Android CPU finale

Android dalla A alla Z: guida alle CPU per Android e quale scegliere

Emanuele Cisotti -

Proprio come per un PC, scegliere un processore è importante in base a quello che vogliamo ottenere, e proprio come un PC è allo stesso tempo poco influente se volete solo “usarlo” senza preoccuparvi di niente. Ma una differenza importante con i PC c’è: qui su Android la CPU non è personalizzabile e quindi dovete ovviamente tenervi quella a corredo insieme al telefono. Sicuramente un’ovvietà, ma prima di spendere i vostri soldi è sicuramente meglio informarsi.

CPU o SoC?

In realtà su Android si parla solitamente di SoC (System-on-a-chip) e non di CPU. Questo perché i dispositivi sono così piccoli che la soluzione adottata prevedete di integrare in un unico componente tutto il necessario per funzionare. Quindi quando si sceglie il processore si sceglie in realtà anche molto altro: antenna, Wi-Fi, Bluetooth, GPS, supporto alla registrazione di video, GPU (ovvero il processore grafico) ed eventualmente anche altri componenti hardware. Per questo è importante analizzare questi componenti sotto molti fattori.

Non c'è solo la frequenza

Quando leggete le recensioni su AndroidWorld il dato che viene riportato è solitamente duplice: il numero di core e la loro frequenza di lavoro. Banalmente questi sono gli unici due fattori importanti e quello che ha più core e lavora a frequenze più alte è in teoria il “vincitore”. Ma come tutte le cose in realtà ci sarebbero altri punti da guardare (che spesso noi omettiamo per semplicità, ma che citiamo quando è particolarmente importante che venga fatto). Parliamo intanto del tipo di processo produttivo, ovvero quanto piccoli sono realizzati i componenti del SoC: più il processo produttivo è preciso, maggiore è il risparmio in termini energetici e di spazio, come anche di velocità (le distanze sono ridotte). Una CPU prodotta a 28nm sarà più performante di una realizzata a 45nm. Abbiamo poi la frequenza di lavoro (e il numero di core) del processore grafico, la frequenza massima supportata per la RAM, la dimensione della cache della CPU e ovviamente i tipi di reti supportati (che siano dati 3G/4G, Wi-Fi o Bluetooth).

Multi-core

Ormai tutte le CPU (e quindi i SoC) sono multi core, ovvero hanno più “cuori” che lavorano in contemporanea. Questo è utile perché permette ai processi di “smarcarsi” più in fretta, divendendo il carico di lavoro fra i vari core. Al momento ci sono CPU a 2, 4, 5, 6 e 8 core. Non sappiamo dove l’evoluzione ci porterà, ma è importante solo una distinzione, ovvero l’utilizzo di più core identici fra loro o l’utilizzo di tipologie di core differenti. NVIDIA e Samsung hanno infatti scelto per le loro CPU delle soluzioni in cui alcuni core (1 per NVIDIA e 2 o 4 per Samsung) lavorano in ogni “condizione” e altri 4 che si attivano a supporto solo in caso di necessità (come browsing web o videogame).

Quale CPU scegliere?

Qualcomm Qualcomm Chips

Iniziamo parlando di Qualcomm che con i suoi Snapdragon è il produttore più attivo nel mondo Android (e mobile in generale). I suoi SoC sono in buona parte degli smartphone in circolazione e sono apprezzati sopratutto per le loro prestazioni. Scegliere una CPU Qualcomm vuol dire solitamente andare sul sicuro. Al momento sono ancora in produzione la famiglia 200, la 400, la 801 e la 805, ognuna pensata per un tipo di prodotto differente e con prestazioni diverse, anche grazie alla buona ottimizzazione della piattaforma Android su CPU Qualcomm e anche grazie alle GPU fatte in casa (su tecnologia AMD) denominate Adreno. Dalla versione 800 in poi (e anche su alcune 400) e poi presente anche la rete LTE e il supporto alla Wi-Fi ac. Le prestazioni energetiche solitamente sono nella media rispetto alla concorrenza, ma ovviamente variano molto in base al tipo di modello. Qualcomm è la scelta preferita dai produttori quando il prodotto non deve necessariamente costare poco.

  • Numero di core: 2, 4
  • Varianti in produzione: 200, 400, 801, 805
  • Punto di forza: Prestazioni
  • Punto di debolezza: Costo

NVIDIA

NVIDIA logo finale

NVIDIA ha da sempre puntato ai videogiocatori. Ha vissuto un suo momento di gloria molto importante con Tegra 2 e proseguito in parte con Tegra 3. Entrambe erano due CPU molto performanti per i giochi (con un gran numero di core dedicati alla GPU), ma che non puntavano molto sul risparmio energetico. La situazione è migliorata nettamente con Tegra 4, che però non ha attecchito nel cuore dei produttori e con Tegra 4i (che ha al suo interno anche il modem LTE). Il processore di punta del momento di NVIDIA è K1, già utilizzato da alcuni dispositivi e scelto da Google per il suo Project Tango e da NVIDIA stessa per Shield Tablet. Risolti ormai i problemi di surriscaldamento, NVIDIA è da scegliere se si è dei videogiocatori.

