Samsung commenta sul Note 7 sostitutivo “esploso” in aereo, e nel frattempo un’altra persona finisce in ospedale

Andrea Centorrino -

Questa storia dei Galaxy Note 7 che prendono fuoco è diventata una bella gatta da pelare per Samsung: a tre giorni dalla notizia di un modello sostitutivo che prende fuoco su un volo di linea, l’ufficio relazioni pubbliche della società rilascia un nuovo commento, nel quale non vengono ancora chiarite le cause dell’incidente. In più, sembra che la società abbia tenuto segreta l’esplosione di un altro modello sostitutivo, questa volta con conseguenze più gravi per il proprietario.

Se in un primo momento la società chiedeva del tempo per poter analizzare il dispositivo ed indagare, il comunicato appena rilasciato si limita a prender (ancora) tempo ed a rassicurare i clienti che si sta facendo tutto il possibile per indagare e per garantire la loro sicurezza:

Samsung understands the concern our carriers and consumers must be feeling after recent reports have raised questions about our newly released replacement Note7 devices. We continue to move quickly to investigate the reported case to determine the cause and will share findings as soon as possible. We remain in close contact with the CPSC throughout this process. If we conclude a safety issue exists, we will work with the CPSC to take immediate steps to address the situation. We want to reassure our customers that we take every report seriously and we appreciate their patience as we work diligently through this process.

LEGGI ANCHE: I Note 7 sostitutivi si riscaldano? Per Samsung non è un problema

Il comunicato è stato rilasciato, probabilmente, anche per sminuire la decisione presa da diversi operatori americani di permettere ai propri clienti di sostituire Galaxy Note 7 non soltanto con un modello “sicuro”, ma con qualunque altro smartphone disponibile a listino. Un altro problema riguarda l’uomo recentemente finito in ospedale a causa di un altro modello sostitutivo, che Samsung ha cercato di tenere nascosto.

Michael Klering è stato svegliato alle 4 del mattino di martedì scorso dal fumo sviluppato dal proprio Galaxy Note 7 in fiamme. Domato l’incendio, in giornata l’uomo si è dovuto recare al pronto soccorso dopo aver “vomitato nero”: i medici hanno diagnosticato una bronchite acuta dovuta alle inalazioni di fumo.

Il problema, forse ancor più grave, si è presentato quando Klering ha contattato Samsung, che si è subito offerta di prendere il Note 7 per analizzarlo: il proprietario non ha voluto separarsi dallo smartphone, in quanto prova, e sotto la sua supervisione è stato passato ai raggi X.

LEGGI ANCHE: Qual è il miglior smartphone Android?

Intrattenendo una conversazione via SMS con il suo contatto nella società, Klering ha ricevuto un SMS evidentemente non indirizzato a lui, ma che faceva esplicito riferimento alla sua situazione. In sostanza, il dipendente Samsung avrebbe cercato di “rallentarlo” per evitare la causa legale che Klering minacciava di intentare, e chiedeva consiglio se lasciarlo fare o meno:

Just now got this. I can try and slow him down if we think it will matter, or we just let him do what he keeps threatening to do and see if he does it

Samsung non si è ancora espressa in merito, e Klering cerca aiuto per intentare causa al più presto. A questi due eventi, se ne sommano altri due avvenuti negli scorsi giorni, riguardanti sempre modelli sostitutivi: uno ai danni di una ragazzina di 13 anni, al quale si è “sciolto” nelle mani (per fortuna con conseguenze minime), ed uno ai danni di una ragazza di 26 (anche qui senza conseguenze). Che sia ora per Samsung di chiudere la partita e ritentare il prossimo anno?

 

Via: SamMobileFonte: Samsung