Xposed senza modding non è più un miraggio, grazie a VirtualXposed

Edoardo Carlo Ceretti Addio a sblocco del bootloader, root e modifiche del sistema? Il progetto promette bene, ma è ancora allo stadio iniziale.

Tutti i più assidui frequentatori dell’universo del modding Android hanno utilizzato, almeno una volta nella vita, Xposed Framework. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un framework modificato dalle potenzialità quasi infinite, grazie alla sua natura modulare. Tuttavia, trattandosi di una modifica del sistema, ha sempre richiesto lo sblocco del bootloader e i privilegi di root. Ma se non fosse più così?

Uno sviluppatore indipendente – conosciuto con il nome di weishu – ha infatti pubblicato sul forum di XDA un’app chiamata VirtualXposed, che si prefigge l’ambizioso obiettivo di svincolare Xposed e i suoi moduli dalle operazioni di modding puro. Per farlo, si è servito di VirtualApp e di una serie di moduli Java, riuscendo a far funzionare Xposed senza alcuna necessità dei permessi di root.

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Nella pratica, VirtualXposed – installabile tramite un semplice apk – va a creare un ambiente software virtuale parallelo in cui installare Xposed e i vari moduli. Ciò però significa che le modifiche lì attuate non avranno alcun collegamento con il sistema vero e proprio. Dunque, se intendessimo utilizzare un modulo che estenda le potenzialità dell’app YouTube per esempio, sarebbe necessario installare ed utilizzare YouTube nell’ambiente virtuale.

Inoltre, soltanto una scarna selezione di moduli sono attualmente compatibili con VirtualXposed. Al momento quindi, si tratta di un’esperienza poco funzionale e assolutamente non integrata con il sistema. Non è chiaro quanti margini di miglioramento possa avere questo progetto (completamente open source), ma se foste curiosi di provarlo o voleste sostenerlo, qui trovate il topic relativo sul forum XDA, mentre in questa pagina tutte le informazioni sul progetto.