Screenshot 2015-06-03 09.17.21

AndroidWorld intervista Francesco Facchinetti per Stonex One

Emanuele Cisotti -

Abbiamo parlato per ben un’ora al telefono con Francesco Facchinetti, volto del progetto Stonex One, assieme a Davide Erba, CEO di Stonex, con cui però non abbiamo avuto modo di parlare. Francesco ci ha raccontato molti dettagli del progetto, con un pathos che non ci saremmo aspettati da chi fino ad oggi non aveva mai investito nel mondo della tecnologia. L’intervista che trovate sotto è riportata praticamente per esteso. Ci tenevamo a fare questa precisazione, perché, per quanto la lettura possa richiedervi qualche decina di minuti, riassumere le parole di Francesco Facchinetti, senza utilizzare le sue, avrebbe fatto perdere buona parte del significato che una persona così comunicativa avrebbe voluto trasmettere.

Stonex One - 3

Quando è nato Stonex One e dove è stato realizzato?

Mi riconosco il fatto di essere una persona molto rivolta al business in generale. Mi piace investire, creare nuovi progetti, sviluppare nuove startup, fare nuove avventure, per cui sono sempre propenso a cose nuove. Due anni fa incontro Davide Erba, lui aveva già avuto la sua storia lavorativa molto importante con Stonex e quindi mi ha raccontato quello che gli era successo da quando aveva iniziato a lavorare e l’ho trovato molto interessante. Gli ho raccontato la mia idea di poter fare un progetto tale per cui avvenisse nella tecnologia quello che avviene in molti altri campi, per esempio ne cito uno: il fashion. Il fashion è stato uno dei primi campi a raccontare ai consumatori che effettivamente era stato fregato per tanti anni. Il consumatore aveva comprato un prodotto dove il valore del brand era 10 volte superiore al valore effettivo del materiale che comprava. Detto in parole povere: da 5 anni fa a questa parte, da quando c’è stata l’esplosione dei vari H&M, Zara, queste aziende hanno raccontato al consumatore che era stato fregato per tanti anni e che paradossalmente era uno sfigato se avesse continuato a comprare le cose costose rispetto a quello che accadeva una volta. Nella tecnologia questa cosa non è mai successa. Se mi siedo a tavola e al posto di avere un Samsung o un iPhone uno ha un altro telefono non lo considero un figo. Perché la tecnologia non ha ancora raccontato agli utenti che effettivamente produrre tecnologia anche top di gamma non vuol necessariamente vendere dei prodotti a prezzo eccessivo. Io volevo raccontare al consumatore che si poteva produrre tecnologia top di gamma, di serie A, al giusto prezzo. Questa era la mia idea. Ci siamo detti, con Davide Erba, “perché non facciamo uno smartphone visto che l’Italia è il secondo paese d’Europa per presenza di smartphone dopo l’Inghilterra?”. Ci sono più di 20 milioni di device, ci sono 70 milioni di SIM ed è un paese dove lo smartphone viene utilizzato molto.

Sin da subito io volevo fare un telefono globale, perché nel mondo se sei solo italiano non vali niente. Nel mondo se hai il DNA italiano ma sei rivolto verso la globalità allora acquisti ancor più valore. Per questo che si chiama Stonex One, perché l’inglese è la lingua globale. Addirittura nella rete non è solo la lingua globale ma è la lingua della rete. In questa globalità abbiamo cercato di andare a recuperare pezzi che potessero toccare un po’ tutto il mondo, a partire dal Giappone. Per esempio le nostre fotocamere sono prodotte in giappone, sono Sony, fino ad arrivare all’America, passando per Taiwan, Corea del Sud, Cina e l’Europa. L’Italia ha perso tutto quello che riguarda la tecnologia. Mentre una volta avevamo Olivetti che mentre aveva 7000 dipendenti, Microsoft ne aveva 200, oggi l’Italia ha perso totalmente grip rispetto a tutto ciò che riguarda la produzione legata alla tecnologia. Di conseguenza a ruota l’Europa, tranne rari casi. Ecco perché assembliamo il telefono dove lo fanno tutti i più grandi brand al mondo: in Cina. Perché la Cina ci permette di avere il distributore a portata di mano, ci permette di avere contatti con le case che producono i top di gamma e ripeto a gran voce: l’assemblamento nella creazione del telefono è la parte minore, per cui non si sceglie di assemblare in un posto piuttosto che un altro per una questione di prezzo. Si sceglie di assemblare in un posto dove effettivamente se tu hai bisogno di una produzione di 10.000 pezzi al mese, sto sparando un numero a caso, o 50.000/100.000 te lo possono grantire. Qua in Italia se vogliamo 10.000 pezzi dobbiamo aspettare 6 mesi e così in tutta Europa.

