Dovremmo stare attenti alle app che usano i bambini: oltre 3.300 tracciano impropriamente i loro dati

Vincenzo Ronca

Alcuni ricercatori delle Università di Berkeley, British Columbia e Calgary hanno svolto una ricerca per rilevare come si comportassero le app dedicate ai bambini presenti sul Play Store in termini di tracciamento dei dati e rispetto delle norme relative ad essi. I risultati non sono confortanti: 3.337 di queste app collezionano dati in modo improprio, violando la legge statunitense sul tema dei minori COPPA (Children’s Online Privacy Protection Act).

In particolare sulle 5.855 app analizzate con uno specifico tool, 281 di esse raccolgono dati relativi ai contatti ed alla posizione senza chiedere l’approvazione dei genitori. Inoltre, 2.281 di queste app violano le norme Google in termini di favoreggiamento al tracciamento sui siti web, circa il 40% delle informazioni trasmesse dalle app non viene trasferito con misure di sicurezza ragionevoli ed il 92% (ovvero 1.280 app) con collegamenti a Facebook non utilizza correttamente il flag relativo alla limitazione dell’uso del social network per i minori di 13 anni.

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Sebbene questi numeri siano allarmanti, non possono essere confermate delle responsabilità legali. Queste ultime dovranno essere appurate dalla FTC statunitense (Federal Trade Commission) che regola la questione. Rimane il fatto che da questo studio emerge anche l’evidenza che Google e gli sviluppatori di app per bambini dovranno impegnarsi maggiormente per rientrare nei termini previsti dal COPPA e che non bastano i classici e semplici controlli sull’età ed i permessi richiesti ai genitori.

La parte più difficile da analizzare e regolamentare è quella della condivisione dei dati relativi alle app, per la quale gli sviluppatori potrebbero anche non essere informati completamente. Considerando l’ammontare giornaliero delle nuove app che vengono pubblicate sul Play Store, circa 2.700 al giorno, capiamo come possa essere difficile effettuare un controllo accurato e che potrebbe essere adottato uno strumento automatizzato simile a quello usato in questo studio.

Infine, precisiamo che i dati relativi a questo studio si riferiscono soltanto ad app dedicate alla piattaforma Android, non sono state analizzate quelle per iOS e che non è stata pubblicata la lista delle app prese in considerazione. Per tutti gli ulteriori dettagli vi lasciamo la pubblicazione completa relativa allo studio.

Via: Engadget