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9 dispositivi Android che mi sono rimasti nel cuore (Nicola Edition)

Nicola Ligas -

Continua la nostra rubrica dedicata ai dispositivi Android cui ciascuno di noi in redazione è particolarmente affezionato, per qualsivoglia ragione. Ecco quindi la mia personale selezione, condita da un piccolo “perché” per ciascuno di essi.

HTC Desire

HTC Desire

Tutto è iniziato con HTC Desire. O meglio: tutto è iniziato con HTC. Anni fa ero infatti un devoto adepto dell’azienda taiwanese, tanto che tutti i miei smartphone, anche quelli pre-Android, avevano il suo marchio. Più che passare ad Android, passai ad un nuovo HTC, dopo che l’HTC Diamond mi aveva fatto intravedere un mondo con device capaci di fare cose nuove (accelerometro: una perla per l’epoca), ma con un OS che non stava al passo, ed HTC + Android sembrava la scelta ideale. Non me ne sono mai pentito, quindi suppongo che sia stata quella giusta. Peccato che la fame di novità mi abbia portato a divorare memoria (512 MB) e batteria (1400 mAh) di HTC Desire, che in poco tempo non mi bastarono più.

Samsung Galaxy S II

Samsung-Galaxy-S-II

Il primo Samsung non si scorda mai, nel bene e nel male. All’epoca la TouchWiz non era così odiata (imparai a farlo proprio con S2), ma nonostante questo, Galaxy s2 rimane, a mio modesto parere, il miglior Samsung di sempre, quello senza il quale l’azienda coreana non avrebbe mai avuto il successo che ha avuto. È una combinazione di cose: display, prestazioni, fotocamera. Tutti a dei livelli che 5 anni fa Android semplicemente non aveva. Fu forse il primo vero Android a “far convertire” tanti utenti iPhone, ed il primo ad offrire un’esperienza con pochi compromessi. È ancora vivo, ed ogni tanto lo rispolvero: nonostante il suo vetro si sia infranto all’ennesimo tonfo su una scalinata di pietra, non mi ha ancora abbandonato. Eroe.

LG Nexus 4

LG Nexus 4

Nemmeno il primo Nexus si scorda mai, ed in effetti non mi dimentico certo di Nexus 4. Acquistato su eBay dall’estero il giorno stesso in cui fu messo in vendita, perché in Italia al lancio non era disponibile, mi arrivò 3 giorni dopo. Super feedback per il venditore, e brodo di giuggiole per me, che avevo uno smartphone che in Italia praticamente nessuno aveva. Questa cosa mi è un po’ rimasta, tanto che forse è per quello che ora ho un Galaxy Note 5, ma sto divagando. Nexus 4 era molto bello, tirò fuori l’amante di Android stock che era in me, ma lo odiai anche perché in 3G si scaricava a guardarlo. Odi et amo, come in tutte le grandi storie d’amore.

ASUS Nexus 7 (2012)

Nexus 7 2012

E dopo lo smartphone venne il tablet. Presi il primo Nexus 7 perché volevo “capire i tablet”. Li capii, o almeno mi illudo di averlo fatto, ma non mi convinsero, tanto che tutti i (pochi) tablet successivi sono stati solo più una necessità (non solo mia) che un desiderio. Ad oggi il mercato si sta infatti evolvendo sempre più verso forme ibride, il che in buona parte mi dà ragione, ma questo primo Nexus 7 rimane comunque una piccola corazzata, che solo dopo anni mi ha abbandonato. Gli voglio ancora bene, forse proprio alla luce di questo, più che di quello che mi ha dato.

Motorola Moto G

Moto G

L’entry level è il nuovo top di gamma. Ricordo ancora l’editoriale che scrissi dopo essere entrato in possesso del primo Moto G, due anni e mezzo fa. Un editoriale attualissimo, che considero ancora uno di quelli più lungimiranti che abbia mai scritto (all’epoca non era così scontato dirlo). Moto G, dopo la parziale delusione di Nexus 4, mi offrì l’autonomia che cercavo, con un’interfaccia squisitamente quasi-stock e delle prestazioni che non mi sarei aspettato nella sua fascia di prezzo. Ero infatti sempre stato “viziato” dall’avere dispositivi al top, che mi permettevano un’esperienza Android superiore alla media, proprio in termini di fluidità e piacere di utilizzo in generale. A Moto G brindo per aver portato tutto su una fascia assai più bassa, senza eccessivi compromessi. Ci ho creduto così tanto che pochi mesi dopo l’ho rivenduto, ma questo è un altro discorso. Però ci ho creduto davvero, e non sto affatto scherzando. #MeglioMotoG

