Smartphone update final istock

Google avrebbe una classifica dei produttori più lenti ad aggiornare, e potrebbe pubblicarla

Nicola Ligas -

Secondo un report di Bloomberg, Google starebbe tenendo da tempo una pagellina dei vari produttori Android, segnando il tempo che occorre loro per aggiornare i propri dispositivi ad una nuova versione di Android. Per di più, l’azienda starebbe valutando l’opportunità di pubblicare o meno questa classifica, giusto per stimolare e creare competizione tra i propri partner, oltre che per svergognare i più lenti.

Il report di Bloomberg si dilunga poi sul mercato USA, analizzando come spesso gli operatori siano un ulteriore collo di bottiglia, con un singolo aggiornamento che può richiedere mesi per essere approvato, oltre a centinaia di migliaia di dollari di costo.

Intuitivamente c’è del vero in questo ultimo aspetto, e dalle nostre parti è abbastanza evidente che Vodafone sia spesso il più veloce di tutti gli operatori, ed anche rispetto ai modelli no brand. Ma la scusa regge solo in parte.

Il discorso sugli aggiornamenti di Android sarebbe davvero molto lungo, e pieno di criticità di non facile soluzione; ne elencheremo alcune qui sotto, senza la pretesa di essere del tutto esaustivi:

  • frequenti major update dell’OS, ormai su base annuale, oltre a quelli mensili di sicurezza
  • numero di dispositivi diversi “sterminato”
  • interessi dei produttori, che si traducono nel valorizzare il nuovo modello di turno dandogli priorità, o nel non investire sulla fascia più bassa
  • collo di bottiglia degli operatori, vedi sopra

È chiaro che si tratti di problemi di non facile soluzione, e non pensiamo che la pubblicazione di una semplice classifica potrebbe smuovere troppo le cose, ma del resto quali altre opzioni ci sono? Google continuerà sempre a spingere avanti Android ed il numero di dispositivi diversi crescerà fisiologicamente col tempo. Le uniche due cose su cui è possibile intervenire sono le ultime due, e se, per esempio assieme ai report mensili sulla distribuzione, Google rendesse noto anche “chi sono i lentoni”, male non farebbe.

Di certo avremo anche noi dei dati concreti da utilizzare nelle varie invettive contro il produttore di turno, e la discussione in rete fiorirebbe come non mai. Quindi, in sostanza: Google, pubblica queste pagelle!

Fonte: Bloomberg