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Google potrebbe davvero farsi carico degli aggiornamenti di tutti gli Android?

Nicola Ligas -

Secondo Richard Windsor, un analista di Edison Investment Research, Google potrebbe prendere il completo controllo degli aggiornamenti di Android, svincolando così i vari produttori, e di fatto impedendo loro possibili personalizzazioni del sistema operativo.

A difesa della sua tesi, Windsor riporta che il lentissimo rollout di Marshmallow sta rallentando i servizi dell’azienda stessa, come Now on Tap, che ad oggi è appannaggio ancora di pochissimi utenti, e se il ritmo dei major update di Android continuerà ad essere annuale, le cose non potranno che peggiorare in futuro, come del resto è facile intuire.

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Ma come potrebbe Google farsi carico di una cosa del genere, visto l’enorme numero di dispositivi Android diversi che ci sono in circolazione? Windsor prova a rispondere dicendo che “Google sposterà l’intero OS su Google Mobile Services,” blindando di fatto il sistema operativo, alla stregua di quanto fatto con le sue applicazioni. Il risultato, come ammesso da Windsor stesso, è che così i dispositivi Android diventeranno come iOS e Windows 10, ovvero saranno tutti uguali.

Per cercare di corroborare ulteriormente la sua tesi, l’analista si rifà alla possibilità che Google realizzi sempre più hardware proprio, in modo da assicurarsi che anche il software sia il più ottimizzato possibile.

Il sogno di Google che controlla gli aggiornamenti potrebbe in realtà essere un incubo

Mentre quest’ultima ipotesi, cioè che i Nexus diventino un po’ gli iPhone di Google, non avrebbe grosse conseguenze sull’ecosistema, quanto immaginato da Windsor invece sarebbe una vera rivoluzione, e per questo siamo molto restii a crederci. Se davvero Google tagliasse fuori tutti i produttori, non solo Android perderebbe parte del suo fascino, che sta anche nella diversità, ma questi ultimi perderebbero ancora più stimoli ed opportunità di realizzare nuovi dispositivi diversi da tutti gli altri, in un mercato che già non paga altri se non i big.

La diversità software di Android è da sempre andata di pari passo con le diversità hardware: è così che ci sono stati dispositivi con fotocamere 3D, è così che alcuni personalizzano così tanto l’interfaccia da renderla irriconoscibile, ed è così che altri ancora pensano a moduli separati da attaccare allo smartphone. Rendere tutti gli Android dei Nexus, per quanto da una parte sarebbe allettante dal punto di vista degli aggiornamenti, taglierebbe anche le gambe al progresso di Android come piattaforma, oltre a far scappare tutti quei produttori che vogliono anche i propri servizi sugli smartphone che loro realizzano.

Sì, la frammentazione resta un problema, anche grave se vogliamo, ma a meno di non cambiare radicalmente ciò che è ad oggi Android, questa non sarà la soluzione.

Via: The Register