7.7

Remix Mini PC con Remix OS 2.0, la recensione (foto e video)

Nicola Ligas

David Ko, Jeremy Chau e Ben Luk, sono tre ex dipendenti Google, tutti e tre di origini cinesi, che hanno lavorato per circa un decennio a Mountain View, prima di spostarsi in Cina, per ragioni diverse. Durante il suo lavoro in Google, Ko si è dedicato in particolare alla pubblicità su dispositivi mobili, aiutando anche piccole aziende a passare online, e rendendosi così conto in prima persona delle potenzialità di Android non solo su smartphone, ma in teoria su qualsiasi tipo di dispositivo. Ma perché parliamo di queste tre persone in una recensione? Perché Ko, Chau e Luk sono gli uomini dietro Jide, l’azienda che ha realizzato Remix OS, il fork Android che troviamo a bordo del Remix Mini che ci apprestiamo a recensire e che già abbiamo visto all’opera su Nexus 10 e Remix Ultra-Tablet, l’altro dispositivo realizzato dall’azienda.

Attenzione però: Remix OS 2.0 a bordo di Remix Mini è una versione completamente rinnovata, che debutta su questo dispositivo, e che vorrebbe renderlo “il primo PC Android al mondo.” Ci riuscirà?

LEGGI LA RECENSIONE: Remix Ultra-Tablet (foto e video)

7.0

Confezione

Nella scatola, rigorosamente di cartone, di Remix Mini, troviamo il piccolo box al centro, e subito sotto un po’ di semplice manualistica, un cavo HDMIl’alimentatore da parete (nel nostro caso con presa americana, ma dovrebbe esserci la presa europea in quello ordinato da Kickstarter – in ogni caso quella di un adattatore non è una spesa che inciderebbe particolarmente sul prezzo complessivo).

Remix Mini PC -5

Manca qualsiasi tipo di periferica di controllo, e quantomeno una tastiera USB è necessaria per effettuare la prima configurazione (ma in generale avrete bisogno anche di un mouse, proprio come su un normale PC).

7.0

Hardware

Esistono due versioni di Remix Mini, con RAM e memoria interna differenti, ma quella più ridotta è praticamente scomparsa, ed ormai difficilmente la troverete in commercio. Il modello da noi provato è infatti il secondo.

  • CPU: Allwinner quad-core Cortex-A53 64-bit
  • GPU: Mali 400MP2
  • RAM: 1 / 2 GB DDR3L
  • Memoria interna: 8 / 16 GB eMMC espandibile (con microSD fino a 128 GB)
  • Connettività wireless: Wi-Fi n, Bluetooth 4.0
  • Porte: 2 x USB 2.0, Ethernet, full HDMI, jack audio, microSD
  • OS: Android 5.1 con Remix OS 2.0

Diciamo che per la media dei tanti mini PC, per lo più cinesi, che trovate sul mercato, Remix Mini non svetta particolarmente, ma nemmeno esibisce pecche evidenti, in particolare nel modello da 2 GB di RAM e 16 GB di memoria interna. Forse sono un po’ poche le due porte USB, perché se vi collegherete una tastiera ed un mouse le avrete già occupate entrambe: meglio quindi munirsi di un hub, o meglio ancora di periferiche Bluetooth. Peccato infine poi per l’assenza di supporto a reti Wi-Fi a 5 GHz, ma del resto non sono queste le più diffuse.

CPU e GPU sono sufficienti per far girare bene il sistema, per regalarvi qualche gioco, ma non si tratta comunque di una mini-console, ed i benchmark qui sotto fugheranno ogni dubbio in materia: siamo sul livello di uno smartphone di fascia bassa, nel senso che già il primo Moto G riusciva ad avere punteggi superiori, e se avete visto la nostra video recensione qui sopra, vi sarete accorti di come Asphalt 8 giri fluido ma le texture non siano certo le migliori che il gioco di Gameloft possa offrire.

In generale l’hardware riesce quindi a garantire un’esperienza abbastanza fluida, a patto di non esagerare con il multitasking, che un sistema di questo tipo invoglia a fare molto più di quanto non farebbe un Android tradizionale. Per certi versi, i pregi di Remix OS 2.0 penalizzano in parte l’esperienza di Remix Mini, ma ci arriveremo più in dettaglio a breve.

Jide ribadisce poi un particolare interessante, ovvero il fatto che l’assorbimento di Remix Mini si assesti sui 10W, un valore inferiore a quello di tanti mini PC Android, che arrivano tranquillamente anche a più del doppio.

7.5

Software

Se avete visto le nostre precedenti prove di Remix OS, vi sarete accorti di come, fino anche alla versione 1.5, questo fork di Android fosse sì più in chiave desktop della media, ma fosse comunque un sistema touch-friendly; più da tablet che da PC insomma, e non a caso è su un tablet simil-Surface che ha debuttato. Remix OS 2.0 è un’altra cosa.

Remix OS 2.0 è il primo Android da PC

Jide ha realizzato davvero un sistema desktop con Android più tradizionale, con scorciatoie, app in finestra ridimensionabili ed in esecuzione concorrente, clic destro, taskbar e tutta l’impostazione tipica dei PC tradizionali. Il gestore delle finestre funziona bene, ed in alto a sinistra è provvisto di un pulsante back che in alcuni casi può fare comodo e non va ad appesantire la taskbar, mentre in alto a destra potrete facilmente chiudere o ingrandire a tutto schermo l’applicazione, senza ricorrere allo scomodo e poco intuitivo pulsante vicino all’orologio, presente nelle passate edizioni di Remix OS.