Stonex ONE render ufficiale - 1

Ci tenevo proprio a chiarire: tu ci confermi che Stonex è totalmente originale.

Questa roba mi sembra folle, come quelli che scrivono che noi siamo sovvenzionati dallo stato. Non ha senso di esistere. Quello che voglio dire è che io e Davide abbiamo il nostro lavoro, abbiamo il nostro core business, abbiamo la nostra vita. Se decidiamo di fare qualcosa come questa e vogliamo metterci la faccia in maniera così palese ci sarà un motivo. Di certo non ci mettiamo a ribrandizzare dei telefoni, ma non è neanche nostro interesse. Quando si scrivono quelle cose non si offende tanto noi ma piuttosto quelle persone che lavorano dietro al progetto. Assolutissimamente non abbiamo ribrandizzato un telefono già esistente.

L’aneddoto da parte nostra è che noi abbiamo sponsorizzato su Facebook un post dove parlavamo di voi e qualcuno ha stimato che ci avete pagato circa 500€ per questa mossa.

Queste sono altre cose incredibili.

Noi stiamo ancora aspettando, eh.

Va bene così. Sorrido. Sorrido perché conosco i pro e i contro della rete lavorandoci da metà degli anni ’90. È come la storia della sovvenzione dello stato. Noi stiamo investendo il nostro capitale privato. Nel 2015 una azienda che decide di investire il proprio capitale per un progetto come questo è una azienda per lo meno da osservare. Non dico da apprezzare, ma neanche da criticare. Avremmo potuto fare questa startup in Cina. Ci sarebbe costato di meno e avevamo un mercato molto di più grande. Abbiamo deciso di farlo qua per un insieme di motivi. Criticare così a prescindere è troppo facile.

Screenshot 2015-06-03 09.17.21

Avete notato anche voi una sfiducia degli italiani per i progetti italiani, cosa che invece non accade per brand stranieri?

Nei grandi numeri il sentiment non puoi pensare che sia esclusivamente positivo e il fatto che comunque si siano generati 10.000 preorder, che sono un numero esagerato per una startup come la nostra, vuol dire che c’è interesse, ed è di tipo positivo. L’italiano è diffidente per due motivi. Uno è perché è stato fregato per secoli, per cui l’italiano sa che quando uno gli dice una cosa nella sua testa pensa che lo si voglia fregare. Seconda cosa perché nel DNA l’italiano sa di essere furbo. Anche il più onesto sa benissimo di essere furbo.

Se decidiamo di fare un progetto del genere è perché lo vogliamo fare bene. La startup più grande in Italia è Stonex. Dicesi startup: “una società che esiste sul territorio da meno di 5 anni”. È logico che noi vogliamo anche guadagnare, ma avendo altre vite lavorative il guadagno non è la prima cosa. Ed è per questo che abbiamo parlato di mercato etico. Ed è per questo che in futuro vi faremo vedere la lista dei costi. Ve lo diremo: il nostro telefono ha questo costo ivato, e lo vendiamo a questo prezzo. Vi diremo quanti soldi investiremo in startup, quanti soldi sono quelli guadagnati. Questo è quello che faremo. Saremo limpidi. Perché non abbiamo nessun problema.

Abbiamo dimostrato che un progetto giusto su un mezzo di comunicazione giusto può vivere in neanche 2 mesi. L’abbiamo fatto tutti insieme. Se andremo in altri paesi diremo che è nato dall’Italia. Ed è comunque lustro per questo paese in un momento in cui l’Italia ha bisogno di essere in un mercato globale.

Mi ricollego: ok lo smartphone globale, non è che si sia parlato moltissimo di Stonex One all’estero. Avete in mente qualche mossa specifica?

