Le novità di Android O: dai font scaricabili all’autocompletamento per le app

Nicola Ligas

Al Google I/O 2017, Dave Burke, VP Engineering di Android, ha annunciato alcune novità piuttosto interessanti che arriveranno con Android O. Dato che si tratta di un’anteprima che ancora non possiamo toccare con mano, la riassumeremo brevemente qui sotto.

  • Notification dot: sono dei piccoli “pallini” che appariranno a fianco all’icona delle app quando ci sarà una notifica non letta. Una pressione prolungata vi darà una breve preview del contenuto della notifica, in un piccolo “fumetto”. Più o meno è la stessa cosa che avreste tirando giù la tendina delle notifiche, ma vogliamo osservare meglio in azione questa funzione prima di giudicarla. C’è comunque un’animazione relativa, che troverete a fine articolo
  • Autofill per le app: l’autocompletamento dei form, che probabilmente conoscerete da Chrome, arriva anche nelle app. Reinstallando Twitter, ad esempio, i nostri dati di login sarà lì pronti, senza bisogno di inserirli manualmente.
  • Selezione del testo intelligente: indirizzi, nomi, numeri di telefono ed altro saranno selezionabili semplicemente con un doppio tap. Non dovrete più usare delle frecce per rifinire la selezione e soprattutto vi verranno anche presentate alcune opzioni, come l’icona di Maps cliccando su un indirizzo, o quella del telefono cliccando su un numero.

Ci sono però altre novità, tutte correlate alla sicurezza dei dispositivi Android, sulla quale Google ha insistito in modo particolare.

  • Google Play Protect: in realtà ne abbiamo già accennato. Si tratta di una suite di servizi che vanno dalla scansione delle app al ritrovare uno smartphone smarrito. In pratica un nuovo modo di fare cose “vecchie”.
  • Tempi di boot: sui Pixel sono in pratica dimezzati, ed anche le performance delle app sono migliorate sensibilmente, il tutto grazie al cambio di versione e senza toccare una linea di codice delle app.
  • Background limit: per evitare comportamenti anomali, sono stati introdotti dei limiti alle attività in background, in particolare relative alla posizione ed al Wi-Fi, e conseguenti modifiche a come le app girano in background. Questi limiti dovrebbero evitare anomali battery drain, e pertanto aumentare l’autonomia.

Finisce qui? No, perché in mezzo alla mischia sono stati buttati anche i font scaricabili e nuove emoji. Vorremmo avere delle immagini da mostrarvi, ma purtroppo si tratta solo di due nomi citati in fretta e furia, senza video o foto a corredo.

Nota a margine: il linguaggio di programmazione Kotlin è ora supportato in Android; un particolare che interesserà in particolare agli sviluppatori, ma che non potevamo non citare.