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I 10 giochi Android più deludenti del 2015

Giorgio Palmieri -

Le delusioni videoludiche sono più sgradevoli dei giochi brutti. Pertanto, abbiamo deciso di raccogliere in questa classifica dieci titoli che, in un modo o nell’altro, ci hanno deluso. Non tutti questi giochi sono cattivi prodotti, anzi, alcuni in fondo li abbiamo apprezzati, ma purtroppo per uno o più motivi ci hanno lasciato l’amaro in bocca. Non vi resta altro che mettervi comodi, e godervi la classifica dei dieci giochi più deludenti del 2015.

Lorenzo Delli ha collaborato
alla stesura di questo articolo

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10° – Unkilled

Seppur con un nome diverso, Unkilled è una palese operazione di more of the same di Dead Trigger 2. Sparare agli zombi rimane sempre una goduria sia per gli occhi che per i polpastrelli, ma ci si aspettava un lavoro più interessante da parte di Madfinger in termini di espansione del gioco originale, in primo luogo sulla struttura un po’ troppo dominata dai numeri, dove l’abilità del giocatore viene messa un po’ da parte, e in secondo per l’assenza quasi totale di reali novità.

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9° – Lara Croft: Relic Run

Lara Croft: Relic Run è un titolo okay, quell’okay che sa però di dov’è l’impegno? Dunque, ci chiediamo: arrivati a questo punto possiamo aspettarci qualcosa di più di una struttura così basilare da un grande produttore come Square Enix? Non rispondete, è una domanda retorica, lo sa persino la stessa azienda, che poi infatti ha rilasciato Lara Croft Go, un titolo di indubbio spessore. Insomma, Relic Run è un endless runner con Lara Croft come protagonista. Un compitino svolto senza infamia e senza lode, e la cosa non ci è andata giù fino in fondo.

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8° – Terminator Genisys: Revolution

Glu ripetete ciclicamente la solita manfrina, proponendo copie su copie di strutture di gioco riciclate anche nel 2015. Terminator Genisys: Revolution non fa eccezione, anzi: è solo l’ennesimo reskin della formula di shooting creata e propinata in tantissimi giochi d’azione della software house statunitense. L’operazione però non è stata un fallimento da un punto di vista prettamente economico, ma dal punto di vista videoludico un gioco del genere non fa niente, come una pernacchia nello spazio.

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7° – Disney Infinity 3.0

Mettiamo le mani avanti: siamo grandi fan dell’universo di Disney Infinity. Abbiamo assaporato la versione per console in tutte le salse, abbiamo speso centinaia di euro acquistando le splendide statuine, insomma, è un prodotto che apprezziamo molto nonostante il target di riferimento sia il pubblico molto giovane. Siamo però rimasti molto delusi dalla controparte per Android e iOS del gioco in questione. Nella fattispecie, Disney Infinity 3.0 per piattaforme mobili comprende solo la modalità Toybox, ovvero l’editor dei livelli. Il problema è che lo smartphone (o il tablet) non riesce a sostenere la potenza di questo editor, e lo stesso gioco non è ottimizzato per niente per l’uso del touchscreen. È un vero peccato, viste le potenzialità. Speriamo solo che Disney prenda atto della problematica, anche perché il suo principale rivale, Skylanders, è super agguerrito.

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6° – Katy Perry Pop

Direte voi: ma cosa ti aspettavi dal gioco di Katy Perry? Ebbene, che ci crediate o no, Katy Perry Pop è uno dei titoli che ci ha deluso durante il 2015, non tanto per la sua qualità, che immaginavamo fosse bassa, per l’assenza totale di gameplay, cosa che si ripercuote pesantemente sul divertimento, e non solo. In soldoni, Katy Perry Pop non è un gioco per i fan e non è nemmeno un prodotto degno della più sincera mediocrità perché non celebra l’artista come dovrebbe. Sembra un banale simulatore musicale sporcato da decine di acquisti in-app. Insomma, questo Pop è solo per veri appassionati: anzi, ossessionati.

