Remix OS final - 2

Remix OS 1.5, la nostra prova su Nexus 10 (foto e video)

Nicola Ligas -

Uscita pochi giorni fa per Nexus 10, abbiamo con molta curiosità provato Remix OS 1.5, il fork Android che si crede un sistema operativo Desktop, e che in effetti dobbiamo dire riesce abbastanza nel suo scopo.

Remix OS cambia infatti l’aspetto grafico di Android, adattandosi al meglio alla visuale landscape, su schermi di buone dimensioni. Abbiamo una taskbar in basso, che contiene il pulsante indietro e quello home, ed al loro fianco le icone di tutti i programmi in esecuzione, esattamente come su Windows.

All’estrema destra di questa taskbar abbiamo invece un pulsante che apre sia un gestore di memoria, che i controlli per eseguire le app in modalità telefono o full screen. Alcune applicazioni possono infatti essere eseguite in finestra (modalità telefono), permettendoci così di spostarle dove vogliamo sullo schermo, mentre altre saranno obbligatoriamente full screen.

Non c’è app drawer (le applicazioni sono tutte in forma di icona sulla home) e non ci sono widget: questi ultimi in particolare sono richiesti a gran voce per la versione 2.0 di Remix OS, che dovrebbe uscire con Remix Mini, ma ancora non siamo sicuri se saranno davvero aggiunti.

Jide, l’azienda che ha sviluppato Remix, ha aggiunto un’app per la gestione della posta elettronica, che si apre in finestra qualora cliccassimo su un link email nel browser, un file manager abbastanza elegante ma non particolarmente ricco di funzioni, una galleria, un browser che non ci ha entusiasmato molto, un’app per le note in stile Google Keep ma in parte anche più raffinata, un calendario e la suite WPS Office, oltre a pochi altri software pre-installati.

Remix OS 1.5 screenshot - 7

Ci sono ovviamente cambiamenti estetici un po’ ovunque, dalla barra delle notifiche / quick setting alle impostazioni, ma tutto è realizzato in maniera piuttosto omogenea, e spesso e volentieri in Material Design. È insomma un fork che cerca di migliorare Android, non di stravolgerlo, adattandolo meglio ad un impiego per il quale non era stato pensato inizialmente.

Tastiera e mouse sono perfettamente supportati, con le principali scorciatoie da tastiera funzionanti in automatico (ctrl + c / v / x per il copia, incolla e taglia; ctrl + z per annullare, ecc.) e con il clic destro del mouse abilitato per far comparire dei menu contestuali.

Jide ha cambiato anche la modalità per catturare screenshot, che ci lascia ritagliare e condividere porzioni precise di schermo: forse non la più utile delle funzioni, ma comunque un segno di attenzione anche al dettaglio.

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Nel complesso quindi il giudizio finora è positivo: Remix OS non stravolge del tutto le cose, e ciò che aggiunge è comunque in chiave Material e consistente. Ogni tanto c’è qualche incertezza, ma non è sempre facile dire se sia colpa del “vecchio” Nexus 10, che comunque i suoi muscoli li ha, o dell’ottimizzazione di Jide. Quel che è certo è che usare Android con tastiera e mouse è ora decisamente più confortevole, ma non è detto che questo basti a fargli fare il salto verso il desktop.

Se anche voi aveste un Nexus 10 e voleste provare Remix OS 1.5, la potete scaricare dal forum ufficiale: le istruzioni per il flash sono contenute all’interno e sono molto semplici, e si basano sostanzialmente sul flash via fastboot di tre immagini. Avrete quindi bisogno del relativo eseguibile e del bootloader sbloccato sul tablet.

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