OnePlus-Team final

Cosa possiamo aspettarci dal futuro di OnePlus?

Giuseppe Tripodi - Il terzo smartphone di OnePlus sta per arrivare sul mercato, ma il futuro della società potrebbe essere più sorprendente di quanto possiate pensare, grazie ai profitti di Oppo.

La prima volta che abbiamo parlato di OnePlus era il 17 dicembre 2013, quando Pete Lau, ex vicepresidente di Oppo, fondava una nuova azienda con lo scopo di realizzare smartphone concorrenziali da vendere online, con un ottimo rapporto tra caratteristiche e prezzo. L’avventura per Pete e soci è iniziata con il OnePlus One che, grazie anche alla partnership con Cyanogen Inc. e un prezzo estremamente aggressivo, ha fruttato una grande visibilità all’azienda.

Anche se con alti e bassi, possiamo annunciare subito che OnePlus è riuscita nel suo scopo: in soli due anni o poco più, l’azienda è riuscita a farsi conoscere in tutto il mondo, tirando su una discreta community di appassionati e curiosi e realizzando tre smartphone che tutto sommato non sono niente male.

CyanogenMod 12 OnePlus One final
OnePlus One, lo smartphone con cui è iniziata l’avventura per Pete Lau e soci.
OnePlus non vuole i tuoi soldi, a meno che tu non abbia un invito.

Pete Lau, Carl Pei e tutti gli altri hanno saputo giocare molto bene le loro carte, trasformando i problemi iniziali di produzione in un marchio di esclusività: insomma, quando mai, prima d’ora, si era sentito di una compagnia che vende i suoi smartphone solo a chi ha un invito per acquistarli?

Il sistema ad inviti è una delle tante prove che dimostra che OnePlus è una società giovane e spavalda, la cui breve età si riflette nei suoi prodotti, nel bene e nel male. Attualmente la compagnia è prevedibilmente al centro di diverse polemiche dato che, nonostante le promesse di Carl Pei (cofondatore della società), OnePlus 2 non ha ancora ricevuto l’aggiornamento ufficiale a Marshmallow (annunciato entro il Q1 ma temporaneamente rimpiazzato da una stabile beta), anche OnePlus X è fermo a Lollipop e l’unico dispositivo effettivamente aggiornato all’ultima versione di Android è OnePlus One, il cui sviluppo è curato dalla suddetta Cyanogen Inc., obbligata da accordi precedenti alla rottura con Lau e soci.

Dopo quel che fu definito un colpo basso da parte di Cyanogen (che non mantenne gli accordi di esclusività con OnePlus in India), la società si lanciò a capofitto nella realizzazione del proprio sistema operativo per il mercato occidentale, Oxygen OS, per il cui sviluppo furono assunti anche giovani promesse del modding (tra cui il nostrano Carlo Savignano, ex maintainer per Paranoid Android).

Immagine promozionale di OxygenOS.
Immagine promozionale di OxygenOS.

Questo sistema operativo, che ha esordito con OnePlus 2, è ancora relativamente acerbo, con poche ma azzeccate funzioni che lo separano da una ROM stock: come abbiamo già detto, proprio per la sua giovinezza OnePlus può permettersi di tuffarsi in azioni rocambolesche, uscendone anche malmessa ma più forte di prima. D’altronde, per l’azienda cinese, l’importante è non star mai ferma e, soprattutto, mettere sempre nuova carne al fuoco per i suoi utenti: per chi non lo sapesse, la società cura moltissimo la comunicazione con la community tramite il proprio forum. Qui è possibile trovare aggiornamenti settimanali sulle novità in ballo, questionari  molto specifici con premi in palio per scoprire cosa vogliono gli utenti e, in generale, un’elevata partecipazione dei pezzi grossi della società, inclusi Carl Pei ed Helen Li.

I giovanissimi Pete Lau e Carl Pei. Foto via Engadget
I giovanissimi Pete Lau e Carl Pei. Foto via Engadget

Fatta questa panoramica su cosa è OnePlus, torniamo alla domanda del titolo: cosa possiamo aspettarci nel futuro di quest’azienda? In primo luogo, a breve arriverà OnePlus 3, già certificato in Cina, che potrebbe avere dalla sua SoC Snapdragon 820 e ben 6 GB di RAM. Ma più che di hardware, su cui è difficile trarre indizi, vale la pena parlare di software.

