App Standby Bucket classifica le app in 5 categorie per farvi risparmiare più batteria: ecco come! (foto)

Nicola Ligas

Android P ha introdotto una nuova funzione di gestione dell’alimentazione, chiamata App Standby Bucket. Si tratta di un modo per assegnare una priorità a ciascuna app per l’accesso alle risorse del sistema, in base a quanto l’utente utilizzi quella particolare applicazione. Ne abbiamo già parlato ieri nella nostra prova della seconda developer preview, ma adesso vediamo più in dettaglio cosa avviene dietro le quinte.

La funzione che attiva app standby bucket si chiama Batteria Adattiva, ed assegna uno dei 5 priority bucket disponibili per ciascuna app a seconda del nostro utilizzo.

  • Active: le app attualmente in uso. Questo include non solo le app in primo piano, ma anche se l’utente interagisce con una notifica, o se l’app ha lanciato un’attività, o se l’app ha una funzione di sincronizzazione associata con l’app in primo piano, per esempio. Se l’app è nell’active bucket, il sistema non impone restrizioni.
  • Working set: le app utilizzate spesso, ma non attive al momento. Per esempio una social media app che viene avviata la maggior parte dei giorni. Il sistema impone lievi restrizioni, sulla capacità di queste app di eseguire delle azioni in background o di far scattare degli allarmi.
  • Frequent: le app usate non tutti i giorni. Per esempio un’app per gli esercizi in palestra o la corsa all’aria aperta. Il sistema impone forti restrizioni sulle azioni in background e la capacità di far scattare allarmi, e mette anche un limite sui messaggi FCM (Firebase Cloud Messaging) ad alta priorità.
  • Rare: le app che non vengono usate spesso. Ad esempio quelle per prenotare una vacanza, o relative ad uno specifico hotel. Il sistema severe restrizioni sulle azioni in background, la capacità di far scattare allarmi, e la ricezione di messaggi FCM (Firebase Cloud Messaging) ad alta priorità. Viene limitata anche la sua capacità di connettersi ad internet.
  • Never : si riferisce alle app installate ma che non sono mai state lanciate. Vengono trattate alla stregua del bucket “rare”.

Questa nuova categorizzazione delle app, unita alle altre ottimizzazioni, Doze in primis, dovrebbe garantire quindi una maggiore autonomia ad Android P. A proposito di Doze, è opportuno sottolineare che le app in whitelist Doze sono immuni anche alle restrizioni di App Standby Bucket.

Al momento, nelle opzioni sviluppatore si trova l’elenco delle app con il relativo bucket di appartenenza, e potete cambiare manualmente l’appartenenza di un’app ad uno o all’altro. Ciò non vuol dire che col tempo il sistema non cambi nuovamente tale valore in base al vostro utilizzo.

Fonte: Google