Stonex Commodore

Editoriale: Stonex e Commodore, i tormentoni dell’estate 2015

Nicola Ligas -

Ogni estate porta con sé uno o più tormentoni estivi, canzoni che senti intonare ovunque, volente o nolente, e che poi ti entrano in testa, volente o nolente. Anni dopo, riascoltandole, ti ricordano di quell’estate italiana, e magari ci sorriderai sopra, ma lì per lì, sotto sotto, le odierai; e forse nemmeno così tanto “sotto sotto”. Anni fa tutti portavano in alto la mano, per salutare il loro capitano, ma nell’estate 2015 invece il tormentone ha avuto un nome diverso, Stonex, ed a fargli da contraltare ce n’era un altro, riesumato dalla tomba: Commodore.

Si tratta di due progetti andati avanti in modo parallelo ma indipendente, e con campagne mediatiche in buona parte diametralmente opposte. A loro modo hanno entrambi diviso l’opinione pubblica, ed a loro modo devono ciascuno ancora dimostrare la vera pasta di cui sono fatti.

Tutto è iniziato in primavere in realtà, quando, tornato a casa da lavoro, mi metto a scorrere le news di AndroidWorld scritte nel frattempo, leggendo che Facchinetti avrebbe presentato uno smartphone top di gamma italiano. Ma chi è Facchinetti? Il nome mi dice vagamente qualcosa, ma non essendo uno che segue molto TV o radio, ammetto che ci ho messo un po’ a capire che si trattava di DJ Francesco; ed anche in questo caso avevo a malapena idea di chi fosse. Adesso lo so bene, perché dopo mesi di martellante campagna mediatica, della quale anche noi siamo stati complici e schiavi (che ci crediate o meno, le notizie su Stonex erano sempre tra le più seguite), una cosa mi è chiara, anzi due: la prima è che Facchinetti a suo modo ha vinto, realizzando dal nulla un tam tam che in pochi al posto suo sarebbero riusciti a scatenare, e convincendo tanti utenti con un’abilita oratoria che in molti nemmeno si immaginano; la seconda è che io odio Facchinetti. (Ma non per le ragioni che pensate voi.)

In questi mesi ho imparato ad ammirare e odiare Facchinetti, ma non per ciò che potreste pensare

Lo odio per il modo in cui ci ha sfruttato ma non ascoltato, fissando degli incontri con vari siti italiani ed i loro utenti, alle sue condizioni, come se lavorassimo tutti per loro. Lo odio perché il suo essere “personaggio” ha complicato terribilmente il nostro lavoro: da un lato eravamo contenti di poter avere, per una volta, un dialogo reale con un’azienda, non come con le lontane Samsung, LG, Sony ecc., ma dall’altro proprio la notorietà di Facchinetti ha fatto sì che il suo nome e ciò che la gente pensa di lui si mescolassero ai pensieri sul telefono. Voglio essere molto chiaro su questo punto: la nostra recensione di Stonex One, è la recensione di Stonex One; non è la recensione dell’azienda Stonex, né tantomeno di Facchinetti, e non è influenzata da ciò che pensiamo di loro, dalla campagna fatta o da qualsiasi cosa che non riguardi lo smartphone in sé e per sé (ma questo in molti non sembrano averlo capito).

Nel frattempo Commodore teneva un profilo di tipo diverso. Quando pubblicammo il nostro primo articolo in merito, un paio di mesi fa, nessuna grande testata italiana si era ancora accorta di loro, perché la campagna via Facebook di Commodore Business Machine (questo il nome completo dell’azienda) non era certo roboante come quella di Stonex, e questo nonostante fossero mesi che venivano pubblicate informazioni frammentarie sul Commodore Pet, ma senza cercare più di tanto di attirare l’attenzione della blogosfera e della stampa italiana.

Del Commodore Pet, ad oggi, abbiamo visto pochi video e nulla più

Il nome Commodore è poi “esploso” sulla stampa internazionale e lo smartphone nel giro di poco (21 luglio) era in vendita; peccato che ad oggi non sia ancora stato spedito a nessuno, in base a quanto ci risulta, ed i primi modelli arriveranno solo a fine settembre, 2 mesi dopo i primi ordini. Ma cosa abbiamo visto veramente di questo smartphone finora? Cosa dobbiamo aspettarci che sia in grado di fare? Commodore è stata avara di promesse tanto quanto Stonex ne è stata generosa, e se da una parte è vero che ci vogliono fatti e non promesse, al momento non abbiamo comunque né gli uni né le altre. Lo stesso canale YouTube dell’azienda presenta ad oggi pochi e non troppo significativi video, e di certo Commodore non ha fatto troppo per esaltare il telefono, parlando per lo più di come acquistarlo, piuttosto che delle sue doti tecniche e non.