Oppo N1

oppo n1 - 2

Oppo N1 sancì la nascita di un nuovo amore: quello per i phablet, sia perché fu uno dei primi veri dispositivi del genere (fin troppo grosso), sia perché da allora ho avuto quasi sempre e solo phablet, perché once you go big, you never go back… e non aggiungo altro. Di spazio ne avevo fin troppo in effetti, ed alla lunga dimensioni e peso iniziarono ad affaticare le mie stanche membra, ma Oppo N1 mi ha comunque tenuto compagnia a lungo, anche dopo aver smesso di usarlo. E per quanto riguarda la fotocamera rotante: no, non me ne fregava granché, ed il mercato non ha premiato questo tipo di device, ma ehi: applauso all’originalità prima di tutto!

Google Glass

Google Glass

I Glass sono il simbolo della mia nerdaggine. Un dispositivo “inutile” (col senno di poi), ma che dovevo avere ad ogni costo, e che restano di diritto tra quelli a cui sono più affezionato. Anche loro ogni tanto vengono rispolverati, anche perché, nonostante il tempo passato, ad oggi sono  a loro modo insuperati, e certe riprese fatte con i Glass sono ancora tremendamente pratiche e suggestive. Odio tanto Google per come li ha trattati: sono proprio l’emblema di un’azienda che quando vuole sa essere paurosamente inconcludente e poco lungimirante, anche sulle spalle dei suoi stessi utenti, che è la cosa peggiore perché questi dovrebbero venire prima di tutto, o almeno dovresti farglielo credere. I Glass restano un cimelio che non disdegna di rendersi utile di quando in quando, il che non è certo poco.

Motorola Moto 360

Motorola Moto 360 02

Android Wear fu una novità attesa a lungo, almeno dal sottoscritto, e nei mesi precedenti il suo lancio sembrava che Moto 360 fosse già il dispositivo definitivo. La delusione fu quindi cocente, non poco: sia perché Android Wear non fu esattamente sconvolgente (ma questo già lo sapevo e in fondo mi andava bene così com’era), sia perché Moto 360 non fu all’altezza. Rimane il fatto che Android Wear era tanto comodo quanto fastidioso era il fatto che la batteria di Moto 360 finisse prima del tramonto del sole. Ed una volta che un orologio ti abbandona per strada, e lo lasci quindi a casa in attesa di ricarica, poi non te lo rimetti più. Ed infatti non me lo sono rimesso. Peccato, ma mi sono piaciute le migliorie apportate ad Android Wear nel corso del tempo, e chissà che nel prossimo futuro non me lo rimetta al polso.

NVIDIA Shield Android TV

NVIDIA SHIELD Android TV

Potevo farmi mancare una Android TV? No di certo! Ormai lo avrete capito che mi piace sperimentare, no? Per essere precisi, la prima in realtà fu la ADT-1, che fu davvero la prima Android TV in assoluto, e poi venne la Shield di NVIDIA, uno degli acquisti più azzeccati che potessi fare. La uso ancora oggi con soddisfazione per vedere film sulla TV, streaming o DLNA che sia, ed il lato gaming non mi dispiace affatto (un uccellino mi ha detto che è in arrivo uno speciale su GeForce Now, ma io non vi ho detto nulla). Android TV sta poi crescendo e NVIDIA ha sempre tenuto al passo coi tempi questo box, che sembra avere ancora longevità da vendere. Mancano un po’ di app forse, ma quelle che servono davvero in fondo ci sono tutte e funzionano anche molto bene, quindi che altro dovrei volere?

 

Termino qui questo breve excursus sui dispositivi del mio cuore, sicuro di aver dimenticato qualcosa di emozionante per strada: forse significa che non ci tenevo così tanto, o forse solo che sto invecchiando con Android. Ah già, ma lui non invecchia: evolve.

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