Le nostre prime impressioni dal vivo su LG G7: cosa c’è di nuovo? (foto e video)

Nicola Ligas -

Abbiamo toccato con mano il nuovo LG G7, nuovo top di gamma fresco fresco di presentazione ed in arrivo in Italia verso fine maggio. Avendo trascorso con lui ancora troppo poco tempo per poter esprimere un qualsiasi giudizio conclusivo, ci siamo voluti concentrare su quelli che sono i tratti salienti di G7, per capire come LG abbia implementato certe funzioni, in parte già viste altrove, ed in parte no. Ecco quindi quali sono le impressioni che ci siamo fatti, ma prima vi consigliamo un ripasso alle specifiche ed ai punti salienti di G7, per comprendere meglio quanto riportato qui sotto.

Super Bright Display

È davvero molto luminoso, senza nulla da invidiare (ad occhio) al Galaxy S8+ che avevamo con noi. Purtroppo la giornata piovosa ci ha impedito di provarlo con la forte luce solare, ma dovrebbe riuscire a gestirla bene… con il vostro aiuto. Sì perché la luminosità automatica non è del tutto tale: la modalità Super Bright va infatti attivata manualmente, premendo un piccolo toggle a sinistra della barra della luminosità, come potete vedere dall’immagine qui sopra. Da una parte è bene avere pieno controllo su una modalità che di certo porterà al massimo il dispendio energetico del display, dall’altra gli automatismi fanno invece sempre piacere.

Non ci dilungheremo invece sul discorso notch New Second Display, così battezzato in onore del display secondario che abbiamo conosciuto già dai tempi di V10. Sappiate solo che di fabbrica, quando accenderete G7 per la prima volta, il notch è nascosto. Ci poi sono varie modalità di personalizzazione software, per colorarne le “corna” con varie tonalità, che abbiamo ampiamente mostrato nel filmato qui sotto, pertanto vi rimandiamo a quello.

Punti bonus per l’elevatissima risoluzione (1.440 x 3.120 pixel, al top tra i top di gamma 2018), ma non è un OLED (che pare rimarrà “esclusiva” della serie V), bensì un (buon) IPS.

Super Bright Camera

Sì, ad LG piace il termine “Super Bright“. Constatato l’ovvio, in questo caso si tratta di una modalità che tramite il pixel binning riunisce assieme 4 pixel in 1, per catturare immagini molto più luminose, a scapito della risoluzione. Si tratta di una modalità che, in questo caso, si attiva da sola quando state inquadrando un soggetto praticamente buio (la potete sempre disattivare se non voleste usarla, tramite un toggle a schermo), e funziona su entrambe le fotocamere posteriori, compresa quindi quella grandangolare.

Altra particolarità della fotocamera è la modalità AI CAM. Sì, ancora lei, quell’intelligenza artificiale che tutti vogliono per forza di cose gettare nella mischia (ne abbiamo già parlato in un altro articolo, quindi non ci dilungheremo). Premendo sull’omonimo collegamento, la fotocamera riconoscerà automaticamente la scena, o almeno ci proverà. Funziona piuttosto bene con le immagini-sample che abbiamo provato, che però erano appunto tali, ma dovremo verificarla meglio in scenari più realistici, dove magari ci possono facilmente essere elementi di disturbo. Una volta che il soggetto viene riconosciuto, c’è una piccola vibrazione del telefono, ed in basso a sinistra compare l’icona corrispondente a ciò che la fotocamera pensa stiate inquadrando (animali, ritratto, città, cibo, ecc.). Ci sono 19 scene diverse per le quali G7 è stato ottimizzato.

Negli scatti qui sotto trovate alcuni scatti che abbiamo realizzato al volo, che mettono a confronto le due fotocamere posteriori. Potete così apprezzare l’ampiezza del campo visivo del grandangolo, rispetto al sensore principale, ed il buon dettaglio di entrambi. Purtroppo i soggetti sono poco ispirati, ma come già detto il tempo (sia meteorologico che cronologico) è stato tiranno. Trovate anche alcuni selfie del vostro esimio me medesimo, per evidenziare invece la modalità ritratto, disponibile anche nella fotocamera frontale. Nella prima immagine la sfocatura è a livello medio, nella seconda a livello massimo: notate come i capelli, da sempre il particolare più difficile (soprattutto nel mio caso) non siano sempre impeccabili, soprattutto al massimo della sfocatura. Non sembra però una modalità così raffinata come quella dei Pixel 2, e questo discorso vale anche per le dual camera posteriori (vedi quanto mostrato nel filmato a fine articolo), ma ci ritorneremo senz’altro sopra dopo averla testata con più calma.

