Play Store Chrome OS - 3

Google Play Store su Chrome OS: la nostra prova su Acer Chromebook R 11 (foto e video)

Nicola Ligas -

Le app Android da oggi arrivano su Acer Chromebook R 11 e su Pixel C, dopo il debutto su ASUS Chromebook Flip avvenuto il mese scorso. Le abbiamo quindi provate sul primo di questi dispositivi (qui trovate la nostra recensione di Chromebook R 11), con sensazioni un po’ miste ma comunque positive.

L’idea è infatti promossa a pieni voti, perché porta Chrome OS ad un nuovo livello di usabilità, con un parco applicazioni che non solo cresce esponenzialmente da un giorno all’altro, ma cresce anche in modo semplice per l’utente, nel senso che sono applicazioni che in tanti già conosceranno dal proprio smartphone e che quindi avranno una curva di apprendimento assai bassa.

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L’implementazione in sé ha ancora un po’ il sapore di alpha: a volte qualche video (YouTube, Play Film, ecc.) non sono partiti per ragioni sconosciute, altre volte ci sono stati dei crash, e c’è a volte quel sentore di emulatore, quando ad esempio andrete ad aprire un file da un qualche applicativo (es. Word) e vi ritroverete davanti il filesystem di Android, cui per altro non avrete accesso.

L’integrazione con Chrome OS è però buona, al punto che, installando ad esempio le app Android di Dropbox o Telegram, potrete condividere file dal file manager di Chrome OS direttamente su dette applicazioni. Si possono però creare delle ambiguità con le app di Chrome OS stesso, specialmente quando ci siano duplicati (es. Play Film, Play Edicola ecc. che hanno una loro versione per Chrome OS).

Considerando la varietà ed il numero di app Android presenti sul Play Store è poi impossibile essere sicuri che tutte girino a dovere: il sistema viene visto come Android 6.0.1 Marshmallow (con patch di sicurezza di agosto addirittura!), e come tale si comporta, con relative incompatibilità del caso, più tutti i possibili problemi dovuti al diverso sistema operativo sottostante.

In generale ci sembra che le app Android mettano alla prova Chrome OS più di quanto non farebbero su Android, a parità di hardware, il che in fondo è anche lecito, tanto più che siamo comunque ancora in uno stadio iniziale dello sviluppo, tanto che sono solo tre i Chrombeook ad averle ricevute e solo nel canale di sviluppo, che è quello più instabile.

Il giudizio definitivo è insomma rimandato al momento del lancio ufficiale, ma la strada intrapresa è senz’altro quella giusta.