HTC e Motorola non sono mica Apple: nessun rallentamento per i dispositivi più vecchi (aggiornato: anche Samsung e LG)

Vezio Ceniccola -

Le dichiarazioni di Apple in merito alle procedure adottate per diminuire le prestazioni dei vecchi iPhone hanno scatenato molte critiche da parte degli appassionati di tecnologia. Molti utenti Android si sono chiesti se tale metodologia sia adottata anche da qualche altro produttore e grazie a The Verge possiamo avere oggi le prime risposte da parte di HTC e Motorola.

Alcuni portavoce delle due società hanno rivelato al sito americano che né sugli smartphone HTC né su quelli Morotorola vengono messe in atto procedure per rallentare le unità di calcolo e, dunque, evitare il throttling esagerato. Tale metodo, utilizzato da Apple per assicurare una vita più lunga alle batterie usurate, non rientra nei piani delle due società e non si applica in nessun modo ai loro prodotti.

Risposte nette e precise, che non lasciano spazio ad ulteriori dubbi e rassicurano i clienti che hanno acquistato dispositivi delle due aziende. È evidente come il tema dell’obsolescenza programmata sia molto fastidioso sia per gli utenti che per gli stessi produttori, dunque è molto importante che HTC e Motorola abbiano sgombrato il campo da possibili critiche su questo argomento.

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The Verge ha già contattato anche Google, Samsung, LG e Sony ponendo loro la medesima domanda, ma per adesso tali aziende non hanno ancora fornito una risposta. In attesa di ulteriori conferme, non ci resta che augurarci che in futuro i produttori di dispositivi tecnologici possano essere quanto più chiari possibile con i propri clienti, per dare loro il supporto e le informazioni necessarie in ogni momento, anche per quanto riguarda gli aggiornamenti software.

Aggiornamento29-12-2017 ore 11:20

Rispondendo a precisa domanda del sito Phone Arena, anche Samsung e LG hanno confermato che non hanno mai adoperato la metodologia di Apple per ridurre le prestazioni dei propri dispositivi, e mai lo faranno in futuro.

Dunque anche le due società coreane si sono messe al sicuro dagli strascichi provocati da tale vicenda, ma si attendono ancora risposte da Google e da altre importanti aziende tecnologiche.

Via: The Verge, Phone Arena
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