  • Numero di core: 5
  • Varianti in produzione: 4i, K1
  • Punto di forza: Grafica 3D
  • Punto di debolezza: Prestazioni generali a parità di costo

Intel

Intel logo finale

Intel è sicuramente il re indiscusso per quanto riguarda le CPU nei PC, ma su mobile? Poco si è smosso fino ad un paio di anni fa, quando Intel ha realizzato i suoi primi SoC Atom (da non confondersi con le CPU per PC Atom). Inizialmente è stata la prima a toccare la frequenza di 2 GHz (con un solo core), ma poi anche Intel ha scelto la strada dei 2 e 4 core (questi ultimi non ancora utilizzati su Android). Le prestazioni sono migliorate molto rapidamente nel tempo, facendo diventare i suoi processori una scelta interessante per i produttori. Vedremo se saprà proseguire sulla corretta strada. Intel è stata la prima a portare poi CPU a 64 bit su Android.

  • Numero di core: 2
  • Varianti in produzione: Z25xx
  • Punto di forza: Consumo energetico
  • Punto di debolezza: Prestazioni generali a parità di costo

Mediatek

Mediatek finale

Mediatek è forse l’azienda che con maggiore solerzia lavora per portare sempre nuove CPU nel panorama Android e, ad oggi, è l’unica ad aver offerto (ormai da mesi) una CPU ad 8 core veri (ovvero in funzione in contemporanea). L’azienda è diventata famosa perché utilizzata da quasi tutti i produttori di smartphone dual SIM. Il sicuro vantaggio per i produttori nella scelta di una SoC Mediatek è quello del risparmio economico e nel supporto dual SIM. A parità di core, nessun SoC Mediatek può competere ad armi pari con le concorrenza citata in precedenza, ma se si tiene conto anche del ridotto consumo energetico la bilancia torna più equilibrata. È comunque sicuramente un’azienda da tenere d’occhio perché è facile che la stessa voglia presto scrollarsi di dosso l’idea del “low cost”.

  • Numero di core: 4,8
  • Varianti in produzione: MT658x, MT659x
  • Punto di forza: Supporto dual SIM “solido”
  • Punto di debolezza: Prestazioni generali a parità di core

Samsung

Samsung Exynos finale

Samsung è una delle poche aziende che produce alcune delle CPU utilizzate sui suoi dispositivi in casa. È sicuramente un enorme bene per l’azienda perché questo è un grandissimo punto su cui fare leva per mantenere bassi i costi di produzione. In passato le serie singole e dual core (Exynos 3 e 4) avevano riscosso un buon successo sui prodotti di punta dell’azienda, ma poi per più di un anno c’era stato “silenzio” dalle filiere produttive, fino all’arrivo della generazione 5, con supporto a 6 e 8 core (4 più “prestanti” e 2 o 4 di “base”). Questi vengono utilizzati su svariati prodotti dell’azienda, ma al momento non su quelli di punta, dove Samsung utilizza ancora SoC Qualcomm. Le prestazioni degli Snapdragon non sono ancora state raggiunte, ma sicuramente grandi passi avanti sono stati fatti in questo senso.

  • Numero di core: 6,8
  • Varianti in produzione: Exynos 5
  • Punto di forza: Risparmio economico
  • Punto di debolezza: Prestazioni generali a parità di core

HiSilicon

Huawei HiSilicon Kirin finale

Anche Huawei ha una sua serie di processori, creati dalla sua azienda HiSilicon. In passato le varie varianti di K3 non avevano mai convinto e ancora oggi il Kirin 910 quad core manca di stupire. In arrivo il 4+4 core Kirin 920. Le prestazioni non sono del tutto da denigrare, ma sicuramente la strada per raggiungere la vetta è ancora lontana. Il beneficio è comunque consistente in termini di risparmio economico e di risparmio energetico.

  • Numero di core: 4,8
  • Varianti in produzione: Kirin 910, Kirin 920
  • Punto di forza: Risparmio economico
  • Punto di debolezza: Prestazioni generali

Broadcom

Broadcom, famosa sopratutto per i suoi modem, ha fatto capolino nel mondo Android di recente includendo alcune sue CPU all’interno di dispositivi low cost, quasi esclusivamente prodotti Samsung. Le prestazioni sono decenti, ma è facile intuire che se vengano scelti in favore di altre soluzioni è proprio per la loro economicità.

  • Numero di core: 2
  • Punto di forza: Forte risparmio economico
  • Punto di debolezza: Prestazioni generali

VIA / AllWinner / RockChip / Marvell

E poi ci sono vari outsider. Tutte aziende che producono un gran numero di SoC che però difficilmente troviamo su prodotti commercializzati in Italia e molto più facilmente in quelli disponibili in Asia (specialmente su box TV e chiavette di vario genere). Solitamente il consiglio è di evitare queste marche, non tanto perché producano prodotti mal funzionanti, ma quanto perché a parità di costo è facile trovare qualche soluzione più prestante e sopratutto più supportata. Ciò comunque non annulla il fatto che queste siano ottime CPU da utilizzarsi in dispositivi in cui il costo sia davvero minimo.

  • Punto di forza: Forte risparmio economico
  • Punto di debolezza: Prestazioni generali
intelNVIDIAqualcomm