2015 final

(Editoriale) 5 cose del 2015 che porterò nel nuovo anno

Nicola Ligas -

Il 2015 giunge al termine, ma non starò qui a fare un recap di tutto quello che è successo nei 365 giorni passati, anche perché lo abbiamo già fatto. Quello che farò è invece sottolineare alcuni aspetti che di questo 2015 mi hanno particolarmente colpito, in positivo o in negativo, cercando magari di intravedere qualche trend per il prossimo anno.

Il 2015 è stato l’anno delle fotocamere. Samsung ed LG hanno fatto i passi più lunghi, ma sono comunque state in buona compagnia. Tanti smartphone, in particolare ovviamente top di gamma, con doti fotografiche in grado di mandare in pensione tante compattine, soprattutto perché lo smartphone è davvero lo strumento che abbiamo sempre con noi, pronto a scattare, adesso con una qualità davvero elevata, sia in ambito di foto che di video.

L’autonomia rimane sempre il vero tallone d’Achille

Purtroppo, rispetto all’anno passato, non è stato fatto alcun passo in avanti sul fronte dell’autonomia, anzi, semmai quasi il contrario. Il 2014 aveva infatti piuttosto brillato rispetto all’anno precedente in questi termini, mentre nel 2015 in pochi hanno azzardato batterie particolarmente generose, ed anche tra quelli che l’hanno fatto non tutti hanno stupito con valori record. Ed in attesa di scoperte rivoluzionarie, niente lascia pensare che il 2016 sarà troppo diverso.

Il 2015 è stato l’anno della frammentazione. Google ha insistito con la formula developer preview a giugno + major release in autunno; fatto sta che Marshmallow, secondo gli ultimi dati, Marshmallow è ad appena lo 0,5% e nemmeno Lollipop riesce ad avere la maggioranza relativa, che spetta ancora a KitKat.

Android progredisce più velocemente di Android

Continuando col medesimo trend, nel 2016 il divario si amplierà ulteriormente, in barba alla concorrenza che aggiorna invece con tutti altri ritmi (anche se potremmo parlare della qualità). Definire poi “major” il passaggio da Lollipop a Marshmallow è quantomeno esagerato, tanto che questo modo di procedere di Google sembra più un veicolo pubblicitario per far parlare di Android, che rischia però di indispettire i partner che non riescono a stare al passo, e di conseguenza gli utenti.

Il 2015 è stato l’anno dei lettori di impronte digitali. Tra i sistemi di autenticazione biometrica (e non solo), i lettori di impronte hanno vinto. A mani basse. Ormai sono efficienti, veloci e relativamente sicuri. Molto più comodi del dover inserire PIN/password, molto più pratici di altri sistemi che possono essere soggetti alle condizioni ambientali.

Scanner dell’iride? Bello per i film di fantascienza, poco pratico nella vita vera

Dal top di gamma ai modelli di fascia più bassa i lettori di impronte sono un po’ ovunque, e niente lascia pensare che nel 2016 le cose cambieranno; anzi ci sarà probabilmente un aumento anche da parte dei produttori finora più scettici. Del resto, se una cosa funziona, è inutile osteggiarla.

Il 2015 è stato l’anno dei Nexus. Finalmente sono stati due, come da anni si diceva, e finalmente sono stati di qualità, senza troppi compromessi (ok, qualcuno sì) come negli anni passati, anche e soprattutto in ambito fotografico, mantenendo ora una promessa così vecchia che non sappiamo nemmeno se fosse ancora valida. Complimenti particolari ad Huawei per aver realizzato il Nexus migliore di sempre, un’azienda che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe accostato ai googlefonini e che invece si è dimostrata più che all’altezza in questo campo, e non solo.

Sarà per questo che non ne ho comprato neanche uno?

Peccato che al contempo sia anche piuttosto chiaro che, almeno per ora, Google non ha intenzione di investirvi sopra così tanto come all’epoca di Nexus 4, che uscì con un prezzo “stracciato”. I Nexus sono cari, tranne che negli USA, dove probabilmente è BigG stesso a farsi carico in qualche modo del loro costo. Speriamo che le cose possano cambiare in futuro, ma ci crediamo poco.

Il 2015 è stato l’anno di SmartWorld. Per me è stato così, anche se mi rendo conto che su scala globale non avremo inciso quanto i punti precedenti. Ma ci stiamo lavorando. Il rinnovamento di AndroidWorld e l’espansione del nostro network con MobileWorld e SmartWorld sono giunti già a febbraio 2015, ma sono stati per noi il cardine di tutto l’anno e senz’altro di quelli a venire.

La passione è la molla che muove il mondo: il mio e il vostro

Un cambiamento che è appena agli inizi, che ha comportato un modo completamente diverso di lavorare ed al quale ci stiamo noi per primi ancora adattando, con tanti aggiustamenti già fatti ed altri che arriveranno col tempo (niente spoiler, ma per il 2016 ne abbiamo di cose in cantiere!) e che spero crescerà con voi. Che ci crediate o meno infatti, è per offrirvi un servizio che sia sempre migliore, ampio ed il più “diverso” possibile che facciamo questo mestiere ogni giorno. La passione che ci mettiamo e quella che traspare anche dalle vostre parole, lodi o critiche che siano (le leggiamo tutte, ma confesso che preferisco le prime!), è la molla di tutto, che ci farà rimbalzare più in alto anche nel nuovo anno.