Marshmallow final

Le nuove regole di Google sui permessi e sull’audio professionale

Lorenzo Quiroli

Con ogni nuova versione di Android, Google aggiorna il CDD, ossia il documento contenente tutte le specifiche che un dispositivo deve avere per essere considerato compatibile, dalle più banali (ad esempio uno smartphone deve avere uno schermo touchscreen) alle più complesse e facoltative.

Marshmallow ovviamente non fa eccezione e dopo aver visto le regole per il lettore di impronte digitali e per la crittografia, ora passiamo a permessi e audio ad alte prestazioni. La prima buona notizie è che i produttori non potranno approfittarsi del nuovo sistema di permessi del robottino verde. Anche le loro app, quelle preinstallate, spesso chiamate bloatware, dovranno richiedere come tutte le altre i permessi per accedere al dispositivo.

9.1 Permissions

Permissions with a protection level of dangerous are runtime permissions. Applications with targetSdkVersion > 22 request them at runtime. Device implementations:

  • MUST show a dedicated interface for the user to decide whether to grant the requested runtime permissions and also provide an interface for the user to manage runtime permissions.
  • MUST have one and only one implementation of both user interfaces.
  • MUST NOT grant any runtime permissions to preinstalled apps unless: the user’s consent can be obtained before the application uses it or the runtime permissions are associated with an intent pattern for which the preinstalled application is set as the default handler.

Ci sono quindi delle eccezioni particolari sensate: ad esempio la fotocamera avrà già il permesso di accedere alla fotocamera, in quanto quando avviata con una scorciatoia sarà il gestore di default di quell’intent.

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Il secondo capitolo è poi dedicato all’audio professionale. Android non è mai stato eccelso in quanto a latenza audio ma già con Lollipop ci sono stati grandi miglioramenti e con Marshmallow Google ha aggiunto un package manager dedicato all’audio professionale, con alcuni requisiti per poterlo sfruttare:

5.10. Professional Audio

If a device implementation meets all of the following requirements, it is STRONGLY RECOMMENDED to report support for feature android.hardware.audio.pro via theandroid.content.pm.PackageManager class [Resources, 70].

  • The device implementation MUST report support for featureandroid.hardware.audio.low_latency.
  • The continuous round-trip audio latency, as defined in section 5.6 Audio Latency, MUST be 20 milliseconds or less and SHOULD be 10 milliseconds or less over at least one supported path.
  • If the device includes a 4 conductor 3.5mm audio jack, the continuous round-trip audio latency MUST be 20 milliseconds or less over the audio jack path, and SHOULD be 10 milliseconds or less over at the audio jack path.
  • The device implementation MUST include a USB port(s) supporting USB host mode and USB peripheral mode.
  • The USB host mode MUST implement the USB audio class.
  • If the device includes an HDMI port, the device implementation MUST support output in stereo and eight channels at 20-bit or 24-bit depth and 192 kHz without bit-depth loss or resampling.
  • The device implementation MUST report support for featureandroid.software.midi.
  • If the device includes a 4 conductor 3.5mm audio jack, the device implementation is STRONGLY RECOMMENDED to comply with section Mobile device (jack) specifications of the Wired Audio Headset Specification (v1.1).

Queste regole consentiranno a Google di sapere esattamente quali dispositivi sono compatibili con l’audio professionale, in modo che gli sviluppatori possano supportarli adeguatamente con le loro applicazioni. Un ulteriore passi in avanti in un campo in cui Android ha sempre faticato rispetto ad iOS.

 

Fonte: AndroidPolice