Siamo usciti sull’International Business Time tre volte, che è uno dei giornali di economia più importanti al mondo e poi ci siamo fermati. Stiamo studiando quale sarà il secondo paese da andare ad aggredire, che probabilmente sarà un paese per cultura e per costumi vicino all’Italia. Andremo a replicare esattamente quanto abbiamo fatto qua. Faremo step-by-step. È sicuramente più complesso ma noi non vogliamo dare in vendita i nostri telefoni alla grande distribuzione o alla piccola distribuzione. Vogliamo tagliare i costi, vogliamo vendere solo dal nostro ecommerce. Questo ci obbliga a fare un altro tipo di percorso che è quello che ho appena detto. Da Settembre inizieremo a immettere le notizie anche sul mercato internazionale. Abbiamo studiato il Brasile, l’India, la Spagna, l’Inghilterra, la Francia, la Germania e abbiamo studiato il sud America.

Poiché prossimamente usciremo con altri prodotti a marchio Stonex One, accessori principalmente, e dobbiamo prima curare questa cosa. Stiamo prendendo contatti con delle aziende, per esempio un’azienda tedesca che produce per tutti i più grandi marchi di cuffie al mondo. Stiamo facendo un progetto. Tra l’altro una cosa che faremo, e che sullo smartphone non avevamo il coraggio di fare, è chiedere all’utenza che tipologia di prodotto vuole e poi costruire il progetto. Pensavamo non fosse possibile e l’investimento era talmente grande che non potevamo proprio prenderci questo rischio. Poi ci siamo accorti che invece le possiamo fare.

Ho in un mano una mail con i numeri della nostra community [cerca la mail]. Abbiamo 40 mila sessioni aperte, 41 mila utenti che hanno visitato il sito, 142 mila visualizzazioni di pagine su una community appena nata, mai sponsorizzata. Vuol dire che si può. Allora l’utenza può davvero dare dei consigli tecnici e anche dell’utente non nerdone che vuol dire la sua. Abbiamo deciso che i prossimi step saranno tutti condivisi con la nostra utenza. Inizieremo dalle cuffie. Questa è una anteprima che ti dico. Nelle prossime settimane chiederemo alla nostra utenza come vorranno queste cuffie: di che forma, di mardarci i disegni, di marndarci i render, se le vogliono grosse, piccole, tipo di cavo, e insieme costruiremo. Così faremo per tutta la tecnologia a venire. Abbiamo capito che possiamo farlo.

Stonex ONE

Quando sarà disponibile?

Nel mese di giugno noi faremo vedere il telefono. Il modo in cui noi raccontiamo e parliamo del telefono è una roba che è stata scritta. È un progetto. Vi sfido a dirmi il nome di qualsiasi progetto tecnologico simile al nostro che in due mesi faccia vedere il telefono e lo metta in vendita. Noi non solo in 2 mesi abbiamo aperto dei preorder gratuiti non vincolanti, ma dreneremo i soldi dalle carte esclusivamente quando il cellulare sarà spedito a casa vostra, che è una cosa che nessuno fa. Ma nel giro di 3 mesi vi daremo anche la possibilità di vedere il telefono. Ci sarà un hands-on nel mese di giugno, quindi il nostro Vanni ve lo accenderà, lo proverà, faremo un test Antutu, vedrete i benchmark del nostro telefono. Il prima possibile lo spediremo.

Sappiate che noi dipendiamo da società che producono per le più grandi case al mondo. Se domani una di queste case si sveglia, come per certi versi potrebbe essere già successo, e aumenta la produzione di qualcosa, noi ritardiamo 5-10 settimane, perché veniamo in seconda battuta. Noi non abbiamo una produzione come quella di Apple, di Samsung o di Google. Se si svegliano un giorno e dicono “quella produzione, invece di 1 milione, mi fai 3 milioni di pezzi” e noi ne dobbiamo fare 50.000 o 100.000, veniamo in seconda battuta. Più tutte le varie problematiche burocratiche e rotture di quando ti immetti in un mercato, diciamo in maniera così prepotente come abbiamo fatto noi. Non pensate che non ci sia successo niente dopo quello che abbiamo detto. È normale. Chi è una casa importante utilizza i propri mezzi a disposizione per rompere i coglioni.

Ci vuoi fare qualche esempio?

