Ecco perché Galaxy Note 7 poteva esplodere e cosa farà Samsung per evitare il ripetersi di simili incidenti

Nicola Ligas -

Samsung ha svelato i risultati delle indagini condotte su Galaxy Note 7, per determinare le cause che hanno portato all’esplosione di numerosi modelli. In seguito ai primi problemi, Samsung ha richiamato lo smartphone dalla vendita ed ha realizzato delle nuove unità che avrebbero dovuto risolvere il problema, ma che invece sono andate incontro al medesimo destino, causando anche alcuni feriti. La conseguenza di ciò è stato il ritiro dello smartphone dal commercio e la cancellazione definitiva della sua produzione.

Quali sono stati i problemi di Galaxy Note 7

In base a quanto concluso da Samsung, ci sono quindi state due problematiche diverse: la prima relativa alle batterie impiegate inizialmente da Galaxy Note 7, e la seconda relativa anche alle batterie sostitutive. Il primo errore è esattamente quello ipotizzato a suo tempo, ovvero l’accidentale contatto di catodo ed anodo, questo perché l’elettrodo negativo poteva venire flesso nell’angolo in alto a destra della batteria (a noi questo sembra anche un difetto di progettazione generale, ma Samsung afferma che non ce ne sono stati altri, né nel design né nella produzione dello smartphone). Ciò è stato possibile anche a causa del posizionamento errato della punta dell’elettrodo negativo, che veniva a trovarsi in una posizione troppo sporgente, facilitando la flessione di cui sopra.

Questo ha causato le esplosioni iniziali, cui è seguito il pronto ritiro dal commercio da parte di Samsung, e la conseguente sostituzione delle batterie difettose, ma dato che il diavolo fa le pentole e non i coperchi, l’eccessiva fretta di Samsung nel rimettere in commercio il phablet è stata cattiva consigliera, perché ha impedito all’azienda di condurre i test necessari per assicurarsi che le batterie sostitutive fossero esenti da difetti. Queste ultime avevano infatti dei problemi di saldatura, che hanno causato nuovamente contatti tra elettrodo positivo e negativo; per di più, in alcune delle nuove batterie era assente il nastro isolante tra i due elettrodi, facilitando così l’insorgere del problema.

Vista così sembra una coincidenza quasi diabolica: due diversi tipi di difetti, entrambi con stesse catastrofiche conseguenze. La logica vorrebbe appunto che ci fosse qualche difetto comune a monte, ad esempio nell’alloggiamento della batteria o nel design dello smartphone stesso, ma le indagini di Samsung e dei suoi partner non ne hanno rilevato alcuno. Nel link alla fonte trovate numerosi PDF con i singoli risultati delle varie indagini. A seguire trovate un’infografica che spiega quanto appena illustrato.

Perché non si ripeteranno

Per evitare che in futuro possano verificarsi nuovamente casi analoghi, Samsung assicura di aver preso tutte le misure preventive necessarie. In particolare l’azienda farà leva su un test delle batterie organizzato su otto livelli (resistenza, analisi visiva, raggi X, disassemblaggio, carica e scarica, TVOC test, uso accelerato, △OCT test). Inoltre l’azienda metterà in atto dei protocolli di sicurezza in base a standard più rigidi, e non solo in merito alle batterie, ma in generale sul design dei suoi prodotti e sui materiali impiegati, non da ultimo migliorando anche gli algoritmi software che controllino temperatura, flusso di corrente e durata della ricarica.

Samsung ha inoltre istituito un “battery advisory group“, un gruppo di consulenti esterni costituito da ricercatori ed esperti, per assicurarsi che l’azienda mantenga una prospettiva chiara ed oggettiva in merito alla sicurezza delle batterie. Tra questi vengono citati membri delle Università di Cambridge, Berkeley, Stanford e altri. Le eventuali “scoperte” fatte saranno inoltre condivise con le altre industrie del settore, per assicurarsi che tutti siano più sicuri.

A seguire trovate un video ed alcune immagini che spiegano quanto appena detto e che illustrano come Samsung ha condotto le sue indagini su Galaxy Note 7.

Fonte: Samsung