Nexus, Android One e Google Pixel: in cosa sono simili, in cosa sono diversi

Nicola Ligas -

Nexus, Android One, Pixel e, perché no, anche i Google Play Edition (sebbene non esistano più e non siano mai arrivati in Italia). Sono questi i nomi degli smartphone che più di tutti gli altri sono (stati) espressione di Google e di Android stock; ma con delle differenze.

Ad un giorno dal lancio dei Pixel 2, vediamo quindi di ripercorrere brevemente la storia di questi modelli e di capire bene cosa li leghi, e cosa li distingua.

Nexus

I Nexus furono lanciati per la prima volta nel 2010 con Nexus One, prodotto da HTC. Negli anni successivi sono arrivati vari Nexus S, Galaxy Nexus, Nexus 4, Nexus 5, Nexus 6 e Nexus 5X e 6P assieme. Ci sono poi anche i tablet: Nexus 7, Nexus 10, Nexus 7 (2013) e Nexus 9. Infine segnaliamo anche Nexus Player, e l’aborto Nexus Q, che quasi nessuno ricorderà

Delle tre famiglie di prodotti Google citati, i Nexus sono gli unici “estinti”, ormai sono fuori produzione. Nulla lascia pensare a nuovi modelli futuri, ma ad oggi alcuni dei Nexus rappresentano ancora i dispositivi Google più amati.

I Nexus furono infatti lanciati come prodotti destinati agli sviluppatori, per “spingere in avanti” la piattaforma Android, e sono sempre stati i primi a ricevere una nuova versione di Android, oltre che ad essere proprio i dispositivi di lancio di ogni major release.

Grazie a Nexus 4 e 5 in particolare, divennero però popolari anche per l’ottimo rapporto qualità/prezzo, anche se poi questo è andato scemando negli anni a venire.

Produzione

I Nexus sono stati realizzati da vari partner di Google, spesso diversi a seconda dell’anno di produzione. LG, Samsung, HTC, Motorola e Huawei si sono tutte avvicendate nella realizzazione degli smartphone, mentre nei tablet abbiamo anche ASUS.

Alcuni Nexus hanno ripreso abbastanza fedelmente la scheda tecnica di altri modelli della rispettiva azienda (vedi Nexus 4 – Optimus G), altri hanno invece avuto maggiore originalità. In ogni caso non sono mai stati commercializzati come dispositivi Google veri e propri, tanto che il brand della casa produttrice rimaneva impresso sulla scocca, a fianco di quello di Google (o del nome Nexus)

Aggiornamenti

Google si è sempre occupato dello sviluppo software e dell’aggiornamento dei Nexus, tanto che “Nexus” e “aggiornato” sono in pratica sinonimi. I dispositivi Nexus hanno ricevuto “aggiornamenti della versione Android per almeno due anni dalla data di introduzione del dispositivo sul Google Store“. Oltre a questo, i Nexus hanno ricevuto gli aggiornamenti di sicurezza “per almeno tre anni dalla data di introduzione del dispositivo sul Google Store o per almeno 18 mesi dall’ultima vendita del dispositivo sul Google Store“.

In pratica, Google si faceva carico del software, i suoi partner dell’hardware.

Android One

Gli Android One furono introdotti per la prima volta nel 2014, come dispositivi destinati ai mercati emergenti. Le cose stanno però cambiando, anche in Italia. Abbiamo infatti avuto i nostri primi Android One nella primavera 2017, con General Mobile, ed anche negli USA il recente Moto X4 è stato venduto anche in versione Android One.

Produzione

Proprio come per i Nexus, gli Android One sono realizzati dai partner di Google. Inizialmente per lo più brand locali indiani, ma nel corso del tempo anche altri. Proprio recentemente abbiamo infatti parlato della seconda giovinezza di Android One, in procinto di fiorire. Xiaomi, Motorola ed (a breve) HTC sono brand di primo piano che hanno deciso di sposare il progetto Android One, che abbandona i soli mercati emergenti, e potrebbe diventare un nuovo termine di paragone anche in quelli occidentali.

