Software corrotto

Android Nougat non si avvierà se il software è stato corrotto, ma solo con bootloader bloccato

Nicola Ligas

Android 7.0 Nougat non si avvierà se il software sullo smartphone è stato in qualche modo corrotto. Un avviso di questo tipo era presente già in Marshmallow, ma al contrario di quest’ultimo, dove era solo un avvertimento, Nougat inibirà proprio il boot del dispositivo.

In parole povere, uno smartphone con un’immagine di boot o una partizione corrotte in qualche modo, non si avvierà, o al massimo lo farà in una modalità con funzionalità limitate (probabilmente la modalità provvisoria).

Come già avveniva in precedenza però (vedi immagine in evidenza), questo tipo di controllo dovrebbe verificarsi solo a bootloader bloccato, il che significa che sbloccandolo non dovrebbe esserci alcun problema di modding. Questi potrebbero invece presentarsi, ad esempio, in quei dispositivi che avessero permessi di root e bootloader bloccato, dato che questo tipo di modifica dovrebbe essere rilevata come una corruzione dei dati. Avere la certezza assoluta in questo momento è comunque difficile, e probabilmente dovremo aspettare il rilascio dei primi device basati su Nougat per esserne sicuri.

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Inoltre, dato che Android verifica le partizioni utilizzando i driver del kernel detti dm-verity, che dividono la partizione in blocchi da 4 KB l’uno, un errore su un singolo byte renderà inaccessibile tutto quel blocco di 4 KB, portando a più errori del dovuto. Per questo motivo è stata introdotta anche una funzione di correzione degli errori (forward error correction – FEC), che sarà disponibile su qualsiasi dispositivo basato su Android 7.0. Per maggiori dettagli su come ciò sia stato implementato nell’AOSP, e quindi sui Nexus, vi rimandiamo al link alla fonte con il blog degli sviluppatori.

Fonte: Android Developers