Te l’ho fatto qualche esempio. Basta che chi produce camere vada a dire a Sony che deve aumentare la produzione e così noi tardiamo di 10 settimane. Questo potrebbe essere un esempio. Ma anche chi fa le certificazioni si sveglia un giorno e dice che qualcosa che non va bene e noi tardiamo. Ti faccio degli esempi più o meno reali. Però questo è. Non ci siamo immessi sul mercato di nascosto. Ci siamo immessi sul mercato dove ci hanno visto tutti. Ognuno cerca a suo modo di difendere il proprio territorio. E per 10.000 pezzi fatti in 3-4 giorni, una casa anche importante inizia a dire “10.000 pezzi sul top di gamma, questi comprano quello e non il nostro”. Però noi confidiamo nella nostra utenza e sappiamo che riesce a capirci. Poi ci sarà chi non capirà totalmente e lo vorrà subito, però una persona intelligente sa che di società italiane che investono milioni di euro per un progetto del genere e lo fanno in 3-4 mesi non è che ce ne siano tante.

Mi avevi un po’ già risposto a questa domanda: cosa offre secondo te Stonex più della concorrenza cinese? Qualche nome lo faccio io: Xiaomi e Meizu.

È una bella domanda che nessuno mi ha fatto sino ad ora. Sicuramente noi su alcune caratteristiche possiamo tranquillamente essere superiori a Xiaomi o OnePlus. Per adesso. Perché stiamo ovviamente attendendo cosa succederà sul mercato, ed è anche per questo che per noi c’è tutto il desiderio di uscire il prima possibile, perché mica siamo scemi che usciamo fra 6 mesi quando il nostro telefono, non dico che sia passato di moda, ma sicuramente non possiamo contare su caratteristiche prestanti. Su alcune cose siamo sicuramente superiori. Abbiamo cercato di rendere questo telefono il più possibile dell’utente ed è per questo che l’abbiamo fatto unbranded. Nessuno al mondo ha mai fatto un telefono top di gamma unbranded. Chi è il pazzo? Nessuno.

Poi abbiamo cercato di assecondare l’utente rispetto all’universo Android. Abbiamo visto che gli utenti apprezzano la versione stock di Google con poche personalizzazioni. Usciremo con una prima edizione con pochissime personalizzazioni, in corso d’opera cercheremo di costruire a seconda di quello che l’utenza ci dirà, personalizzazioni ad-hoc, amplieremo il nostro sistema operativo Ciao OS, dove tutta l’utenza cercherà di dare i propri aiuti. Poi in corso d’opera cercheremo di fare delle applicazioni che siano davvero uniche.

Volevo capire come rendere riconoscibile il nostro telefono e ho capito che c’è un obbligo nei telefoni: la forma, rettangolare, e il telefono deve essere piatto, perché quando lo metti sul tavolo se non riesci a scriverci sopra diventa veramente un dramma. Per cui da quella forma lì non puoi scappare. Bisognava dargli una riconoscibilità. Abbiamo deciso di dargli un colore riconoscibile e di scegliere il colore più social di tutti, il colore che secondo ricerche di mercato è il più apprezzato e l’unico colore al mondo che grazie ad un artista è stato reso unico. Klein è l’unico artista che ha reso un colore, il blu, unico. Nel RAL dei colori esiste il blu Klein, che è il blu assoluto. Abbiamo scelto quindi di dargli quel colore che è un blu riconoscibile. Queste sono un po’ le caratteristiche che abbiamo voluto dare al nostro telefono.

Una foto pubblicata da StonexOne (official) (@stonex_one) in data:

Come gestirete l’assistenza?

Noi vogliamo avere due tipologie di assistenza: una tecnica e una che fosse un po’ come una “prima assistenza”, più “leggera”. Un’assistenza per quelli che non sono esperti di smartphone e si trovano a non capire come si accende lo smartphone, come si telefona, come si manda un messaggio. Vogliamo dividere i due mondi. Questo per evitare di avere un’unica persona che cura tutti e due i mondi, perché mi sembra inutile mettere un programmatore che ti spiega come accendere il telefono, come è inutile mettere uno che non è un tecnico che ti spiega come poter fare delle cose più tecniche.

Avete già una posizione in merito a chi vorrà modificare il software del vostro telefono? Farà decadere la garanzia?

Visto che il nostro obiettivo è rendere un telefono sempre più personale e vicino all’utenza, daremo la possibilità di farlo senza perdere la garanzia. Ovviamente ci saranno delle regole e stiamo cercando di capire quali regole saranno. Abbiamo promesso una cosa e così stiamo facendo. Quindi basta scrivere cose fantasmagoriche su Mediatek o robe che non riguardano la realtà. Vanni ha spiegato molto bene cosa si potrà fare con il nostro sistema operativo e quello che viene detto è la verità. Non ci divertiamo a dire le bugie.

