OxygenOS raccoglie diversi dati dei suoi utenti: ecco come evitarlo (in parte) e perché (forse) non preoccuparsi

Nicola Ligas -

Un articolo pubblicato ieri su un blog sicurezza e tecnologia (per essere esatti è l’aggiornamento di un precedente articolo che aveva già puntato il dito) ha riportato l’attenzione su quella che è una caratteristica già emersa in passato di OxygenOS, ovvero che il firmware presente in tutti gli smartphone OnePlus raccolga un sacco di dati a fini analitici. Forse anche troppi: è questo il punto.

Parliamo di anche di IMEI, indirizzo MAC, informazioni sulle reti mobili a cui lo smartphone è connesso (tra cui il numero di telefono) e perfino il numero di volte che ogni app è stata avviata.

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Di fronte ad una notizia del genere ci sono sostanzialmente due modi di reagire: gridare allo scandalo, come fatto ad esempio da Android Police che definisce OnePlus “il peggior produttore del pianeta“, o predicare calma, come fatto da Android Central; e tra le due posizioni, per adesso, sposiamo la seconda. Vediamo infatti qual è stata la replica di OnePlus:

We securely transmit analytics in two different streams over HTTPS to an Amazon server. The first stream is usage analytics, which we collect in order for us to more precisely fine tune our software according to user behavior. This transmission of usage activity can be turned off by navigating to ‘Settings’ -> ‘Advanced’ -> ‘Join user experience program’. The second stream is device information, which we collect to provide better after-sales support.

Trasmettiamo in maniera sicura, via HTTPS ad un server Amazon, due differenti flussi di dati analitici. Il primo sono statistiche d’uso, che raccogliamo per affinare il nostro software in base ai comportamenti degli utenti. Questa trasmissione di attività dell’utente può essere disattivata in Impostazioni -> Avanzate ->  Iscriviti allo User Experience Program. Il secondo flusso di informazioni riguarda il dispositivo stesso, che raccogliamo per fornire miglior supporto post-vendita.

OnePlus poteva essere più trasparente in merito a quello che chiama “user experience program”? Senz’altro, anche perché, attivandolo o disattivandolo, non riceverete alcuna spiegazione su ciò che faccia. Ora che sapete come fare però, se siete preoccupati che OnePlus sappia quante volte avete avete avviato Angry Birds, potete prevenirlo.

Riguardo i dati sul dispositivo in sé, che supponiamo includano IMEI, MAC e seriale, si potrebbe senz’altro auspicare che anche la loro condivisione sia opzionale, ma quanti di questi dati sono davvero fonte di preoccupazione? Se il produttore del tuo smartphone conosce il tuo IMEI, in che modo questo può nuocerti? E non è che magari così facendo riesce anche ad offrirti un servizio migliore, come affermato da OnePlus?

La principale colpa di OnePlus ci sembra insomma, come spesso accade, il fatto di volersi sostituire all’utente nel sapere ciò che è meglio per lui. Basterebbero più chiarezza e la possibilità di aderire o meno per rendere questo problema un non-problema.

C’è poi un’ultima osservazione da fare: OnePlus viene spesso passata al setaccio ed ogni suo errore è prontamente ed anche giustamente evidenziato, ma siamo proprio sicuri che gli altri produttori siano innocenti? Per definire qualcuno “il peggiore al mondo” bisognerebbe avere chiaro il quadro generale, e sapere di preciso cosa Samsung, LG, Sony, HTC ecc. ecc. registrino effettivamente dei propri utenti. Una volta che il puzzle sarà completo, saremo più che lieti di puntare il dito.

OnePlus 2 4GB

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