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5° – Star Wars: L’insurrezione

Star Wars: L’insurrezione è un prodotto incredibile sotto numerosi aspetti, ed altrettanto scialbo sotto altri. Un sistema di controllo essenziale, basato quasi completamente su tap mirati, è affiancato da una cornice di gioco inedita ed ambiziosa. Peccato sia afflitta da una monotonia che lascia basiti, poiché l’impalcatura di gioco è fondata su missioni che si ripetono continuamente fino allo sfinimento. Una grande, enorme occasione sprecata, anche se ogni tanto continuiamo a giocarci perché, a onor del vero, del buono c’è.

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4° – Biker Mice from Mars

Ragazzi, fermi tutti, è uscito il gioco dei Biker Mice da Marte! Ecco la frase che abbiamo gridato ai quattro venti quando 9th Impact ha rivelato il tie-in in questione. Peccato che Biker Mice from Mars sia un gioco obsoleto, nato vecchio e vittima di problemi grossolani inconcepibili per un gioco di fine 2015. L’apparente immediatezza del sistema di controllo è inficiata da una risposta ai comandi non affidabile, un difetto che in un endless runner mina seriamente la scorrevolezza dell’esperienza. Ci dispiace ammetterlo, ma la scelta più saggia è lasciarlo lì dov’è. Piuttosto, gustatevi la sigla o riguardatevi il cartone animato per domare la nostalgia.

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3° – Broken Age

Broken Age doveva essere il ritorno in pompa magna di Tim Schafer, autore di capolavori del calibro di Grim Fandango e Monkey Island. Così non è stato, purtroppo. Non che sia un brutto gioco, non fraintendeteci: È strana la sensazione di perenne equilibrio di odi et amo verso Broken Age. L’universo creato dagli artisti di Double Fine è inebriante da esplorare, ma il gameplay e tante altre piccole problematiche (soprattutto nel secondo atto) non gli permettono di brillare come avrebbe dovuto. Premiarlo per un design certosino o storcere il naso per una esecuzione assolutamente non all’altezza delle aspettative? Sta a voi scegliere. Sta di fatto che da un nome così importante ci aspettavamo ben più di un lavoro che certamente risulta piacevole, ma mai riesce a raggiungere – come invece hanno fatto i suoi predecessori spirituali – il memorabile.

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2° – Rayman Adventures

Non c’è due senza tre, e meno male. Rayman Adventures è il terzo capitolo della melanzana salterina di Ubisoft ad approdare su mobile e, almeno su carta, quello di cui aveva bisogno la serie. Peccato che non tutto è andato per il verso giusto, non tanto per problematiche interne, quanto per scelte di design a dir poco discutibili. Rayman Adventures è schiavo di una struttura rigida che non gli appartiene concettualmente e il design dei livelli non è all’altezza delle nuove possibilità. Il prodotto rimane comunque esteticamente bellissimo e molto godibile, specie se lo si assapora con una certa saltuarietà, ma l’amaro in bocca è troppo fastidioso, considerando poi l’esemplare qualità dei suoi predecessori.

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1° Sonic Runners

Se ci fermiamo un attimo a pensare cosa era Sega qualche decennio fa, e poi la paragoniamo a cosa è diventata ora, davvero, vengono i brividi. Di quella società nipponica dal nome che suscita ilarità tra gli italiani non è rimasto poi così tanto come in passato. Proprio Sonic Runners cerca di emulare il gameplay dell’originale, ma semplicemente non ci riesce. Sonic è immediatezza, è adrenalina, non un’accozzaglia di schermate inutili che coprono il fulcro del divertimento, ovvero la velocità. In definitiva, il progetto spruzza amatorialità da tutti i pori, nonostante sia stato sviluppato dal competente Sonic Team e prodotto da un’azienda potente come Sega. O forse dovremmo dire com’era.

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Signore e signori, anche questa classifica è finita. Le delusioni, come avete ben potuto vedere, sono state tante: ora vogliamo sapere quali sono state le vostre delusioni del 2015, sempre in ambito videoludico ovviamente. Vi aspettiamo nei commenti!

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