Quali sono i limiti e le possibilità di offrire un prezzo “etico”, come lo definite voi?

I limiti non ci sono. Noi ovviamente siamo dovuti andare a risparmiare su alcune cose che riguardano il telefono: il marketing. La gente mi ferma per strada chiedendomi di Stonex e J Ax fa battute su Stonex in televisione. Vuol dire che qualcosa effettivamente è successo. Abbiamo quantitificato questa cosa per fare un piano di lavoro completo e la cifra era fra i 400 e i 600 mila euro. Noi abbiamo speso 1/6 di questa cifra in marketing. Vuol dire che siamo andati a risparmiare.

Possibilità: tante. Prima di tutto aprire un nuovo mercato, che è una roba nuova. Se io racconto al mio utente che il telefono costa 250/260€ ivato, che lo metto in vendita a 299€, che il mio guadagno è sotto i 50€ e di questi 50€ che guadagno per 10.000 pezzi, sono 500.000€, e che di questi nell’arco di un anno voglio investirne 500.000€ per startup, giovani, hackatlon, questo ha un significato importante e se l’abbiamo detto, lo vogliamo fare.

Noi vogliamo fare grandi numeri, non vogliamo fermarci a 10.000 pezzi. Il nostro sogno è di farne di più e replicare in altri paesi, allora si che avremo il nostro guadagno. Il nostro obiettivo è fare una rivoluzione, dare tecnologia di serie A al giusto prezzo, non è fare uno smartphone e basta. Noi abbiamo altri lavori che ci danno da vivere e questa è la fortuna di chi compra. Noi non viviamo di Stonex One. Perché già prima di iniziare siamo sotto di alcuni milioni di euro. Se non avessimo altro dovremmo smettere di lavorare e scappare. Questa è la fortuna dei nostri acquirenti: sanno che abbiamo i soldi da investire.

Rispetto ad un altra cosa che è la questione dei server: ovviamente la prima settimana i nostri server sono andati down. Sappiate che noi abbiamo solo nella nostra mailing list è fatta di 100.000 utenti presi in questi due mesi, in più c’è l’affluenza che viene da Facebook e quella organica. Sfido chiunque nel mondo ad avere dei server che supportano questo. Capisco tutto, dall’altra parte non possiamo neanche investire 100.000€ al mese di server. Per cui mentre la prima volta ha crashato per un insieme di motivi, la seconda volta ci sono stati dei rallentamenti dovuti anche al fatto che il preorder che abbiamo fatto non era un preorder fasullo, ma era un preorder già dentro un ecommerce con l’immissione di tutti i dati, tranne la carta di credito. Arrivando a fare anche 10-15 preorder al secondo. Non è che ci divertiamo a far crollare i server, succede a tutti.

Stonex ONE render italia - 2

Un’ultima domanda: se non ho capito male, nel primo video in assoluto con cui presentavi il progetto Stonex, accennavi al fatto che lo smartphone sarebbe stato solo un primo passo e che avevate l’idea di portare della tecnologia al giusto prezzo e lo smartphone era il primo tassello di questa idea. C’è già qualcosa in elaborazione?

Adesso andremo a corollario dello smartphone: stiamo pensando agli accessori. In seconda battuta, non so quando, il nostro sogno è fare tecnologia a 360° e poter dare la possibilità ai nostri utenti di comprare tecnologia di serie A al giusto costo e sentirsi fighi. Questa è la sensazione che vogliamo dare. E se riusciamo a cambiare questa filosofia potremo fare qualsiasi cosa. Mi piacerebbe andare per gradi, prima telefoni, poi tablet, poi allargarci sempre di più e arrivare a fare tecnologia a 360°. Il primo step accessori, non tantissimi, per il nostro smartphone. Sempre con la stessa filosofia: che siano in linea, puntando sul nostro colore e unbranded.

Abbiamo fondi di investimento che vogliono investire nella nostra società e non abbiamo fatturato ancora 1€. Ovviamente non abbiamo accettato: per noi ad oggi è tutto tranne che speculazione, noi vogliamo crescere il nostro bambino. Noi stiamo cercando di fare qualcosa di formatizzabile e scalabile.

stonex