dotato anche di microfono per interagire con il box. Pochissimi quindi gli altri tasti presenti, che si commentano da soli nell’immagine qui sopra.

8.0

Software e prestazioni

Xiaomi Mi Box 3 ha poca memoria interna. Se installerete anche solo un paio di giochi, sarete già a corto di spazio, e la mancanza di uno slot microSD penalizza fin da subito l’esperienza d’uso in questo senso. I soli controller utili possono essere collegati via Bluetooth, anche perché abbiamo un’unica porta USB, posizionata sul retro. Questo per ribadire che, nonostante non si comporti male su questo fronte, Mi Box 3 va inteso principalmente come box multimediale, e non come console Android, stile NVIDIA Shield, che rimane su tutto un altro livello.

E parliamo quindi di questa multimedialità. Molto buona, ma non ottima. Mi spiego meglio. Nei test di AnTuTu Video abbiamo avuto qualche problema con i file wmv, che altri box cinesi non hanno esibito. Non facciamone un dramma, perché difficilmente vi troverete ad usare spesso questo formato contenitore, ma in ogni caso è una nota da evidenziare. In generale i contenuti locali partono rapidamente, anche quelli in HDR, sebbene con qualche distinguo. Jellyfish 4K H.265 10-bit a 140 Mbps fa un po’ di fatica, più di quella della sua controparte H.264, non in HDR, con stesso bitrate. Xiaomi afferma sia necessario l’aggiornamento a Nougat per il supporto HDR, quindi possiamo dare la colpa a quello, anche se dobbiamo comunque spingerci a bitrate così elevati per notare dei problemi, perché con bitrate inferiori, come su Life of Pi, non abbiamo avuto alcun problema.

Tutto bene con altri formati/risoluzioni, anche VP9 4K come Eye of the storm, ed anche con il 4K di Google Play, che a quanto pare non è disponibile su altri box Android TV.

Punti a favore anche per il fatto che si tratta di un box certificato Netflix, al contrario dei classici box cinesi: potrete quindi sfruttare il noto servizio di streaming al meglio delle sue capacità, il che non è poco, se siete abbonati, e costituisce senz’altro un netto punto a vantaggio di questo Mi Box 3 rispetto alla maggior parte dei concorrenti.

Le prestazioni in generale sono in linea con la scheda tecnica: circa 35.000 punti su AnTuTu, poco meno di 4.000 su 3D Mark, e circa 3.600 su PC Mark. Sono valori attesi e pienamente nella media, ma devo dire che l’esperienza con alcuni giochi, Asphalt Xtreme in particolare, è stata più fluida del previsto, lasciando un piccolo disappunto per il fatto che, con un po’ di sforzo in più, anche l’aspetto ludico poteva essere maggiormente privilegiato.

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Rimane da parlare un po’ di Android TV come piattaforma, una cosa che facciamo raramente, a causa dello scarso numero di nuovi dispositivi presenti. I classici box cinesi adottano infatti un adattamento di Android per smartphone sul grande schermo, con interfacce spesso riscritte per essere meglio controllate da telecomando, ma che sotto sotto celano lo stesso Android che conoscerete dal vostro telefono. Su Mi Box 3 invece abbiamo Android TV, ovvero un’interfaccia in tutto e per tutto pensate per l’uso da remoto, non touch, e con ben integrata, almeno nelle app principali, la ricerca vocale, che spesso è un vero toccasana per velocizzare l’input con questo tipo di device. Le app che andrete ad installare dal Play Store inoltre, non sono le stesse presenti su smartphone, ma sono versioni pensate per il grande schermo, ed anche questo è un bonus non da poco.

C’è però un rovescio della medaglia, la cui colpa non è di Xiaomi ma di Google (e degli sviluppatori). Android TV non cresce, o comunque lo fa molto lentamente. Le app compatibili sono poche rispetto al totale di quelle presenti sul Play Store, pochissime in verità,  Abbiamo ad esempio il vecchio Asphalt 8 ma non il nuovo Asphalt Xtreme (che abbiamo provato caricando l’apk da pennina USB, anche se poi non compare nell’elenco delle app in home, ma va lanciato da “gestione applicazioni”), e per trovare un file manager funzionante siamo dovuti ricorrere al (pessimo) ES Gestore file. Ci sono le app standard per questo tipo di dispositivi, come YouTube, Vevo, Spotify, Netflix o Kodi, che è sempre lo stesso su ogni piattaforma, ed anche qui non delude. Abbiamo poi provato Rai.TV, Red Bull TV, ma per esempio Dplay non è compatibile, e non pensate nemmeno a Sky o altri servizi di streaming, ed in generale anche i giochi per Android TV non sono moltissimi.

Rispetto insomma ai classici box cinesi che vi permettono di installare un po’ di tutto dal Play Store, in questo caso il parco app è più limitato: sono escluse a priori quelle di nicchia, ed anche tra quelle “famose” non è che sia così scontato averle. Se per lo più vi bastano Netflix e Kodi, ottimo se avete un server DLNA domestico, siete a cavallo, ma se volete farne il vostro centro di streaming da altre fonti, non è così facile.

Xiaomi dal canto suo non è che abbia fatto troppo per arricchire l’esperienza di Android TV, come invece fatto da NVIDIA. Non potrete ad esempio montare cartelle di rete sulla Mi Box 3, ed a sua volta la memoria interna del box non sarà accessibile da altri PC in rete. Manca il supporto HDMI-CEC, mancano un po’ di controlli audio, manca insomma “qualcosa in più”, che magari potrebbe arrivare in futuri update, ma che per ora non c’è.

In ultima battuta sottolineiamo che, come tutti i dispositivi Android TV, “integra Chromecast“, ovvero potete inviare contenuti con tutte le app compatibili con Chromecast, superando in parte le limitazioni dette prima. Non è la stessa cosa che avere un’app nativa su Android TV, ed avrete bisogno di un ulteriore dispositivo che non sia il telecomando integrato, ma almeno così potrete ovviare a qualche mancanza.

7.5

Prezzo

Xiaomi Mi Box 3 non è venduto ufficialmente in Italia, come del resto gli altri prodotti Xiaomi. Noi l’abbiamo preso da GearBest, dov’è al momento in promozione a poco meno di 80€. Si tratta di una cifra superiore alla media dei box Android di pari performance, anche se dalla sua Mi Box 3 ha il bonus di Android TV, che è una rarità, e che in parte lo giustifica.

Foto

Giudizio Finale

Xiaomi Mi Box 3

7.8

Xiaomi Mi Box 3

Xiaomi Mi Box 3 è uno dei pochi esempi di Android TV in commercio e per di più supporta a pieno Netflix (al contrario dei tanti box cinesi) ed anche solo per questo merita attenzione. Quella che però potrebbe essere un'arma in più, da una parte si rivela anche un minimo handicap, perché le app compatibili con Android TV sono ancora poche rispetto al totale delle app Android. Se quello che cercate è un box per Netflix e Kodi, siete a cavallo; in caso contrario il prezzo (non stracciato) non vale la candela.

di Nicola Ligas
Pro
  • Android TV
  • Supporto HDR
  • Certificato Netflix
  • Interazione vocale
Contro
  • Poca memoria interna
  • Telecomando limitato al solo box
  • Prezzo non così aggressivo
  • Parco app di Android TV limitato