Google Assistant è uno e trino, e forse anche qualcosa di più, almeno per ora (video)

Nicola Ligas -

La novità su cui Google ha insistito di più nell’evento tenutosi poche ore fa è stato senz’altro il Google Assistant (vedi filmato a fine articolo). Come dice il nome, si tratta di un assistente personale e personalizzato, una sorta di Google per ciascuno di noi, che sappia venire incontro alle esigenze specifiche di ciascun utente.

A dispetto però della sua unicità ed individualità, Google Assistant è al momento un po’ diverso a seconda dei tre dispositivi / servizi dove è per ora disponibile.

  • Google Assistant su Google Home: Uno speaker con cui dialogare. Dove l’abbiamo già sentito? Voi fate domande ad alta voce e l’Assistant vi risponderà con la sua voce, leggendo in pratica le risposte trovate a seconda del caso. In questa sua veste è inoltre in grado di interagire con altri apparecchi domestici, spegnendo/accendendo le luci o avviando la riproduzione di un video YouTube sulla vostra TV (ovviamente se avete dispositivi connessi). Rimangono tutte le altre funzioni, come sveglia, calendario, riproduttore musicale, prenotazioni di ristoranti, ecc.
  • Google Assistant sui Google Pixel: in questo caso potremmo quasi chiamarlo Google Now, Anzi, gettiamo nella mischia pure il neo-rinominato Now on Tap, che viene richiamato con una gesture simile a quella per Assistant, e che in pratica è quasi un tutt’uno con quest’ultimo. Assistant rappresenta infatti la summa dei servizi di assistenza di Google, e sui Pixel fa in pratica quasi le stesse cose che già conosciamo, con un altro nome. È in grado di avviare app, modificare lo stato del telefono (Wi-Fi, Bluetooth ecc.), impostare promemoria ed appuntamenti, mandare messaggi e tutto il resto. Se vi sembra assomigli a Google Now, non siete i soli, anche se quest’ultimo continuerà ad avere la sua schermata dedicata ai feed, che rimane in pratica la sua funzione più peculiare. Ah, e per adesso, con l’Assistant, si comunica solo via voce e non scrivendo.
  • Google Assistant su Google Allo: in questo caso Assistant è in pratica un chatbot. Potete sia scrivere che parlare, e nella maggior parte dei casi rimangono le funzioni chiave legate ad appuntamenti, ricerca di foto e altro, ma Assistant su Allo non può interagire con le funzioni basilari del telefono (es. commutare Wi-Fi) né con altri apparecchi.

Google punta molto su Assistant, che è un po’ la summa del lavoro fatto in questi anni in vari ambiti, e permetterà ad altre aziende di integrare i suoi servizi, quindi in futuro, anziché diventare uno da trino, Assistant potrebbe facilmente moltiplicarsi. Al momento Google è già al lavoro con Uber, Spotify, Samsung SmartThings, fino alla CNN, ed Assistant sarà aperto a tutti entro fine anno, e nuovi partner arriveranno ad inizio 2017.

In pieno stile Google insomma, non aspettatevi una semplificazione ed una unificazione, ma forse, in questo caso, va bene così, affinché il Google Assistant sia davvero ubiquo. Peccato solo che, per ora, nessuno parli italiano, letteralmente.

Via: The Verge