Editoriale Dispositivi Lorenzo

12 dispositivi Android che mi sono rimasti nel cuore (Lorenzo Edition)

Lorenzo Delli -

Sin da quando il buon Ciso mi ha arruolato tra le fila di AndroidWorld (il mio primo articolo risale a maggio 2011), ho avuto modo di provare con mano un gran numero di dispositivi Android. Dodici in particolare mi sono rimasti particolarmente impressi per svariati fattori, sia legati alla nostalgia, nonostante evidenti problemi di fondo che vi racconterò a breve, sia legati a meravigliose esperienze di utilizzo.

Non è banale, nonostante l’esperienza, azzeccare lo smartphone o il tablet perfetto: specialmente nei primi anni di utilizzo di Android, nonostante l’esperienza personale e i consigli di persone più esperte e competenti di me, ho infatti avuto a che fare con un buon numero di dispositivi “sfigati“, ma proprio tale sfortuna mi ha permesso di provare con mano delle alternative incredibilmente valide che mi hanno permesso di ampliare le mie conoscenze in materia. Bando alle ciance: questa introduzione è durata fin troppo, eccovi l’elenco dei 12 dispositivi Android che mi sono rimasti nel cuore!

T-Mobile G1 (2008)

T-Mobile G1 alternativa

SCHEDA TECNICA: HTC Dream

Avete presente la sfiga di cui vi parlavo prima? Beh, c’era un tempo in cui ero un utente iOS convinto. Il mio fido iPhone 3G mi accompagnava oramai da tempo, fino ad uno sfortunato incidente in motorino che ha messo a dura prova la resistenza del suo display (tradotto: iPhone completamente distrutto). Proprio Emanuele venne in mio soccorso prestandomi il mitico HTC Dream, il primo vero smartphone Android ad entrare in commercio. Quale modo migliore per approcciarsi ad un ecosistema allora così diverso se non con il capostipite. Tastiera fisica QWERTY, trackball, touchscreen: nonostante i tanti difetti di Android, si trattava, per l’epoca, di un dispositivo meraviglioso.

LG Optimus Dual (2011)

Optimus Dual

SCHEDA TECNICA: LG Optimus Dual

Il mio primo vero smartphone Android, l’LG Optimus Dual. E anche in questo caso la sfortuna regna sovrana. È stato il primo smartphone con processore NVIDIA Tegra 2, uno dei motivi, vista la mia passione per i videogiochi, che mi ha spinto all’acquisto del suddetto. Purtroppo però la politica aggiornamenti di LG e qualche difettuccio del SoC non lo rendevano uno dei migliori smartphone Android in circolazione. Lo porto comunque nel cuore perché, proprio a causa dei suoi difetti software, mi ha avvicinato al mondo del modding.

Motorola Xoom (2011)

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SCHEDA TECNICA: Motorola Xoom

Il primo tablet ad essere commercializzato con Android 3.0 Honeycomb ed il primo tablet che ho avuto modo di acquistare. Anch’esso dotato di SoC NVIDIA Tegra 2, Motorola Xoom era un tablettone da dieci pollici con scocca metallica che, nella sua variante 3G, pesava ben 730g. Nonostante il peso, e nonostante la diffidenza dell’utenza in quegli anni in relazione proprio ai tablet, l’esperienza di utilizzo non era affatto male. 32 GB di memoria interna, 1 GB di RAM, batteria da 6.500 mAh: ci sono tablet attualmente in commercio che hanno dotazione hardware quasi peggiore!

Sony Ericsson Xperia Play (2011)

sony ericsson xperiaplay

SCHEDA TECNICA: Sony Ericsson Xperia Play

Da amante dei videogiochi non posso non annoverare Sony Ericsson Xperia Play tra i miei dispositivi Android preferiti. Purtroppo però non posso elencarlo tra i dispositivi che ho acquistato, ma ho comunque avuto modo di provarlo varie volte, sempre per colpa grazie a Emanuele. Potremmo definirlo come il Nokia N-Gage dei dispositivi Android! Chissà se con hardware attuale e qualche port di rilievo, vista la maggior diffusione di Android, un prodotto del genere riuscirebbe ad avere il successo che è stato negato al povero Xperia Play.

ASUS Transformer Prime (2011)

ASUS Eee Pad Transformer Prime

SCHEDA TECNICA: ASUS Eee Pad Transformer Prime

L’acquisto del Transformer Prime fu una vera e propria follia: non ne avevo bisogno, era costoso e inizialmente era obbligatorio farselo spedire dagli Stati Uniti. Ma si sa, quando la scimmia assale, è difficile resistere. Non contento dei problemi che Optimus Dual ebbe anche a causa del Tegra 2, acquistai quindi il primo dispositivo con SoC NVIDIA Tegra 3. Di fatto però si trattava di un gran bel dispositivo che è stato usato dalla mia famiglia fino a qualche settimana fa. Ottimo sia senza tastiera che con la dock, aveva un’autonomia pazzesca (in combinazione con la dock erano più di 10.000 mAh di batteria), buoni speaker e un ottimo schermo.

