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Cos’è l’autofocus laser? – Android dalla A alla Z

Emanuele Cisotti -

Nel mondo mobile abbiamo sentito parlare della prima volta dell’autofocus laser è con l’arrivo di LG G3. Questo è stato il primo smartphone Android ha portare in dote questa tecnologia. Detto in modo molto semplice si tratta di un laser (emesso da una porta a fianco della fotocamera) che permette di mettere a fuoco rapidamente prima dello scatto di una voto.

Entrando nel dettaglio questo metodo sfrutta il calcolo del tempo di ritorno del laser riflesso sulla superficie da mettere a fuoco. Non è ovviamente un sistema infallibile, ma ha il vantaggio di funzionare con ogni tipo di luce (ovvero anche senza luce) e di essere molto rapido. Non funziona quindi, come qualcuno aveva suggerito, proiettando una griglia per migliorare il calcolo del contrasto, che è il metodo utilizzato al momento da tutti gli altri smartphone. Questo metodo però non è “andato in pensione”, ma gli è stato comunque affiancato l’autofocus laser.

Il laser può fallire nel caso l’oggetto sia trasparente o troppo riflettente, o se si trova ad una distanza troppo elevata. Si parla però di una quasi infallibilità per oggetti a meno di 60 centrimetri di distanza. Nel caso l’autofocus laser dovesse fallire, entrerà in gioco quello basato sul calcolo del contrasto, che però sarà comunque più veloce, avvantaggiato dal fatto di sapere che l’oggetto da mettere a fuoco è a più di 60 centimetri.