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L’arma segreta di Samsung Pay contro Apple Pay e Android Pay

Lorenzo Quiroli

La sfida dei Pay può considerarsi ufficialmente iniziata: l’ha aperta Apple Pay, l’anno scorso, dopo un lungo periodo in cui i pagamenti mobile erano stagnanti. Dopo qualche mese, è arrivato Samsung Pay, presentato a febbraio ma che sta iniziando a diffondersi solo ora in Corea e USA. Infine, Android Pay, la soluzione di Google che per il momento è limitata agli USA.

Chi vincerà tra i tre ce lo dirà il tempo ma Samsung Pay ha un vantaggio non indifferente sulla concorrenza: si chiama MST, siglia che sta per Magnetic Secure Transmission, una tecnologia che rende il servizio in grado di comunicare ed effettuare un pagamento anche con i vecchi POS privi di NFC.

Ci pensa Will Graylin, CEO di LoopPay, a spiegarcelo:

C’è un piccolo avvolgimento metallico, piegato in modo da ricongiungersi. Quando l’elettricità lo attraversa crea un campo magnetico in grado di comunicare con un lettore di standard di carte di credito, emulando alla perfezione lo scorrimento di una carta con banda magnetica. In pratica MST parla la stessa lingua del POS.

Will Graylin

Nonostante MST sia una tecnologia più vecchia dell’NFC ha il vantaggio essenziale dell’essere già compatibile con il 90% dei punti vendita al mondo. Una cifra impressionante per un servizio di pagamento appena nato. C’è poi da dire che Samsung Pay supporta anche i pagamenti tramite NFC, ma può disporre anche di questa alternativa che Google e Apple non hanno.

Vi ricordiamo che Samsung Pay è compatibile con Galaxy S6, S6 Edge, S6 Edge+ e Galaxy Note 5, con altri smartphone, anche di prezzo inferiore, in arrivo in futuro. Speriamo quindi di poterlo provare al più presto visto che Samsung sta lavorando per poterlo introdurre anche in Europa.

Fonte: Techinsider