Un giro di vite sulle privacy policy mette a rischio la permanenza di milioni di app sul Play Store, e forse è un bene

Nicola Ligas

Nelle ultime ore, Google sta inviando delle email agli sviluppatori Android avvertendoli della possibilità di “limitare la visibilità” o addirittura di rimuovere le loro app dal Play Store, dato che queste violano la User Data policy dell’azienda. Qual è il problema? Nella maggior parte dei casi la mancanza di una esplicita privacy policy per ciascuna app. Gli sviluppatori che avessero ricevuto questo messaggio hanno tempo fino al 15 marzo per adempiere alle richieste di Google, o andranno incontro alle sanzioni di cui sopra.

Detta così può sembrare una cosa negativa, ma non è affatto detto che lo sia, dato che ad essere colpite (sempre che si arrivi a tanto) saranno molto probabilmente le app più vecchie, “parcheggiate” sul Play Store senza che nessuno si curi più di loro, per non parlare delle “app spazzatura“, che difficilmente avranno dietro un team che si occupi di simili cose. Per uno sviluppatore che invece abbia a cuore il proprio lavoro, dovrebbe essere piuttosto semplice adempiere alle richieste di Google, anche perché di tempo ce n’è in abbondanza.

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Quella che è quindi nata, probabilmente, come una mossa in risposta alle esigenze di privacy degli utenti, potrebbe rivelarsi più utile del previsto per tutti, facendo una dovuta pulizia sul Play Store che aiuti così ogni utente a trovare facilmente contenuti rilevanti piuttosto che cloni e app di scarsa qualità o poco seguite. A seguire trovate uno screenshot della lettera che sta circolando tra gli sviluppatori: qualcuno di voi l’ha ricevuta?

Via: The Next Web