Android N final - 1

La migliore versione di Android di sempre? La nostra prova di Android N dev preview 1 (foto e video)

Nicola Ligas -

Google ha sorpreso tutti, annunciando di punto in bianco la developer preview di Android N il 9 marzo 2016. Nessun evento, nemmeno un comunicato stampa in realtà: solo factory image e beta program di quella che promette di essere una delle versioni di Android più interessanti di sempre.

Le novità, sia funzionali che estetiche, sono moltissime, e ve le mostriamo praticamente tutte nel video a fine articolo, seguito da una gallery di screenshot e foto. Ma vediamo anche di elencare brevemente quanto c’è di nuovo per gli utenti, soffermandoci maggiormente sui dettagli che è difficile mostrare in video.

  • Lock Screen: sostanzialmente invariato (al netto delle notifiche)
  • Launcher: sostanzialmente invariato
  • mw-splitscreen
    Multi-window
    : una delle novità più attese (che su Android TV diventerà invece picture in picture), c’è e funziona bene. Si attiva con una pressione prolungata o uno swipe sul pulsante app recenti, permette di ridimensionare lo spazio si ciascuna app e funziona sia in landscape che in portrait. Maggiori dettagli sul sito degli sviluppatori.
  • Notifiche: ridisegnate, più ampie, più leggibili, più facilmente espandibili e raggruppate per app. Sarà anche possibile interagirvi in modo più completo (risposte rapide e altro, direttamente dalle notifiche, come mostrato qui sotto), a patto che le app lo implementino. Con una pressione prolungata inoltre è possibile cambiare rapidamente le modalità di notifica (silenziosa, assente o sempre presente) per l’app che l’ha generata
    inline-reply
  • Quick Setting: adesso ci sono 5 toggle rapidi in alto (vedi immagine qui sopra), ed è possibile riposizionare ed aggiungere nuovi quick setting nella schermata principale, che è paginata orizzontalmente. Grazie a delle nuove API inoltre, gli sviluppatori potranno implementare nuovi quick setting per “controlli o azioni che sono richieste urgentemente o frequentemente.” Gli utenti potranno poi aggiungere o meno questi quick setting nel relativo pannello, tramite drag e drop (ecco il perché della paginazione: per fare spazio ad un numero “infinito” di tile)
  • Impostazioni: ridisegnate, con maggiori informazioni senza nemmeno entrare nelle varie sezioni, che presentano un navigation drawer per spostarsi facilmente da una sezione all’altra. In alto ci sono dei suggerimenti, oltre che con dei reminder nel caso fossero impostate alcune modalità (es. notifiche con priorità o risparmio dati)
  • Risparmio dati: consente di scegliere quali applicazioni possono accedere ai dati in background sotto rete mobile. Utile per risparmiare sia dati di rete che batteria, ma attenzione perché così non riceverete notifiche/aggiornamenti dalle app escluse.
  • Dimensioni carattere e dimensione schermo: è possibile regolarli entrambi, con live preview delle modifiche. La seconda funzione in particolare viene chiamata Screen Zoom e varierà la dimensioni di tutti gli elementi a schermo (potrebbe influire negativamente sulle app non predisposte).
  • Audio mono: casomai vogliate, potrete riprodurre qualsiasi suono sempre in modalità mono anziché stereo.
  • File manager potenziato: in Memoria interna > Esplora si trova il file manager, ora più ricco di opzioni, tra cui la possibilità di creare nuove istanze (finestre) di sé stesso, nuove cartelle, spostare file, ecc.
  • doze-diagram-2
    Batteria
    : nuovi grafici per la durata, ma soprattutto novità per Doze (qui il dettaglio tecnico), che adesso entra in funzione non solo in periodi di prolungato standby ma anche dopo lo spegnimento dello schermo. Come illustrato nelle immagini sopra, inizialmente Doze disabilita solo l’accesso alla rete (si ricollega ad intervalli per notifiche e altro), ma se il dispositivo rimane a lungo fermo vengono disabilitati anche wakelocks, GPS, Wi-Fi e altro, per un risparmio ancora maggiore di batteria.
  • Informazioni relative all’emergenza: ne avevamo parlato poco tempo fa in un parallelo con iPhone, ed ora Android si mette al passo. Potrete infatti riempire una schermata con tutti i vostri dati su gruppo sanguigno, allergie, medicinali, condizioni pregresse ed anche contatti di emergenza, che eventuali soccorritori potranno usare nel caso non foste in grado di comunicarglieli. Perché la sicurezza passa anche da queste cose.
  • Tastiera fisica: aggiunta un’opzione per mostrare o meno la tastiera virtuale quando è attiva la tastiera fisica.
  • Opzioni sviluppatori: preseti novità per la WebView, per impostare una temperatura del colore più fredda e per forzare la modalità multi-finestra per tutte le app, indipendentemente dai valori presenti nel manifest.
  • Modalità notturna: nel sintetizzatore UI di sistema è possibile abilitare la modalità notturna, che ha anche un tema scuro e la possibilità di rendere più caldi i colori dello schermo, per evitare la luce azzurra che la sera terrebbe più svegli e potrebbe disturbare il sonno.
  • Calibra display: sempre nel sintetizzatore UI, è possibile calibrare i colori RGB dello schermo tramite degli opportuni slider.
  • Easter egg: è una bella N, con il solito gioco di “flappy droid”.

Ci sono anche tante altre novità un po’ più tecniche, come il fatto che le black list ora resistono tra un wipe e l’altro e vengono anche propagate ad un dispositivo all’altro (col medesimo account), per non parlare delle ottimizzazioni sulla velocità di avvio e del compilatore JIT che si affianca a quello AOT di ART, per rendere più veloce l’installazione e l’esecuzione di app (niente più “ottimizzazione applicazioni” all’avvio del sistema).

C’è insomma tanto, tanto di nuovo in questa prima preview (ben più di quanto detto ed illustrato in video e immagini qui sotto), ma la strada è ancora lunga, perché prima della release finale ci attendono altre 4 developer preview di Android N.

android n roadmap

Pensate quindi di installarla come build principale e di usarla quotidianamente? Sinceramente ve lo sconsigliamo, quantomeno in attesa di una delle future beta che saranno più affidabili; e se non vi fidaste delle nostre parole quando vi diciamo che Android N developer preview 1 non è stabile, date un’occhiata alla (lunga) lista di bug noti stilata da Google, e forse vi ricrederete. In caso contrario, ecco come installare la preview di Android N.

Android N developer previewAndroid N developer preview 1LGvideo