Sarò sincero: da un punto di vista strettamente personale non ho troppo gradito nessuna delle due campagne, anche se ciascuna sembra a suo modo aver avuto il proprio successo: troppo “populista-a-tratti-vittimista/promettista” quella di Stonex / Facchinetti (ma era anche ciò che l’azienda voleva); molto evasiva quella di Commodore ma comunque basata “sui sentimenti”, quelli suscitati da un marchio reso celebre trent’anni prima da un’altra azienda, sbandierato quasi come fosse una cosa sua, quando invece la rinascita della “nuova” Commodore non aveva niente a che vedere con il passato. Il mio è un misto di scetticismo di carattere (più cerchi di convincermi di una cosa, più ottieni l’effetto contrario), ed in parte è dettato dall’esperienza e dalla deformazione professionale (per abitudine ormai provo tutto prima di comprarlo), ma la rete, si sa, è popolata da tanti San Tommaso, per di più molto saccenti, ed infatti non è stata affatto clemente con nessuna delle due.

Tante critiche per entrambi, ma poche basate sui problemi reali

Stonex e Commodore si sono infatti ritrovate alle prese con un sacco di critiche, molte “di stampo cinese”: gli Stonex sono dei rebrand Amoi, Commodore Pet è il rebrand di un Orgtec, Stonex non ha la certificazione Google, Commodore fallirà nella registrazione del marchio, ecc. ecc. Potremmo stare ore a discuterci sopra, ma il punto è che i reali problemi di Stonex One sono ben altri (e molto probabilmente anche quelli di Commodore Pet). Non è questione della “cinesata” o meno, perché comunque la qualità costruttiva, l’hardware e la reattività ci sono: ad oggi i veri problemi stanno nell’autonomia e nel software, in particolare della fotocamera, e la cosa più irritante è che proprio sulla qualità fotografica Stonex aveva basato buona parte della sua campagna. Qui potremmo dire che una maggiore umiltà fin dall’inizio non avrebbe fatto male, o magari che Stonex “si è corsa addosso”, dandosi dei tempi che lei stessa non è stata in grado di rispettare, fatto sta che se davvero questo progetto vorrà crescere grazie alla collaborazione degli utenti, cosa che ha detto di voler fare fin dall’inizio, dovrà anche imparare ad essere meno aggressivo e più concreto.

Il risultato è che ormai in rete tutti odiano Stonex e Commodore (esclusi i loro follower / breakers, ovviamente). Internet è saccente, supponente, e strafottente: trovi ovunque siti, blog o semplici pagine social che ti dicono “la verità”, e di verità su Stonex One e Commodore Pet ne sono state dette così poche (incluse quelle delle due aziende, sia chiaro) che ormai è davvero difficile capire cosa ci sia di vero e cosa no. Recensire Stonex One non è stato facile, sia perché molti lo avevano già “recensito mentalmente” prima ancora di vederlo (e di certo non gli avremo fatto cambiare idea noi) sia perché smartphone e campagna mediatica ormai sono diventati tutt’uno, ma noi è solo della qualità del primo che dovevamo occuparci, non di “punire” nessuno. Se non avessimo messo alcun voto, probabilmente avremmo accontentato più lettori, perché il voto è spesso l’elemento dirimente, e finché non è scritto puoi dare alle parole l’interpretazione negativa o positiva che vuoi. Alcuni hanno considerato 6,8 un voto esagerato, ma se ci pensate bene, soprattutto alla luce della pubblicità fatta, è come dire che all’esame di fine anno avete preso più che sufficiente, dopo essere stati tutto l’anno a dire che avreste preso ottimo; non proprio un grande traguardo… Ma come ho appena ribadito, è il voto che divide, non ciò che abbiamo detto.

Lo smartphone dovrebbe avere sempre l’ultima parola, anche sui suoi produttori

Una campagna più sobria e meno promesse (come poteva uno smartphone che è acerbo ancora adesso, essere pronto per le vacanze?) avrebbero evitato senz’altro tante delle critiche di oggi, ma al contempo molte meno persone ne avrebbero parlato, e forse altrettante meno lo avrebbero comprato. Stonex però afferma di essere qui per restare, e che lo smartphone migliorerà col tempo e con l’aiuto della community. Io sinceramente non posso che farle in bocca al lupo, soprattutto per chi l’ha comprato, e perché in un mondo in cui più concorrenza non fa mai male, perché dovrei augurarmi il contrario? Se Stonex One migliorerà sarà meglio per lui e per i suoi utenti, se non lo farà la gente avrà una ragione in più per rifarsela con Facchinetti (come se ne avessero bisogno).

Ho pensato tante volte a questo editoriale nel corso degli ultimi mesi: di cose da dire, di ragioni per strappare un facile applauso, ne avrei trovate a bizzeffe, e forse sarebbe stato più facile bollarli entrambi e tanti saluti (attenzione: più facile, ma non per forza più corretto); ma poi da una parte il tempo non basta mai e dall’altra avevo paura che mi sarei fatto trascinare troppo, perdendo di oggettività. Ora che la recensione di Stonex c’è già però, il problema in parte non si pone, anche se per Commodore Pet purtroppo dovremo ancora aspettare, e vi assicuro che sono curioso quanto voi di metterlo alla prova, perché ad di là di tutto, per noi il prodotto viene sempre prima di ogni altra cosa, anche dell’azienda stessa. Gli smartphone, al contrario delle persone, non mentono mai, sempre che abbiate la voglia di giudicarli per ciò che sono, e non per quello che possono o meno rappresentare.

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