Aggiornamenti

Qui spesso casca il proverbiale asino. Al lancio dei primi Android One, si parlava di aggiornamenti diretti da parte di Google; come sui Nexus in pratica. La cosa fu però smentita pochi mesi dopo, forse anche a causa delle scarse vendite. Fatto sta che gli Android One non sono aggiornati direttamente da Google, ma è il loro produttore che deve farsi carico della distribuzione degli update. Come riporta infatti il sito di supporto Google:

I telefoni Android One ricevono la versione più recente di Android dai partner hardware di Google. I partner di Google inviano aggiornamenti in base alle loro pianificazioni e cercano di renderli disponibili nel più breve tempo possibile.

Questo da una parte può portare anche dei vantaggi. Sebbene il sistema sia di per sé stock, sono infatti possibili delle piccole eccezioni. Ad esempio, su Mi A1 l’app della fotocamera non è quella di Google ma quella di Xiaomi, che ci aspettiamo sia maggiormente ottimizzata per l’hardware dello smartphone. Di contro, gli aggiornamenti non sono così rapidi come quelli dei Nexus/Pixel, né così garantiti.

A questo proposito, secondo quanto riportato da Google, gli Android One dovrebbero essere aggiornati per almeno 18 mesi dal lancio, ed almeno con un major update del sistema operativo e “numerosi aggiornamenti di sicurezza minori“.

Pixel

I primi smartphone Pixel sono stati lanciati nel 2016, ed a breve è attesa la seconda generazione. Sono i più “giovani” delle famiglie citate, e sono anche “il futuro” dei dispositivi pure Google. O almeno sono il futuro che intravediamo quest’oggi.

Produzione

A differenza dei Nexus, Google non cura solo il software dei Pixel, ma soprassiede (difficile dirne il grado esatto) anche alla progettazione dell’hardware, la cui realizzazione è comunque demandata ad aziende terze (non c’è nulla di strano, è ciò che fanno anche tantissimi altri produttori, vedi Apple-Foxconn). I primi Pixel sono infatti stati assemblati da HTC, mentre i Pixel 2 da LG e da HTC, ma a differenza dei Nexus, il nome di LG o HTC non appare da nessuna parte sulla scocca degli smartphone.

I Pixel, assieme ad altri dispositivi, sono infatti venduti come Made by Google, e sebbene questo possa non essere esattamente vero in senso letterale, la direzione intrapresa è quella. Ed ora che parte del team HTC lavora in Google, lo è ancora di più.

Aggiornamenti

Tempi e modi di aggiornamento dei Pixel sono del tutto identici a quelli dei Nexus. 2 anni di aggiornamenti del sistema operativo, 3 anni per le patch di sicurezza. Con promessa di update entro due settimane dal rilascio, per dispositivi acquistati dal Google Store.

E i Google Play Edition?

I Google Play Edition sono uno degli esperimenti (falliti) di Google. Venduti negli USA per un paio di anni circa, tra 2013 e 2014, i Play Edition non erano altro che delle versioni con Android stock di analoghi smartphone già in commercio con l’interfaccia personalizzata dal produttore di turno. Abbiamo avuto Moto G Play Edition, HTC One (M8) Play Edition, Galaxy S4 Play Edition, e pochi altri.

Attenzione però, perché nemmeno i Play Edition sono stati aggiornati direttamente da Google. Google ha lavorato “a stretto contatto con i produttori per fornire aggiornamenti di sistema poco dopo il rilascio di una nuova versione Android“, il che sembra anche più di quanto fatto con Android One, ma in ogni caso erano gli OEM a farsi carico degli aggiornamenti (e forse anche per questo non se ne curavano abbastanza, avendo già in vendita gli stessi smartphone ma con i loro servizi e non con quelli di Google).

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