Sony Xperia S (2012)

Sony Xperia S

SCHEDA TECNICA: Sony Xperia S

Ebbene sì, un altro Sony. Acquistai Sony Xperia S come sostituto del povero Optimus Dual dopo aver avuto modo di provarlo all’edizione 2012 del MWC. Era il primo ad abbandonare il nome Ericsson, nonostante la presenza del logo Sony Ericsson sul retro, e fu anche uno dei primi con batteria integrata e senza memoria espandibile, coppia di caratteristiche che fecero alquanto discutere all’epoca. Poteva comunque vantare 32 GB di memoria interna, più che sufficienti a mio avviso, ed una stupenda, ed originale barra in plexiglass che ospitava i simboli dei pulsanti soft-touch per la navigazione. Peccato che anche questo è da annoverare tra i dispositivi “sfigati“: un difetto dello schermo comportò la presenza di un alone giallo, e l’assistenza di Sony nel 2012 non era esattamente la più reattiva in circolazione. Se non fosse stato per questo difetto però, non avrei avuto modo di provare il dispositivo descritto nel successivo paragrafo.

Xiaomi Mi One (2011)

Xiaomi Mi One

SCHEDA TECNICA: Xiaomi Mi One

Indovinate chi mi prestò Xiaomi Mi One nell’attesa che il mio fido Xperia S tornasse dall’assistenza? Il primo vero top di gamma di casa Xiaomi, il Mi One poteva vantare la MIUI, un’interfaccia che, qualche anno fa, risultava piuttosto diversa da quelle presenti sugli altri smartphone Android. MIUI anche oggi ha una sua identità ben precisa, e molti possessori di smartphone Xiaomi continuano a preferire tale marchio proprio per la presenza a bordo di tale interfaccia. Nonostante avessi utilizzato dispositivi “standard” fino a quel momento, con Xiaomi Mi One fu amore a prima vista.

LG Nexus 4 (2012)

LG Nexus 4

SCHEDA TECNICA: LG Nexus 4

Il primo Nexus non si scorda mai. Dopo la brutta esperienza con Optimus Dual, LG Nexus 4 mi fece non solo rivalutare il marchio, ma anche scoprire per la prima volta Android stock e tutti i vantaggi, e gli svantaggi, che esso comportava. È uno dei dispositivi Android che a livello estetico mi rimarrà a lungo impresso (la trama sul retro è meravigliosa), per non parlare delle prestazioni! Fui abbastanza lungimirante da scegliere la variante da 16 GB, chi lo ha avuto da 8 GB potrebbe averlo invece odiato per la continua mancanza di spazio.

LG Nexus 5 (2013)

Nexus 5 rosso

SCHEDA TECNICA: LG Nexus 5

Once you go Nexus“: display più ampio e, sopratutto, full HD, fotocamera migliore, Snapdragon 800, LTE. Anche Nexus 5, sempre di LG, fu un vero e proprio colpo di fulmine. Acquistato direttamente dal Play Store per 349€, è stato uno degli smartphone che ho utilizzato più a lungo. Se solo avesse avuto una batteria più capiente, probabilmente avrei continuato ad usarlo. Con la fotocamera, tanto bistratta da chi non l’ha utilizzato a lungo, mi sono tolto tante soddisfazioni.

ASUS Nexus 7 (2013)

nexus 7 2013 bianco

SCHEDA TECNICA: ASUS Nexus 7 (2013)

Dopo la splendida esperienza con Nexus 4 e Nexus 5, optai per sostituire il mio glorioso Transformer Prime con qualcosa di più compatto e comodo, al contempo dotato di un hardware soddisfacente. Nexus 7 (2013) mi ha accompagnato a lungo, e la maggior parte delle recensioni di giochi che ho scritto su AndroidWorld sono state realizzate grazie alle prove realizzate su questo dispositivo.

OnePlus One (2014)

OnePlus One render Final 3

SCHEDA TECNICA: OnePlus One

Il primo smartphone della start-up OnePlus, nonché il primo phablet che ho avuto modo di provare ed apprezzare. A distanza di due anni è ancora un ottimo dispositivo, che sto giornalmente affiancando al mio Samsung Galaxy S7 edge. La fotocamera non è il massimo, ma in quanto ad autonomia e prestazioni riesce ancora a dare del filo da torcere anche agli attuali top di gamma. Il retro sandstone black è un segno distintivo davvero particolare che sarebbe un peccato non ritrovare in OnePlus 3.

ASUS ZenFone 2 (ZE551ML)

ASUS ZenFone 2 ZE551ML

SCHEDA TECNICA: ASUS ZenFone 2 ZE551ML

L’acquisto di ZenFone 2 fu una vera e propria scommessa. Poteva uno smartphone acquistabile a meno di 300€ (il prezzo di lancio era in realtà superiore) competere con i più blasonati top di gamma? E dopo aver usato per anni Nexus di ogni genere, trovare il sistema invaso da applicazioni e utilizzare un’interfaccia proprietaria come sarebbe stato? Con qualche aggiustamento, ZenFone 2 si rivelato un gran bell’acquisto. Mi sono visto costretto a sostituirlo non tanto per le prestazioni, ottime praticamente in ogni campo, per il sistema o per il ritardo nell’aggiornamento a Marshmallow, quanto più per la fotocamera davvero sottotono rispetto anche al buon vecchio Nexus 5. Mi rimarrà nel cuore perché in sostanza è una scommessa vinta e perché è la prova fisica un prezzo elevato non significa automaticamente qualità elevata.

 

Per questo secondo appuntamento con la nostra rubrica dedicata agli smartphone che ci sono rimasti nel cuore è tutto (se ve la siete persa, date un’occhiata anche al primo appuntamento), a presto con l’elenco dei dispositivi di un altro degli autori di AndroidWorld!

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