Remix OS 2.0 screenshot - 2

Le interazioni con il mouse sono praticamente quelle che vi aspettereste, e di solito un clic destro porta una serie di opzioni conformi all’attesa, anche se in generale il sistema è abbastanza scarno di opzioni (es. le icone sul desktop non si allineano automaticamente a meno che non le forziate, nel qual caso vengono messe in ordine alfabetico e basta). Sono piccoli dettagli, piccole comodità cui Windows, OS X e Linux vi hanno probabilmente già abituato, e che in un sistema giovane come Remix OS devono ancora arrivare. Un altro esempio è la galleria, ora inclusa nel file manager, che si sposta di foto in foto solo con uno swipe (retaggio che è qui fuori contesto) e che in generale è un po’ lenta nel rendering. Sparita invece l’app email di Remix, presente nelle versioni precedenti.

Scordatevi poi, ad esempio, di trascinare un’immagine dal file manager in un documento Word: il drag and drop funziona a livello di interfaccia, ma la comunicazione tra app è un’altra cosa (potrete sempre condividere contenuti da una all’altra). Qui la colpa è di Remix OS solo in parte: il sistema operativo può essere diventato stile desktop quanto volete, ma le app non lo sono. Le app Android sono pensate per avere lo schermo tutto per sé ed essere eseguite una alla volta, non per affiancarsi e scambiarsi dati, come avviene su un normale PC.

Se avrete però l’accortezza di fare le cose in modo un po’ schematico e non avrete particolari pretese, Remix Mini farà tutto ciò che un mini PC potrebbe fare: navigazione, contenuti multimediali, gioco. Tutti non a livelli eccelsi, ma li farà con semplicità, tanto che lo potrete dare anche a chi non abbia mai visto un dispositivo Android in vita sua (esistono persone simili? NdR), ma abbia usato un PC, e non avrà problemi con Remix OS.

Software: Browser

Benchmark Remix Mini - 7

La navigazione con Chrome è abbastanza confortevole fino a 4-6 tab, a seconda del contenuto. Se però uno di questi fosse un video YouTube ed aveste altre app aperte in multitasking, difficilmente il filmato risulterà fluido. Il consiglio è quello di usare le app per ciò per cui le app sono nate (in questo caso riprodurre il filmato tramite l’app di YouTube e non il browser) ed in generale di non esagerare con il numero di finestre aperte, pena: rallentamenti e possibili crash. Ricordate inoltre che, a meno di non cambiare lo user-agent del vostro browser, i siti vengono di default visualizzati in versione mobile, e dovrete richiedere quella desktop.

La contraddizione di Remix OS su Remix Mini sta un po’ qui: il sistema mima così bene un ambiente desktop, che vi viene spontaneo usarlo come tale, ma l’hardware non è sufficiente per farlo e non è nemmeno detto che tutte le app lo siano, essendo nate per un’esperienza full screen e non non per essere eseguite fianco a fianco ad altre.

Software: Multimedia

Non sarà il re dei media center, ma Remix Mini si difende bene nella riproduzione video. Lo abbiamo sottoposto ai test di AnTuTu, senza installare player e codec di terze parti, e ne è uscito molto bene, presentando problemi per lo più solo con l’audio ac-3 e dts, e riuscendo a riprodurre anche contenuti in 4K, sebbene non con tutti i formati contenitori.

L’hardware supporta il decoding fino alla risoluzione 4K in H.265, ed anche l’encoding in H.264 a 1080p@60fps e 720p@120fps, casomai sentiste l’esigenza di creare qualche video (cosa che vi sconsigliamo).

8.5

Prezzo

Durante la campagna Kickstarter Remix Mini era disponibile a 20$ per la versione 1 GB / 8 GB e 40$ per quella 2 GB / 16 GB che abbiamo recensito. Adesso il prezzo è un po’ rincarato, e sullo store ufficiale è possibile acquistare quest’ultima per 70$. È sempre un ottimo prezzo, ma è quasi raddoppiato rispetto a quello di Kickstarter (che infatti è stato finanziato da quasi 15.000 utenti).

Foto

Giudizio Finale

Remix Mini

7.7

Remix Mini

Jide ha realizzato un mini PC Android che sebbene non svetti in quanto a prestazioni (ma lo fa con il prezzo), si distingue dalla massa per la qualità di Remix OS, che finalmente è riuscito a trasformare Android in un sistema desktop, in modo piuttosto convincente. Mancano ancora alcune comodità cui sarete abituati sul vostro PC, manca fluidità nel multitasking, ma il sistema operativo c'è, ed i progressi fatti dall'azienda negli ultimi anni lasciano ben sperare per il futuro. Se ne avete preso uno a 40$ su Kickstarter, avete fatto un affare!

Pro
  • Prezzo
  • Remix OS convincente come Desktop
  • Sistema facile e abbastanza funzionale
  • Il primo PC Android (più o meno)
Contro
  • Prestazioni non esaltanti
  • Alcuni aspetti software migliorabili
  • Nessuna periferica di controllo inclusa
  • Non tutte le app si adattano bene al grande schermo