Boombox Speaker

Lasciando da parte il Quad-DAC ed il supporto DTS:X, che si possono apprezzare solo con l’ascolto in cuffia, abbiamo invece provato volentieri Boombox. Si tratta di una particolarità, questa davvero esclusiva di G7, che sfrutta un po’ tutta la scocca posteriore come cassa di risonanza. Sentirete infatti il retro dello smartphone vibrare in modo sostenuto appoggiandovi la mano sopra, ma il bello di questa modalità viene fuori quando appoggerete invece lo smartphone su una superficie vuota, come una scatola di cartone, magari traforata lateralmente. In questo caso sentirete non solo un aumento di volume, ma anche un suono più corposo, particolarmente nei bassi.

Il limite di questa modalità lo avrete già capito: intanto dovrete avere la superficie adatta per sfruttarla al meglio, e poi non parliamo comunque di un’audio stereo. I fori di uscita dello speaker sono quelli che vedete qui sopra, e tappandoli il suono risulta soppresso quasi del tutto, come negli altri smartphone simili. L’idea è insomma buona, ed anche molto efficace, ma solo a determinate condizioni. Non mancheremo comunque di metterlo alla prova su ogni superficie che ci verrà in mente, in sede di recensione.

Google Assistant (e Lens)

Sul fianco sinistro di LG G7, subito sotto al bilanciere del volume, abbiamo un tasto dedicato a Google Assistant, ed anche a Google Lens. Premendolo una volta, o anche tenendolo premuto, parlerete con l’assistente Google; con un doppio clic lancerete invece Lens. Tutto funziona esattamente come vi aspettereste, ma ci sono comunque un paio di cose che dovete sapere.

Anzitutto il tasto non è rimappabile, e sinceramente dubito lo sarà mai. Si tratta senz’altro del frutto di un accordo con Google, che non so quanto approverebbe, ma sembra che LG stia valutando la cosa: staremo a vedere, ma non mi farei illusioni per ora. Potete però disattivarlo del tutto, se non voleste usarlo affatto, ed in questo modo non correrete nemmeno il rischio di attivarlo per errore.

Per quanto riguarda invece Lens, al momento funziona solo impostando la lingua di sistema in inglese. E sembra funzionare anche molto bene: inquadrando dei fiori, ad esempio, non vi dice un semplice “sono dei fiori”, ma prova a fornirvi anche informazioni sul tipo di pianta in questione, e sembra anche riuscirci bene. Certo è che per valutare davvero Lens ci vorranno tante prove pratiche e se pensate che Google l’ha annunciata lo scorso anno ma ancora è in pratica in beta, questo la dice lunga sul suo sviluppo ed anche sulla sua complessità.

Varie ed eventuali

Come già detto abbiamo voluto dare risalto ad alcune peculiarità dello smartphone, in particolare quelle che si vedono meglio in video, ma il discorso non finisce qui. Tutto ciò a cui abbiamo accennato va comunque approfondito, e ci sono aspetti quali impermeabilità e resistenza (G7 supera anche diversi standard militari: non è uno smartphone rugged, ma comunque dovrebbe avere una resistenza superiore alla media), o l’autonomia, che non abbiamo potuto valutare minimamente. A proposito di quest’ultima, nonostante la batteria da 3.000 mAh non sia da primato in quanto a capacità, LG parla di un consumo ridotto del 30% rispetto al predecessore. Sulla carta non è affatto poco, ma non chiedeteci appunto giudizi in merito ora perché è impossibile darli.

C’è però un dato importante che non avevamo detto ieri, al momento del lancio. In Italia non arriverà LG G7+. Sul nostro mercato ci sarà cioè solo il modello da 4/64 GB, al prezzo consigliato di 849€, e sarà disponibile presso la grande distribuzione e con tutti i principali operatori verso fine maggio/inizio giugno. Questo speriamo contribuirà ad avere in tempi brevi delle offerte interessanti al riguardo, ma lo scopriremo solo tra qualche tempo. Per adesso, gustatevi la nostra video anteprima qui sotto.

P.S. Sì, l’ho chiamato praticamente sempre LG G7 e non LG G7 ThinQ, e credo che più o meno tutti faranno così, nei secoli dei secoli.

Video Anteprima LG G7

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