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Epidemiologia di un pesce d’aprile: Android Authority ed il Nokia A1

Nicola Ligas ...ovvero come una burla diventa una notizia planetaria.

Pochi giorni fa, in occasione del primo aprile, Android Authority ha pubblicato un suo pesce d’aprile; uno di quelli mascherati da notizia vera. Oggetto della “news” era l’ipotetico render del futuro Nokia A1 (e già il nome A1= april 1st, qualche indizio lo dava), render nel quale compaiono icone Samsung ed app improbabili come Titanium Backup, oltre al logo Nokia, incollato sul retro dello smartphone senza molta pretesa che non fosse una photoshoppata.

Una semplice lettura attenta dell’articolo avrebbe insomma smascherato la cosa senza tanti problemi, tanto più che la data del 1° aprile già da sola doveva essere un bel campanello d’allarme, e da ultimo bastava leggere i commenti per accorgersi che il pubblico di Android Authority non si era fatto ingannare. Dunque dov’è il problema? Nel fatto che, ancora oggi, la notizia del primo render di Nokia A1 continua a rimbalzare su internet, con nuovi siti che l’hanno riportata fino a poche ore fa (5 aprile!), magari perché Android Authority nemmeno l’hanno aperto, ma hanno solo visto la notizia pubblicata altrove e hanno citato direttamente la fonte (sempre che l’abbiano fatto) anziché l’intermediario.

Basta una semplice ricerca su Google per accorgersi di quanti, italiani e stranieri, abbiano scritto di Nokia A1 (lasciamo ai posteri alcuni screenshot in galleria), al punto che Android Authority ha dovuto correggere il proprio articolo con una vera smentita; e non tanto perché la notizia si stesse diffondendo, quanto perché indispettiti dal fatto che in molti nemmeno citassero più loro come fonte. Sia chiaro che una svista può capitare a chiunque, non è certo quello il problema, ed infatti alcuni hanno rimosso gli articoli incriminati, ma ciò non toglie che tutta questa vicenda abbia evidenziato un paio di grosse falle nel come le notizie circolano su internet.

  1. L’effetto “telefono senza fili” è incontrollabile. Basta che da qualche parte qualcuno dica qualcosa, e ci sarà senz’altro qualcun altro che gli darà eco, senza prima verificarne la credibilità ed indipendentemente da quanto la notizia sia credibile o meno. Siamo così avvezzi ai rumor, che ormai tutto può diventarlo, anche ciò che non ha senso.
  2. La scorrettezza di chi, quotidianamente, copia informazioni altrui (anche quelle sbagliate) senza alcun credito per la fonte vera, amplifica l’effetto di cui al punto precedente e contribuisce alla diffusione di informazioni non corrette, perché la notizia continuerà a circolare senza nemmeno l’immediata possibilità di verificarne l’origine, cosa particolarmente importante, specialmente nel caso di informazioni “trapelate” ( presunte tali).

La morale è insomma, senza volersi assolutamente ergere a paladini della verità, è quella di dubitare sempre un po’ di ciò che leggete su internet (e non solo); anche sulle nostre pagine (per carità! NdR). La sezione dei commenti è sempre aperta per le osservazioni che possano arricchire gli articoli, e se vi accorgeste che un sito non dovesse rispettare le “regole” di cui sopra, smettere di seguirlo potrebbe essere una buona idea; anche se fossimo noi (ma faremo in modo non sia così). Del resto il telefono senza fili si interrompe da solo se non c’è nessuno ad ascoltare la “chiamata”.