Sul forum ufficiale, alcuni utenti suggeriscono che OxygenOS possa fondersi con HydrogenOS, la versione del sistema operativo realizzata per il mercato asiatico. È ancora presto per azzardare, ma cerchiamo di spiegarvi perché si tratta di un’ipotesi interessante.

OxygenOS e HydrogenOS si fonderanno?

Partiamo dal teaser che ha fatto sorgere il dubbio, ossia l’animazione di boot della beta di OxygenOS 3.0: stando a questa bislacca teoria, ricorderebbe una molecola d’acqua, H2O, ossia due molecole di idrogeno ed una ossigeno.

Sebbene si tratti di un’ipotesi un po’ fantasiosa, trova riscontro nello schema dei colori CPK, che rappresenta in rosso l’ossigeno e in bianco l’idrogeno.

Ma continuiamo un po’ a navigare di fantasia (neanche troppo, in questo caso) ed analizziamo un articolo apparso su Seeking Alpha, società di marketing e analisi finanziaria, che ci fornisce un’interessante prospettiva per OnePlus ed OPPO.

Come forse ricorderete, infatti, OnePlus nasce come società parallela ad Oppo e, a dirla tutta, le due aziende non si sono mai separate, anzi. Recentemente, la compagnia che fa capo ad entrambi i marchi, chiamata Guangdong OPPO Electronic Industries Company Ltd, ha cambiato il proprio nome in Guangdong Oujia Holding Company Ltd (Oujia, 广东欧加控股有限公司).

Questo è un indizio particolarmente interessante per due motivi:

  • Oujia potrebbe richiamare il nome di One Plus: al livello fonetico, Ou si ricorda il suono “O” e Jia indica il più, O+. Inoltre, Ou è un carattere utilizzato per scrivere Ouzhou (Europa) e Ouyuan (Euro).
  • Il fatto che sia una Holding implica una quotazione in borsa
Oppo e OnePlus si stanno preparando per la quotazione in borsa

A questo aggiungete pure che nell’ultimo anno Oppo ha registrato una crescita enorme, che l’ha portato a diventare il quarto produttore di smartphone al mondo per numero di vendite, che in Cina è secondo solo a Huawei.

Oppo e Vivo hanno superato Lenovo e Xiaomi, entrando nei 5 maggiori produttori di smartphone al mondo.
Oppo e Vivo hanno superato Lenovo e Xiaomi, entrando nei 5 maggiori produttori di smartphone al mondo.

Lo stesso vicepresidente di Oppo, poi, ha confermato che la società si sta preparando per un’Offerta Pubblica Iniziale (IPO), ossia un’offerta dei titoli della società che viene quotata per la prima volta sul mercato.

Come confermato dallo steso Ivan Tang, autore del pezzo su Seeking Alpha, questa manovra finanziaria potrebbe presagire una maggiore espansione della compagnia fuori dalla Cina e il cambio di nome rappresenterebbe una parziale conferma. Attualmente, infatti, è indubbio che OnePlus abbia avuto un riscontro mediatico nel mercato occidentale di gran lunga superiore a quello che Oppo è riuscita a ritagliarsi negli ultimi anni.

OnePlus diventerà il punto di riferimento di Oppo per il mercato occidentale?

Insomma, se tre indizi fanno una prova, abbiamo motivo di pensare che OnePlus possa diventare la punta di diamante di Oppo per il mercato occidentale. Nel caso avessimo ragione, non è da escludere che la società possa investire ancora di più in promozione per spingere il suo marchio emergente in Europa e Stati Uniti, proprio come sta facendo adesso Huawei, unica azienda che supera le cifre di Oppo in Cina.

Staremo a vedere cosa succederà con OnePlus 3 e se davvero l’Offerta Pubblica Iniziale per Oujia coinciderà con un lancio di massa nel mercato nostrano. Ma nel frattempo sappiamo di avervi messo una pulce nell’orecchio e che, forse, inizierete a guardare OnePlus ed Oppo in modo diverso.

Grazie a Gaia per l’aiuto con il cinese

OnePlus X