Amazon Kindle 1 euro

Amazon denunciato per i tablet Fire a 1€: “è una questione morale”. Ma per davvero?

Nicola Ligas

Venerdì scorso Amazon ha fatto un errore; un errore che le è costato, letteralmente. L’errore di cui parliamo, lo saprete tutti, è l’aver messo in vendita i tablet Fire a 1€. Si trattava chiaramente di uno sbaglio dell’e-commerce, probabilmente avvenuto in maniera semi-automatica in seguito a qualche cambiamento del sito, come già successo altre volte in passato con diversi prodotti, e come vi avevamo subito segnalato.

Una volta che la notizia si è diffusa, Amazon ha provveduto a correggere il prezzo e ad annullare la maggior parte degli ordini, ma dato che il sistema di gestione funziona in maniera automatizzata, alcuni di questi erano già partiti, e così qualche acquirente ha davvero avuto la fortuna di vedersi recapitare a casa un tablet a 1€; gli altri invece sono stati rimborsati o comunque non gli è stato sottratto alcunché. Finta qui? No.

Per la Unione Nazionale Consumatori si tratta di pratica scorretta. Spiega infatti Massimiliano Dona, avvocato e Segretario generale di UNC: “In termini giuridici la conferma d’ordine è sufficiente per ritenere il contratto valido, ma a questo si aggiunge una questione “morale”: non possono essere i consumatori a pagare per un errore dell’azienda, anche laddove si verificasse che si è trattato di un inconveniente tecnico.” Insiste ancora Dona: “Ci auguriamo che l’Autorità si pronunci velocemente anche per evitare che si crei un precedente per cui qualsiasi azienda possa imputare ad un “guasto tecnico” le sue negligenze, scaricandole sulle spalle dei consumatori“.

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Vedremo come si evolverà la vicenda e se ci saranno davvero ripercussioni, ma senza alcuna pretesa di voler essere gli avvocati di Amazon (che di certo non ha bisogno di noi), sinceramente ci sembrano accuse un po’ forzate. Non vediamo infatti quale danno ne avrebbero ricevuto i consumatori: a chi è stato annullato l’ordine non è stato sottratto denaro, e chi ha ricevuto i tablet li ha avuti a prezzo stracciato. In rete, negli ultimi giorni, abbiamo letto di madri disperate per i loro figli che resteranno senza tablet, o di gente che si lamentava per le commissioni di ricarica sulla Postepay, e altre “follie”.

La realtà dei fatti non sarà invece che tutti volevano approfittare di un palese errore e chi non ci è riuscito è andato a lamentarsi? In effetti l’unica cosa che ci sembra davvero “ingiusta” è che alcuni abbiano ricevuto il tablet ed altri no. La possiamo chiamare “fortuna” o vogliamo davvero farne una “questione morale”?

Fonte: AGI
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