1App ha messo Android sul cloud per offrirlo in streaming su qualsiasi sistema operativo mobile, e non solo

Nicola Ligas -

Avete un iPhone e volete un’app/gioco per Android che non c’è sull’App Store? Nessun problema, ci pensa 1App, una startup californiana che, facendo leva sul cloud computing, rende in pratica le app Android disponibili in streaming su qualsiasi sistema operativo mobile. Pensate a Netflix e applicatelo alle app, e più o meno avrete capito il concetto.

Tutto era partito pensando al gaming, ma il passaggio a qualsiasi tipo di contenuto è stato facile. L’idea è che in questo modo sia possibile provare al volo un’applicazione, senza installarla né acquistarla, un po’ come si ripropongono di fare le Instant App di Google, soltanto che queste ultime sono limitate ad Android.

1App ha creato un sistema operativo proprietario, chiamato OneOS, e che è stato costruito con lo specifico scopo di girare nel cloud, pur essendo basato sui sorgenti di Android, in modo da consentire alle app Android di girarvi in modo nativo, senza alcun adattamento da parte degli sviluppatori, come schematizzato dall’immagine seguente.

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Anche funzionalità particolari, come pagamenti e notifiche, dovrebbero funzionare, personalizzate per ciascun utente (immaginiamo ovviamente salvando parte dei dati in locale, ma qui si pongono diversi problemi di protezione dei dati sensibili), anche perché le app risiedono tutte sui server di 1app. Tutto ciò che occorre per accedervi è un link, chiamato InstantClick, che potrà poi essere condiviso con qualsiasi mezzo e utilizzato su Android, iOS, Windows ed anche smart TV o PC.

L’idea sembra insomma eccellente, e per molteplici scopi: dalle campagne promozionali, al semplice prova-prima-di-comprare, allo sviluppo, ed a tanto altro. Le problematiche sono altrettanto evidenti: sicurezza, privacy, performance (quando c’è di mezzo lo streaming, la rete diventa sempre un nodo cruciale), controlli (le app Android sono pensate per schermi touch) e altro. Se 1app saprà risolverli tutti efficacemente, avrà una chance di diventare  “l’azienda su cui gireranno la maggior parte delle app“, come auspica il suo CEO Raheel Hasan. Obiettivo importante, e non certo facile.

Via: Venturebeat